I trattori di Karpov

(Riccardo M.)
“Essere cresciuto in un Paese come l’Unione Sovietica degli anni ’60-‘70 ha fornito sicuramente un ambiente stimolante per i talenti scacchistici, soprattutto per un giovane come me, nato in una provincia sperduta degli Urali. Ho iniziato a giocare a scacchi nella squadra dei metallurgici del mio paese e ho vinto il mio primo torneo contro la squadra della fabbrica dei trattori. Se questa circostanza si fosse verificata nella provincia americana, probabilmente non sarei mai diventato campione del mondo”

Più avanti:

“la mia era una giornata estremamente organizzata: sveglia alle 9, due ore di studio, un’ora di sport, pranzo, riposo, due ore di studio, due ore di gioco, passeggiata, cena, partite fino a mezzanotte: per diventare campioni del mondo bisogna essere disposti a sacrificare tutto, a fare una vita da monaco di clausura, dedicandosi tutto alla passione per gli scacchi; ma gli scacchi sono stati per me un piacere: mi considero un uomo fortunato”

karpov-ragazzino
Campionato giovanile della regione di Chelyabinsk del 1961
Al centro Tolja Karpov (foto da chesspro.ru)

Queste parole di Anatoly Karpov sono tratte da un’intervista avuta in Italia anni fa, congiuntamente a Rocco Sabelli (Karpov e Sabelli collaborarono al lavoro di Luca Desiata “Scacchi e strategie aziendali”, edito nel 2012 da Hoepli).

Conobbi personalmente Karpov nel 1987, quando lavoravo, e mi fu presentato, presso l’agenzia 9 della Banca Nazionale del Lavoro di via Salaria. Un uomo semplice e moderato, a partire dal modo di vestire e di porsi agli altri, l’esatto contrario di Fischer o Kasparov. Lui è tutto in quelle parole che ho riportato all’inizio: un uomo proiettato alla ribalta internazionale ma che ha mantenuto dentro di sé l’animo genuino, duro e propenso al sacrificio di un figlio di operai di Zlatoust, cittadina nel cuore industriale, gelido e montagnoso (il “Tirolo degli Urali”), dell’ oblast’ di Čeljabinsk.

zlatoust
Zlatoust (dal sito rusmania.com)

 Anatoly Karpov, nato il 23 maggio del 1951 e campione del mondo fra il 1975 e il 1985, non ha mai eccessivamente esaltato le folle di appassionati del gioco, al contrario degli altri due nomi che ho fatto. Eppure, quando “L’Informatore Scacchistico” doveva scegliere la “partita dell’anno” (o meglio del semestre di pubblicazione), più volte la scelta cadeva sulle partite di Karpov.

Di Anatoly Karpov si è sempre detto che ha avuto uno stile di gioco freddo e compassato, solido e preciso come le fabbriche di cannoni, di orologi e di trattori della sua Zlatoust.

Forse è vero, ma di certo questa impressione veniva accentuata dall’atteggiamento tranquillo e distaccato del giocatore, identico quasi in ogni circostanza.

Eppure Anatoly ha saputo regalarci partite da antologia e, sia pur non troppo spesso, delle chiusure rimbombanti, per l’appunto, come delle cannonate.

Eccone due.

karpov-csom-bad-lauterberg-1977
Karpov-Csom, Bad Lauterberg 1977

A cosa (anche) serve la Donna bianca in c7? Semplice. Serve a giocare 1. Cf5! E a costringere Csom all’immediata resa (1-0) perché c’è il matto.

O con 1. … Cxd7 2. Dh2+ Rg8 3. Dg3+ Rf7 4. Dg7 matto, oppure con 1. … exf5 2. Dh2+ ed è la stessa cosa, oppure, ed è ancor più bello, con 1. … Db8 2. Th7+! Cxh7 3. Dg7 matto.

Istvan Csom, classe 1940, non è stato un pellegrino qualsiasi, avendo partecipato a sei edizioni olimpiche con la sua Ungheria e vinto svariati tornei negli anni ’70. Personalmente lo ricordo partecipante al torneo del “Banco di Roma”, dove fu buon terzo nel 1979 e secondo, dietro Korchnoi, nel 1981. Ma Karpov, in quegli anni, era davvero un inesauribile trattore.

karpov-gik-mosca-1969
Karpov-Gik, Mosca 1969

Evgeny Gik (1943-2016) fu anzitutto un noto commentatore e scrittore, e proprio Karpov è stato il coautore del suo “Neiscerpàjemye schàhmaty” (Scacchi Inesauribili, 1985, Dima ed., tradotto in italiano da David Zilberstein).

Cosa accadde a Gik nella posizione del diagramma? Gli accadde di subire 1. g6!

E qui non si poté 1. … fxg6, per 2. Dxh7+ Rf8 3. Dh8+ Re7 4. Th7+ Rf7 5. Dxa8. Ma neppure si poté 1. … Tc8, per 2. Tf5! exf5 3. Axf7+.

Gik provò a giocare 1. … Cxg6, ma dopo 2. Dxh7+ Rf8 3. Tf5! dovette alzare bandiera bianca (1-0).

 

One thought on “I trattori di Karpov

Add yours

  1. Sono sempre stato un estimatore di Karpov e del suo gioco. E nei tanti match con Kasparov tifavo per Anatoly, pur ammirando la bellezza e l’energia che sprigionava dal gioco di Garry. Sono altresì convinto che quest’ultimo sia arrivato ai livelli altissimi raggiunti solo dopo aver “imparato” da Karpov la “visione totale” del gioco.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Powered by WordPress.com.

Up ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: