UnoScacchista incontra Awonder Liang

(UnoScacchista)
L’occasione era francamente imperdibile: un due volte campione del mondo non capita tutti i giorni a Roma. E se vi dico che questo campione ha solo 14 anni ed è reduce dal Campionato del Mondo Junior del Tarvisio, è chiaro che sto parlando di Awonder Liang. Assieme a suo padre Will, il ragazzo ha partecipato alla Conferenza stampa di apertura del Festival Internazionale Roma Città Aperta e UnoScacchista ha colto l’occasione per una breve intervista.

[Foto di Uberto Delprato]

In attesa dell’inizio della simultanea, ho cominciato a parlare con Will Liang. E’ un immigrato cinese, a cui piace parlare e lo fa con un eloquio rapido e colorito, caratterizzato da una pronuncia non completamente americanizzata.

1S – So che siete reduci dal Tarvisio. Una bella esperienza, immagino. Neve inclusa!
WL – Si, il risultato non è quello che speravamo ma è stato un bel torneo.

1S – Voi vivete in Wisconsin, vero? Quindi di neve...
WL – .. si, siamo esperti: ne abbiamo molta dove viviamo (ridendo)

1S- Dal Tarvisio a Roma: un bel viaggio!
WL – Esatto, e dopo Roma andremo a Barcellona, poi a Stoccolma prima di tornare in USA.

1S – Un vero tour de force! Dopo il Tarvisio [13-25 Novembre], Roma [3-10 Dicembre] , il Sitges a Barcellona [14-23 Dicembre] e la Rilton Cup a Stoccolma [27 Dicembre-5 Gennaio]! Ma coma fa Awonder a conciliare gli scacchi con la scuola?
WL – Beh, abbiamo ricevuto molti inviti e per Awonder è importante giocare il più possibile e accumulare esperienza (NdA: Will Liang è il manager di Awonder, quindi decide e cura lui il programma del ragazzo). Per la sua istruzione, che per noi è importantissima, Awonder segue un piano di studio a casa e voglio che lo rispetti. Nei giorni scorsi ha dovuto studiare e fare i compiti.

1S – Come è composta la vostra famiglia?
WL – Abbiamo quattro figli, tre maschi e una femmina: seguire Awonder come merita è un grosso impegno e me ne occupo principalmente io, mentre mia moglie, che è rimasta in Wisconsin, cura più gli altri ragazzi.

1S – Come ha scoperto gli scacchi Awonder? Qualcuno di voi giocava a scacchi?
WL – Li ha scoperti grazie alla scuola. Suo fratello tornò a casa con una medaglia per un torneino scolastico e Awonder, che aveva 5 anni, mi chiese di insegnarli le mosse. Lo feci volentieri, perchè gli scacchi aiutano la concentrazione e la disciplina, sicuro che comunque sarebbe stato utile per lui. E poi le cose sono diventate quello che sono. Awonder è migliorato molto rapidamente, fino a cominciare a vincere i tornei a cui partecipava. Ed eccoci qua (di nuovo sorridendo).

1S – Con chi si allena Awonder? Ha un trainer fisso?
Qui la parlantina sciolta del signor Liang rallenta un po’.
WL – In realtà si allena da solo con il computer (sgrano gli occhi). Sì, un allenatore costa molto. Un’ora di lezione costa 100-150 dollari e noi non ce lo possiamo permettere, quindi Awonder cerca di lavorare il più possibile con il computer.

1S – Ma questo non è potenzialmente un limite per la crescita del ragazzo? E’ virtualmente impossibile comprendere tutto da solo.
WL – Sì, ce ne rendiamo conto e cerchiamo di recuperare soldi dove possibile, dai premi e dagli inviti, che per fortuna non mancano. Certo, sarebbe utile trovare qualche sponsor.
Sono venuto a sapere dopo che la famiglia Liang ha anche lanciato una campagna di crowdfunding su Indiegogo per aiutare il ragazzo a viaggiare e a prepararsi: di certo i 3.000 $ ottenuti sono stati qualcosa, ma non abbastanza per un allenatore.

1S – Parlando di sponsor e fondazioni, avete avuto modo di parlarne con Rex Sinquefield o con Susan Polgar?
WL – Sì, certo. Grazie al signor Sinquefield, Awonder ha avuto modo anche di partecipare ad alcune sessioni con Garry Kasparov e Susan Polgar ci ha invitato alle sue sessioni di allenamento più volte. Susan fa molto per i ragazzi: li ospita e spesso cucina anche per loro. Sì, si adopera molto per gli scacchi e per i ragazzi. Ma comunque ancora non abbiamo trovato un modo per garantire la carriera di Awonder se non con i premi dei tornei.

1S – Oltre agli scacchi e agli impegni scolastici, Awonder ha qualche hobby o pratica altre attività sportive?
WL – Gli piace molto giocare a badminton, ma di certo non gli rimane molto tempo. Cerchiamo di fargli sentire molto la vicinanza della famiglia. Per noi è molto importante.

1S – E cosa mi dice dei social media? Usa, che so, Facebook e Twitter?
WL – No, non li usa. I social media sono qualcosa che assorbe troppo tempo. E poi Awonder è ancora troppo giovane. Sarebbero una distrazione e un rischio troppo grandi.

1S – Tempo fa parlai con la madre adottiva di Wesley So e mi disse più o meno le stesse cose.
WL – Wesley è un bravo ragazzo di grande talento, ma a me sembra che il suo brillante passaggio dall’essere un buon giocatore ad andare sopra i 2700 e raggiungere l’attuale livello abbia oscurato il fatto che la sua formazione è avvenuta quando era ancora nelle Filippine. Essendo entrambi di origini asiatiche, mi sento di dire che ci dovrebbe essere più riconoscimento per quello che è stato fatto per lui prima di spostarsi negli USA.

1S – In effetti la scena giovanile statunitense è caratterizzata da molti giocatori di origine asiatica.
WL – Sì, e Awonder è diventato quest’anno campione USA Junior pur essendo il partecipante più giovane e con il titolo di GM appena conquistato e non ancora ratificato.

Capisco che il signor Will potrebbe andare avanti a lungo a parlare dei successi del figlio e decido che è arrivato il momento di fare qualche domanda al ragazzo, che sta seduto , tranquillo e silenzioso.

Awonder and father
Awonder Liang durante la simultanea. Suo padre Will controlla (Foto di Riccardo Moneta)

1S – Ciao Awonder, grazie per aver accettato di parlare con me. Come stai?
Il ragazzo riflette un po’, tanto che temo che non sia riuscito a farmi capire. Poi inizia a rispondere, con calma e con un gradevole accento americano. Un atteggiamento riflessivo, molto diverso da quello del padre. Non so se lo fa per compredere bene la domanda o per pesare la risposta, ma la breve intervista scorre via molto facilmente.
AL – Molto bene grazie.

1S – Durante la presentazione sei stato descritto come un talento mondiale degli scacchi e sei uno dei GM più giovani. Cosa significa per te essere “Grande Maestro” esattamente?
AL – Diciamo che è in parte un titolo, una sorta di etichetta, e in parte un riconoscimento, ma non è qualcosa che mi ha cambiato. Mi preparo e gioco a scacchi nello stesso modo e con lo stesso divertimento.

1S – Quindi gli scacchi sono per te principalmente divertimento.
AL – Certo! I risultati contano molto, ovviamente, ma se non mi divertissi non sarebbe la stessa cosa.

1S – Ma pensi di diventare un giorno un professionista?
AL – E’ presto per dirlo. Certamente è una possibilità, ma sono troppo giovane per dire se tra qualche anno avrò ottenuto risultati e se ancora mi divertirò.

1S – Ma ti sei posto degli obiettivi concreti per i prossimi 3-5 anni?
AL – No, giocherò al mio meglio e poi vedremo dove sarò arrivato. Senza obiettivi prefissati ma con molto impegno.

1S – E qui a Roma cosa speri di ottenere?
AL – Di giocare bene, di vincere il torneo e migliorare per i prossimi tornei.

1S – Ma pensi di avere tempo per visitare Roma?
AL – Non so, non è semplice trovare il tempo per tutto.

E infatti il tempo per la mia intervista sta per finire. Awonder viene chiamato per dare il via alla simultanea e per qualche foto. Mi prendo un ultimo momento per ringraziarlo e per farmi autografare qualche cartolina di “UnoScacchista”: chissà, un giorno potrebbero essere cartoline firmate dal Campione del Mondo!

Awonder - Autograph

1S – Grazie molte, Awonder. Buona fortuna per il torneo.
AL – Prego, è stato un piacere.

Il ragazzo si avvia per la sua simultanea su 16 scacchiere, che completa vincendo tutte le partite in un paio d’ore giocando in maniera molto pulita ed efficace. Quando anche l’ultima partita è finita, lo avvicino di nuovo per congratularmi e gli chiedo il perchè di una particolare scelta in una delle partite: “Non sarebbe stato meglio giocare la torre in c7 invece di cambiare entrambe le Torri in c8?

Lo sguardo di Awonder cambia, mi guarda direttamente (cosa che non ha fatto quasi mai durante l’intervista), riflette un attimo e poi sorridendo mi dice “Sì, hai ragione, sarebbe stata una continuazione efficace, ma avevo visto che avrei vinto comunque facilmente sul lato di Donna e non ho cercato la continuazione migliore“.

Ecco, parlando di scacchi invece che giocando a domanda e risposta, il ghiaccio si è rotto. E’ proprio vero che gli scacchi sono una lingua universale, che fa sparire la barriera di età, di cultura e, diciamolo chiaramente, di talento. Parliamo brevemente di scacchi giocati e poi ci salutiamo. Il padre lo porta via verso non so quale impegno, magari anche solo andare a mangiare.

Auguri giovane campione. Seguirò con partecipazione i tuoi prossimi tornei, sperando che la valutazione della mia cartolina firmata aumenti negli anni 🙂

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