La FIDE contro i suoi stessi princìpi?

(UnoScacchista)
Nello statuto della FIDE, Articolo 1.2, si legge “La FIDE rifiuta qualsiasi trattamento discriminatorio per motivi di nazionalità, politici, razziali, sociali o religiosi o per ragioni sessiste.” e subito sotto “Gli eventi FIDE possono essere ospitati solo da Federazioni dove è garantito il libero accesso ai rappresentanti di tutte le Federazioni“. Notizia di giovedì scorso, 9 Novembre, è che il Mondiale Rapid e Blitz 2017, maschile e femminile, sarà ospitato dalla Federazione dell’Arabia Saudita tra il 26 e il 30 Dicembre 2017.

La contraddizione è evidente, dato che l’Arabia Saudita applica notoriamente trattamenti discriminatori nel confronti delle donne, impedisce l’ingresso nel Regno a cittadini di alcune nazioni (ad esempio Israele e Qatar), punisce finanche con la pena capitale alcuni orientamenti sessuali e religiosi (incluso l’ateismo). Per non parlare poi della pericolosità di viaggiare a Riad.

Insomma, non soddisfatta dei problemi che sollevò la decisione di organizzare il Campionato Mondiale a Teheran (primo fra tutti la rinuncia da parte di Maryia Myzychuk, ma anche le molte lamentele delle giocatrici per l’obbligo di indossare il velo), la FIDE continua a “seguire i soldi” e organizza il “2017 King Salman World Rapid and Blitz Chess Championships”.

Le reazioni non si sono fatte attendere, sia dalle giocatori che da alcuni giocatori: ecco un breve campione.

Anna Muzychuk on Riad

Anna Muzychuk: “Prima l’Iran, poi l’Arabia Saudita… mi domando dove saranno organizzati i prossimi Campionati. Nonostante il montepremi da record, non andrò a giocare a Riad, anche se questo significa perdere i due titoli mondiali. Dovrei rischiare la mia vita e indossare sempre la abaya? Tutto ha un limite e il velo in Iran è stato già abbastanza“.

Hikaru Nakamura on Riad

Hikaru Nakamura: “Organizzare un torneo di scacchi in una nazione dove i diritti umani non sono garantiti è orribile.

Altre giocatrici hanno già dichiarato che non parteciperanno, sia per impegni pregressi (l’annuncio è infatti anche molto tardivo), sia per rifiuto delle condizioni di segregazione riservate alle donne. Il GM Igor Kovalenko dalle pagine di chess-news.ru arriva a chiedere un boicottaggio di almeno il 90% dei giocatori, ritenendo che solo un’azione così eclatante può dare un messaggio inequivocabile alla FIDE. Non sarà facile, visti i premi e le condizioni di favore (viaggio e soggiorno pagati) che vengono offerte ai Top Players.

Il GM inglese Nigel Short è stato il primo a iscriversi al torneo, come ha annunciato, con evidente soddisfazione, la FIDE. Anche Magnus Carlsen ha dichiarato alla televisione norvegese che ha intenzione di partecipare. Vedremo chi gli farà compagnia a Riad a fine anno. La mia impressione è che ci andranno praticamente tutti coloro che non avevano già preso altri impegni.

 

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