Uno Scacchista

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Anand e Federer: la classe non ha età

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(UnoScacchista)
Chi ama lo sport inteso come classe, eleganza e competitività non può non gioire dei recenti successi di campioni come Roger Federer nel tennis e Viswanathan Anand negli scacchi. Entrambi sono tornati alla ribalta della cronaca per le loro vittorie ad una età alla quale in molti si sono già ritirati dalla scena agonistica. Federer è tornato numero 1 della classifica ATP a 36 anni, 6 mesi e 11 giorni, battendo il record di anzianità in quella posizione.

Anand, invece, è stato per l’ultima volta numero 1 della lista Elo il 30 Giugno 2011, all’età di 41 anni, 6 mesi e 19 giorni: d’accordo, gli scacchi sono uno sport diverso dal tennis, ma converrete con me che i due se la battono bene. Soprattutto perchè, entrambi esempi cristallini di correttezza e classe sportiva, non hanno ancora concluso la loro carriera agonistica. Per rimanere nel mondo degli scacchi, Kasparov annunciò il suo ritiro all’età di 41 anni, 10 mesi e 28 giorni, mentre Anand a 48 anni suonati si è permesso di vincere il Campionato del Mondo Blitz!

Per celebrare il campione indiano, vi propongo una sua splendida intervista realizzata e pubblicata venerdì scorso dalla rivista on line Scroll.in. E’ in inglese (con sottotitoli), ma spero possiate goderne: è una veloce carrellata sulla carriera del campione, con un tono molto leggero e simpatici aneddoti.

Il primo, raccontato in apertura, mi era noto e ve lo riporto nella mia traduzione.

Era un anno, un anno e mezzo che ero diventato Grande Maestro. Stavo viaggiando in treno e c’era quest’uomo che cominciò a parlare con me. Mi chiese “Tu cosa fai?” Io presi un bel respiro e gli dissi “Sono un giocatore di scacchi“. Lui ribattè “Va bene, ma cosa fai nella vita?” E io “No, davvero, sono un giocatore di scacchi e lo faccio seriamente“. E lui “Sai una cosa giovanotto? Lascia che ti dia un consiglio: la carriera sportiva è molto rischiosa. Quello che ti suggerisco è di non sperare di vivere con gli scacchi. Certo, se tu fossi Viswanathan Anand potresti anche farlo, ma… nel tuo caso mi sembra un rischio troppo grosso(ride) Io gli ho risposto “Va bene, grazie” e non ne abbiamo parlato più. Uno degli incontri più memorabili della mia vita! (ride ancora).

Editore: Sujit Lad
Camera: Venkataraghavan Rajagopalan, Anmol Kanojia| Produttore Smitha Nair
Designers: Design: Shruti Rego, Kimberly Pereira, Rubin D’Souza, Anirudh Ashar
Produttore Esecutivo: Sannuta Raghu

L’intervista, realizzata in forma di racconto da parte di Anand, si svolge a partire dai primi anni di gioco in famiglia, con la madre di Anand che scopriamo essere una brava giocatrice dilettante. Poi con le sue avventure in giro per il mondo, specialmente nelle Filippine, e le sue vicissitudini con una televisione locale. Entra poi in scena la moglie Aruna, che ne è il manager, consigliere psicologico e angelo custode, al punto che quando Anand dovette viaggiare da solo perchè stava per nascere il figlio, si accorse con sgomento di quante cose gli fossero sconosciute del giocare i tornei.

Sfiorando rapidamente il rapporto con la politica scacchistica (“Non fa assolutamente per me“) e con Kasparov (“Penso di averci parlato più nell’ultimo anno che nei 25 anni precedenti!“), Anand conclude con la gioia per il sorprendente risultato di Riad e con qualche parola su suo figlio Akhil, che oggi ha quasi 7 anni (“E’ interessato agli scacchi ma non ancora appassionato. Vorrei comunque che imparasse a giocare, in modo da capire cosa sono e poi decidere per la sua vita.“).

Akhil Anand
Akhil Anand ad Aprile 2017 in occasione del viaggio con la famiglia in Kenia (Foto di Allan Victor per Arongoey Photography)

Chiudo questo post con un altro aneddoto della vita di Anand, non incluso nella intervista. Lo raccontò lo stesso Anand in una conferenza nel 2012 e dimostra, se mai ce ne fosse bisogno, di come gli scacchisti vedano il mondo in un certo modo…

Durante la permanenza in albergo per un torneo, Aruna disse a Anand che aveva scelto la combinazione 2706 come codice della cassaforte in stanza, sapendo che era un numero che il marito avrebbe ricordato facilmente. Anand non capì bene il perchè e le disse che sarebbe stato difficile tenerlo a mente visto che 2706 non era un buon punteggio Elo e che, soprattutto, era un punteggio impossibile perché non arrotondato (NdA: in quegli anni i punteggi Elo venivano arrotondati al 5 o allo 0 più vicini). Aruna, incredula, dovette spiegare ad Anand che il 27 Giugno era la data del loro matrimonio!

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