Addio, Mark

Un altro lutto nel mondo degli scacchi.

Ci ha lasciato ieri, all’età di 90 anni (era nato a Kharkov, in Ucraina, il 7 febbraio del 1926), anche Mark Tajmanov.

Riprendo per brevità di biografia da “I luoghi degli scacchi (2015): “Vincitore di numerosi tornei, campione mondiale senior nel 1993 e 1994, partecipò a ben 23 finali di campionato sovietico, conquistando il titolo nel 1956. Nel 1952 giunse secondo all’interzonale di Saltsjobaden e partecipò al successivo “torneo dei candidati” di Zurigo. Ebbe momenti difficili in patria dopo aver perso per 0-6, nel 1971, il match dei candidati contro Bobby Fischer a Vancouver. E’ stato anche un apprezzato pianista”. Sì, lo chiamavano spesso “il Mozart di Russia”.

Per una curiosa coincidenza abbiamo appena parlato qui di Marienbad, torneo che lo vide vincitore nel 1962.

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Taimanov-Sveshnikov, Wijk aan Zee 1981. (Fonte http://www.gahetna.nl)

Mark Taimanov, allievo di Botvinnik, ha avuto uno strano destino. Pur essendo stato uno dei più forti campioni del ventennio 1950-1970, anche se non (per solito) dallo stile travolgente, è un raro esempio di sportivo passato alla storia più per una bruciante sconfitta che per i suoi numerosi successi. Quel match con Fischer forse non avrebbe voluto mai giocarlo. Criticato duramente in Unione Sovietica, dove gli fu persino tolto il titolo di “maestro dello sport” e gli fu impedito per parecchio tempo di recarsi all’estero, venne anche piuttosto maltrattato dai commentatori statunitensi dell’epoca, i quali misero in luce la superiorità psicologica di Fischer e come questi fosse stato capace di spazzar via da solo, come un leone, un’intera e attrezzata èquipe e nazione.

Dopo la sesta sconfitta consecutiva con Fischer a Vancouver, si racconta che Tajmanov abbia abbandonato la sede di gioco mormorando con un filo di voce: “mi resta la mia musica …”.

Egli diceva di sentirsi “come un contadino, che per una parte dell’anno coltiva il grano e per una parte il mais: in estate gioco a scacchi e d’inverno mi dedico ai concerti”.

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Due grandi che ci hanno lasciato nel 2016

Intervistato alcuni anni fa dalla “Rossijskaja Gazeta”, Mark disse che in effetti una delle più grandi soddisfazioni della sua vita era stata ritrovare un suo album inserito fra i 70 della prestigiosa serie “i grandi pianisti del XX secolo” edita da “Philips e Steinway”. Si trattava di un duetto “a quattro mani” con al suo fianco la prima moglie, anch’essa nota pianista, Lyubov Bruk: “è stata per me una sorpresa ed una incredibile fonte di orgoglio”.

E anche noi mediocri spingilegno, caro Mark, siamo orgogliosi di averti avuto, e di averti ancora a lungo, quale virtuale compagno dei nostri passatempi scacchistici e dei nostri ascolti pianistici. Grazie.

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Taimanov-Kuzminic, 1950
1.Cg6 Ch7 2.Txe6! fxe6 3.Dxd8+! Dxd8 4.Axe6 matto

(foto di apertura e chiusura da http://chess-news.ru/)

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