Gulko fa 70

(Riccardo M.)
No, gentili lettori, Gulko non è il nome di un gioco da tavolo giapponese, né di un corallo del Mar Rosso, né una parolaccia. Gulko è un fortissimo scacchista che ha validi motivi per restare impresso nella storia e quindi nella memoria, anche se i più giovani di voi potrebbero ancora non conoscere il suo cognome.

Gulko a Poděbrady nel 2013 (foto di Anežka Kružíková)

Leggiamo insieme da “I luoghi degli scacchi” (C.Sericano/R.Moneta):

“Boris Gulko (9/02/1947), sovietico di famiglia ebraica, è nato in Germania Est, ad Erfurt, dove il padre lavorava come soldato dell’Armata Rossa. GM dal ’76, nel ’77 ha vinto il campionato sovietico alla pari con Dorfman. Oppositore del regime, ha potuto lasciare l’URSS nell’86, emigrando negli USA. Lì ha vinto a Philadelphia, poi il campionato statunitense nel ’94 e nel ’99. Oggi vive nel New Jersey con la moglie, che è l’ex scacchista Anna Achsarumova. E’ giunto 3°-7° nell’interzonale PCA di Groningen del 1993, qualificandosi per i candidati, dove perse 5,5-6,5 contro Short”

Perché si è detto che Gulko ha un posto importante, irremovibile nella storia del nostro gioco? Perché lui è stato l’unico giocatore ad essere diventato campione URSS (1977) e successivamente campione USA (1994 e 1999). Non ce ne sono stati, e non ce ne saranno più, altri.

Ed è anche il giocatore che può vantare il miglior “score” contro il grande Kasparov in partite a cadenza regolare (3 vinte, 4 patte, 1 persa).

Le sue tre vittorie contro Kasparov sono del campionato sovietico 1981 a Frunze, del campionato a squadre 1982 a Kislovodsk e poi al super-torneo di Linares nel 1990.

Avversario irriducibile del regime comunista sovietico (venne anche arrestato e fece scioperi della fame, di cui uno di ben 32 giorni), per anni, dopo il 1977, non gli fu consentito di lasciare il Paese: “those seven years were a serious blow for my chess career, but I don’t regret them.”

Ricordo che nel 1982, nel corso di una conferenza tenuta a Roma dal GM Lev Psakhis, chiesi all’allora campione sovietico per quali motivi Gulko non giocasse mai all’estero. In risposta ricevetti due secche parole: “No comment”.

Soltanto nel 1986 Boris poté emigrare negli Stati Uniti e quindi riprendere a giocare. Oggi lui e la moglie vivono a Fair Lawn, nel New Jersey, una cittadina che ospita numerosi immigrati di origine ucraina, armena, georgiana e uzbeka.

In questi ultimi anni Boris Gulko ha scritto una trilogia dal titolo “Lessons with a Grandmaster”.

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Gulko a Poděbrady nel 2013 (foto di Anežka Kružíková)

Questa è la tabella di quel bel campionato del ’77, con lo spareggio contro Dorfman finito in parità e la conseguente assegnazione ex aequo del titolo.

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Gulko e Dorfman nel tie-break del 1977 (dall’archivio di “64”)

Il 9 di febbraio è il giorno del suo settantesimo compleanno: auguri, Boris!

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