Ernst Falkbeer

(Riccardo M.)
1.e4 e5 2.f4 d5 è comunemente chiamato il “Controgambetto Falkbeer“.
Falkbeer: chi era costui? E’ quel signore dallo sguardo un pochino diffidente e distaccato che è al centro dell’immagine iniziale, da una rivista del 1855. Gli altri sei raffigurati sono, da sinistra: Johann Jacob Löwenthal, Jules Arnous De Rivière, Marmaduke Wyvill, poi Howard Staunton, George William 4° Barone di Lyttleton e Hugh Alexander Kennedy.

Ernst Karl Falkbeer nacque a Brünn, in Moravia (l’attuale Brno della Repubblica Ceca) il 27.6.1819. Figlio di un mercante, frequentò un liceo tedesco e poi andò a Vienna a studiare legge. Nel 1848, a seguito della sconfitta dei moti rivoluzionari, soffocati dalle forze conservatrici dell’imperatore Ferdinando, fu costretto a lasciare la città e a recarsi in Germania.

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Girovagò fra Berlino, Lipsia, Brema, Dresda e Francoforte, guadagnandosi la vita facendo il giornalista e coltivando le sue passioni scacchistiche. A Lipsia divenne membro onorario dell’Associazione Scacchi “Auguste” e nel 1851 affrontò a Berlino in un piccolo match Adolf Anderssen, fresco reduce dalla vittoria nel Torneo di Londra. Anderssen vinse 4 a 1, ma l’unico successo di Falkbeer fu molto bello (vedere oltre). Ebbe là l’occasione di incontrare altri giocatori di chiara fama, quali Bledow, Dufresne, Hanstein e Moyet.

Nel 1853 decise di ritornare a Vienna, dove nel frattempo (dicembre 1848) era stato incoronato imperatore Francesco Giuseppe ed il clima era mutato. Ernst tentò di dedicarsi completamente agli scacchi, fondando nel 1855 un periodico, la Wiener Schachzeitung (ispirato alla Berliner Schachzeitung), ma l’esperimento non fu troppo fortunato, resistendo appena per otto numeri. Tuttavia quel foglio restò famoso per essere stato il primo ad aver pubblicato la “Partita Immortale” fra Anderssen e Kieseritzky. La Wiener Schachzeitung fu più volte rifondata negli anni successivi e sparì definitivamente dalla scena nel 1949.

Gli storici non ci dicono se fu la delusione per la cessazione della rivista o forse un altro motivo ad indurre Falkbeer a lasciare di nuovo Vienna nel 1855, quando decise di accettare l’invito della British Chess Association di trasferirsi a Londra, che era in verità in quegli anni la capitale europea degli scacchi e che aveva dato già ospitalità a giocatori provenienti da mezza Europa. Qui Ernst frequentò diversi circoli, dal “Simpson’s Divan” al “City of London Chess Club”, alla “Starey’s Room”.

I suoi successi, e il suo gioco audace e garibaldino, gli aprirono la via per delle sfide di vertice. Lo stesso anno perse con Brien (5 a 7 con 3 patte), l’anno seguente divise la posta con Henry Bird (7 a 7 e 3 patte) e nel 1858 partecipò al grande torneo di Birmingham. Sedici i giocatori al via in un torneo ad eliminazione diretta. Morphy, iscritto, non si presentò. Staunton fu eliminato nei quarti dall’ex ungherese Johann Loewenthal, Saint Amant da Falkbeer, che in semifinale superò di misura Brien (3-2), mentre Loewenthal prevalse più nettamente su Owen (2,5-0,5) e poi sconfisse in finale Falkbeer per 5 a 3. Fra gli altri giocatori di nome che Ernst ebbe l’occasione d’incontrare nei suoi anni londinesi citiamo Kling, Horwitz, Mac Donnell e Zitogorski.

Ma Ernst aveva sempre in mente la rivista e così ne fondò un’altra, la “Chess Player’s Magazine”. Qui apparvero suoi ritratti di vita nei circoli germanici e soprattutto numerose analisi delle aperture, in particolare sul gambetto Allgaier-Kieseritzky e su quel controgambetto contro il gambetto di Re che da lì avrebbe giustamente preso il suo nome.

Non solo quel controgambetto. Il nome Falkbeer resta anche legato ad una delle principali linee della Partita Viennese, come vedete qua.

Nel 1859 scrisse una biografia di Anderssen e nel 1860 fu pubblicata la sua traduzione dal tedesco del libro di Max Lange su Paul Morphy, da lui appunto conosciuto a Londra.

Nel 1865, dopo dieci anni di vita a Londra, fu forse colto dalla nostalgia per Vienna, e qui ritornò per sempre. Vi continuò la sua attività giornalistica, in particolare collaborando con il periodico Wiener Illustrierte Zeitung e, a partire dal 1878, con la Neue Illustrierte Zeitung (che era edito a Lipsia, città alla quale egli evidentemente rimase legato), ma non solo con questi.

Nel 1876 apparve sulla “Nouvelle Fress Libre” una sua biografia di Loewenthal.

A Vienna Ernst si spense il 12 dicembre 1885. Era ormai un nome molto noto. L’estremo omaggio gli fu dato dalla presenza alle esequie, curate dalla società letteraria “La Concordia”, di numerosi scacchisti della città.

Questa è la sua partita con Anderssen precedentemente citata:

Falkbeer-Anderssen, Berlino 1851
1.e4,e5  2.Cc3,f5  3.exf5,Cf6  4.g4,Ac5  5.g5,O-O 6.gxf6,Dxf6  7.Df3,Ab6  8.d3,c6  9.Ce4,De7  10.Ad2,d5  11.f6,Dc7 12. 000,dxe4  13.dxe4,Txf6  14.Ac4+,Rh8  15.Dh5,Cd7  16.f4,Tf8  17.Cf3,Cf6  18.Dh4,Ag4 (Corretta era 18 … Cxe4 19.Cxe5,Af5 ) 19.Cxe5,Ah5 20.Ac3,Ae3+ 21.Rb1,Axf4  22.Dxf4,Cd5  23.Txd5!,Txf4 24.Td7,Dc8  25.Cg6+!, hxg6  26.Txg7,Tf3? (necessaria… Dh3) 27.Ae5,Df8  28.Tf7+,Rg8  29.Txf3+, Rh7 30.Txf8 1-0

P.S.: Fonti utilizzate per l’elaborazione del presente articolo: il periodico “L’Italia Scacchistica”, il libro “i luoghi degli scacchi” e il sito “Novoborsky Sachovy”.

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