1924: Scacchi in piazza a Leningrado

(UnoScacchista)
Il 1924 è l’anno nel quale fu fondata la Fédération Internationale des Echecs, meglio conosciuta con l’acronimo FIDE. Il 20 di Luglio, a Parigi, durante lo svolgimento dei giochi dell’Ottava Olimpiade e in parallelo all’ultima giornata delle prime Olimpiadi non ufficiali degli scacchi, i rappresentanti di 15 Nazioni firmarono i documenti per la fondazione della Federazione.

Argentina, Belgio, Canada, Cecoslovacchia, Finlandia, Francia, Inghilterra, Italia (rappresentata dal Maestro Terenziano Marusi), Olanda, Polonia, Romania, Spagna, Svizzera, Ungheria e Yugoslavia elessero presidente l’olandese Alexander Rueb.

Guardando oggi la lista dei fondatori, spicca l’assenza di molte nazioni, una su tutte l’Unione Sovietica, indiscussa potenza scacchistica già in quegli anni, che entrò a far parte della FIDE solo nel 1947. Nell’URSS fresca di nuova Costituzione, si stava comunque facendo molto per la diffusione degli scacchi.

Un evento di particolare rilevanza fu organizzato proprio per lo stesso giorno, il 20 Luglio del 1924: una partita di scacchi viventi in Piazza Uristskij, davanti all’Ermitage, a Leningrado, come da pochi mesi era stata ribattezzata la città sostituendo il precedente nome, Pietrogrado. Nel 1991 sarebbe poi stati ripristinati il nome originale dell città, San Pietroburgo e della piazza, Piazza del Palazzo.

Piazza oggi
La Piazza del Palazzo a San Pietroburgo come appare oggi vista dall’Ermitage

Tutto era stato preparato con cura. Sui giornali era stato annunciato che i due più forti giocatori della città, i maestri Pёtr Romanovskij e Ilya Rabinovich avrebbero giocato una partita di scacchi viventi davanti al pubblico. Il costo del biglietto andava da 10 copechi per un posto in piazza a 50 copechi per i posti in tribuna.

Leningrado 20 Luglio 1924 Locandina
La copertina del reportage dell’evento

Viktor Bulla, figlio del famoso fotografo della Corte Imperiale Karl Bulla (noto per aver fotografato i partecipanti ai tornei di San Pietroburgo del 1909 e del 1914) scattò molte delle foto che ci mostrano come apparivano la piazza, la scacchiera e i giocatori durante la partita. Viktor era un professionista famoso, essendo stato fotografo degli eventi della rivoluzione tra il 1917 e il 1918 e autore di più scatti di Lenin (oltre a Trotsky, Zinoviev e Stalin in qualità di fotografo dello Smolny) tra il 1920 e il 1921.

Alla rappresentazione parteciparono i marinai della Flotta Rossa (nei panni dei Bianchi) e i soldati dell’Armata Rossa (nel ruolo dei Neri).

Romanovsky-Levenfish-Rabinovitch
Romanovskij, Levenfish e Rabinovich

Il conduttore dei Bianchi era Romanovsky, campione sovietico in carica, mentre Rabinovich giocava con il nero. Assieme a Levenfish e Ilyin-Genevsky, i due erano i migliori giocatori della città, e quindi una scelta naturale per il confronto in questo evento spettacolare.
L’anno successivo i quattro arrivarono primi a pari merito nel Campionato cittadino di Pietrogrado/Leningrado: mentre Romanovskij lo vinse solo quella volta, Rabinovich collezionò ben 4 titoli tra il 1920 e il 1940 (1920, 1925, 1928 e 1940). Per Levenfish si trattò dell’ultimo dei suoi 3 titoli (1922, 1924 e 1925) e per Ilyin-Genevsky il primo dei suoi 3 titoli (1925, 1926 e 1929). Vale la pena citare un altro fortissimo giocatore locale di quegli anni: Mikhail Botvinnik (nato nel 1911 a Kuokkala, oggi Repino, in quello che era il Gran Ducato di Finlandia, parte dell’Impero Russo), che fu campione di Leningrado nel 1931 e nel 1932.


Sulla pavimentazione in ciottoli della piazza erano state disegnate le 64 caselle della scacchiera, sulle quali si muovevano soldati e marinai. Gli spettatori, in numero variabile tra cinquemila e ottomila a seconda delle fonti, erano su tutti i lati della scacchiera: su quello vicino all’Ermitage c’erano le tribune, sugli altri gli spettatori erano tenuti a debita distanza da apposite barriere.

Dettaglio (Neri) - media
La posizione dopo 4. … e5xd4

Come riferisce il giornale “Красная звезда” (Stella Rossa) del 15 luglio 1924, i re erano rappresentati da un portabandiera, un ufficiale (di marina o dell’esercito) con sciabola e un lavoratore con martello (ovviamente nessuna testa coronata nel Paese dei Soviet); le regine erano rappresentate da contadine in abito estivo rosso e bianco (o scuro), falce e covone (la moglie di Rabinovich impersonò la “Ферзь” (regina) dei Bianchi); ufficiali a piedi (niente elefanti!), cavalieri a cavallo e artiglieri con cannone campale completavano il set dei pezzi viventi.

Dettaglio (Bianchi) con logo
Eseguendo le istruzioni di Romanovskij, la signora Rabonovich si è appena spostata in d3

I Maestri sedevano su dei piani rialzati (senza riparo dal sole) posti dietro alle proprie linee e le loro mosse venivano trasmesse all’avversario via telefono da campo. Entrambi avevano una loro scacchiera e un regolare orologio da torneo, anche se non è noto quale fosse la cadenza di gioco e come fossero gestiti i tempi morti di trasmissione ed esecuzione delle mosse. Il pubblico e i figuranti erano informati delle mosse da annunciatori con megafoni, uno per postazione.

Inizio Neri - con logo
I Neri a inizio partita

La splendida giornata di sole aiutò di certo il successo dell’iniziativa, anche se, come vedremo, creò qualche problema a soldati e marinai.

Trasmissione mosse (Bianchi) Romanovsky media con logo
La postazione dei Bianchi, con Romanovskij in camicia bianca…
Trasmissione mosse (Neri) Rabinovitch
… e quella dei Neri, con Rabinovich alla scacchiera in abito scuro.
Notare che le mosse erano comunicate dagli ufficiale di trasmissione della parte avversa, mentre le informazioni a pubblico e figuranti venivano annunciate da un militare della propria parte.

Ma diamo la parola a Romanovskij, che nel numero del 5 Agosto 1924 di Шахматный листок (“Il foglio scacchistico”) scriveva:

“Davanti a me, sulla spianata divisa in 64 caselle bianche e nere c’erano la Flotta Rossa, in attesa silenziosa di miei ordini, e l’Armata Rossa, agli ordini del mio valente avversario. Tutto intorno persone, persone e ancora persone. Il mio assistente, pronto con il telefono da campo, stava attendendo le mie decisioni. Dopo l’esecuzione delle marce militari fu dato il segnale, e a me toccava la prima mossa”

Trasmissione mosse (Bianchi) Romanovsky dettaglio con logo
Romanovskij riflette su come rispondere a 13. … Af6
Lo stile di Viktor Bulla è evidente in questa foto.
Nel 1935, i fratelli Bulla donarono l’intero archivio di famiglia (più di 130.000 negativi) agli Archivi della Rivoluzione di Ottobre

L’apertura fu una Due Cavalli, nelle quale Romanovskij sacrificò un pedone per l’attacco, senza però ottenere un granché e finendo invece in una posizione inferiore.

“Il sole picchiava sulle bianchissime divise dei marinai, alzando la temperatura in maniera insopportabile e rendendo l’atmosfera dell’imminente battaglia se possibile ancora più tesa. Dopo poco, qualcuno sembrava già sofferente. Un’infermiera corse verso di lui portando una caraffa d’acqua. ‘Non è possibile far stare tutte queste persone in queste condizioni per troppo tempo‘, pensai, e decisi di giocare rapidamente e in maniera aggressiva.” [Romanovskij, ibid.]

Mosse su lavagna - Ampia con logo
Le prime 12 mosse della partita, riportate su una lavagna. Sullo sfondo le tribune affollate.

La partita, iniziata a mezzogiorno, andò avanti per 5 ore con due brevi interruzioni e terminò con una patta alla 66a mossa, concordata su proposta del Bianco. A quel punto, alcuni dei figuranti erano talmente esausti da quasi non riuscire a camminare.

“Ora la battaglia è finita. Sono soddisfatto del risultato, perché a un certo punto mi ero trovato sull’orlo della sconfitta. A prescindere dall’esito della partita, tutti, io, il mio avversario e il pubblico, tutti siamo stati concordi nel definire questa una splendida giornata per gli scacchi a Leningrado.” [Romanovskij, ibid.]

Non sono riuscito a trovare traccia della partita completa, ma componendo le fonti fotografiche a disposizione, posso desumere che la partita fosse cominciata con:

1. e4 e5 2. Cf3 Cc6 3. Ac4 Cf6 4. d5 exd4 5. 0-0 Cxe4 6. Te1 d5 7. Axd5 Dxd5 8. Cc3 Dd8 9. Cxe4 Ae7 10. Dd3 0-0 11. Ceg5 g6 12. Af4 Ag4 13. Dc4 Af6 con vantaggio al Nero.

Nell’opera monumentale “Шахматы: энциклопедический словарь” (Dizionario enciclopedico degli Scacchi) di Karpov, Averbach e altri, edito a Mosca da “Советская энциклопедия” (Enciclopedia Sovietica) nel 1990, ho poi trovato (colonna 342) le ultime mosse:

61. Rg5 Txg4+ 62. Rf6 Tc4 63. Ah6 Rg4 (dopo 63. … Tc6+ 64. Rg5 il Nero non può impedire la manovra Ah6-g7-f6 con cattura del pedone g6 e patta) 64. Rxg6 Tc6+ 65. Rg7 Rf5 66. Ae3 patta.


Lascio adesso a Romanovskij le ultime battute, che molto modestamente vorrei fare anche mie:

“Tutti, credo, siamo d’accordo su una cosa: che questa giornata ha confermato come gli scacchi siano un’arte che tutti possono ammirare. Non solamente gli esperti, ma, come per altre espressioni artistiche, chiunque sia in grado di comprendere la creatività del pensiero umano, al di là della forma artistica o dell’aspetto della vita in cui essa si manifesta”.

Quasi tutte le foto storiche sono prese da https://spbarchives.ru/cgakffd, come rese disponibili dal ЦГАКФФД СПб (Центральный государственный архив кинофотофонодокументов Санкт-Петербурга [LGAKFFD SPb – Archivio Centrale di Stato di San Pietroburgo per la documentazione cinematografica, fotografica e fonografica]


NdA: Questo articolo è una versione riveduta del mio articolo “1924: Gli scacchi in piazza a Leningrado” scritto nel 2014 e pubblicato il 3 Luglio 2015 sul blog SoloScacchi.

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