In FIDE volano gli stracci

(Uberto D.)
Mi scuso per usare un detto poco consono al nobile gioco degli scacchi e spero non me ne vogliano gli appassionati del calcio storico fiorentino se ho scelto un’immagine di quel gioco per l’apertura di questo post, ma non trovo un modo razionale per descrivere cosa sta succedendo all’interno della FIDE. Tra accuse, smentite, dichiarazioni ufficiali, comunicati stampa, “black list”, chiusure imminenti di conti bancari e minacce di denunce, stiamo assistendo a un ben triste spettacolo.

Vi presento una breve cronistoria, con i riferimenti a pagine web e documenti ufficiali FIDE, in modo che possiate raccapezzarvi in quella lotta di potere e di sopravvivenza che sta andando in scena. Non risalirò troppo indietro: inizierò dal 2017, seguendo quanto riportato in una pagina, pubblicata mercoledì 11 Aprile sul sito FIDE, dal titolo “Lo scisma tra Kirsan Ilyumzhinov e il Consiglio presidenziale“.

Pagine web FIDE - The schism

La pagina si apre con il chiarimento che durante la recente riunione del Consiglio presidenziale di Minsk (7-8 Aprile 2018) è stata approvata la pubblicazione degli stralci delle minute delle riunioni precedenti per i passaggi riguardanti il presidente Kirsan Ilyumzhinov. Impossibile non leggere in questa decisione un prova lampante dello scontro in atto, nel quale una parte decide di rendere pubblico ciò che è stato discusso, a porte chiuse, in una riunione di un organo ufficiale di una federazione sportiva.

Ecco che “gli stracci” cominciano a volare in pubblico.


Riunione del Consiglio presidenziale, Atene 25-26 Marzo 2017

Le minute della riunione, rese pubbliche e che potete scaricare qui, riportano di una accesa discussione dei problemi finanziari della FIDE. Vengono decise azioni contro una federazione in ritardo nei pagamenti dei premi e, soprattutto, contro AGON. Oltre a discutere l’enorme cifra dovuta e se minacciare la rescissione del contratto che legava (e lega tuttora) FIDE ad AGON, il Vice-Presidente Georgios Makropoulos rende note alcune manovre che Ilyumzhinov starebbe mettendo in atto nei confronti di Merenzon (CEO di AGON) per ottenere il 50% della proprietà di AGON. In un crescendo di accuse e minacce (le minute sono lunghe ben 9 pagine), si arriva al momento in cui Ilyumzhinov dichiara di voler dare le dimissioni dalla sua posizione (questo il nostro post in merito, nel quale riportiamo anche come Ilyumzhinov abbia subito ritrattato pubblicamente la dichiarazione di volersi dimettere).

Anche se non rilevante nella questione Ilyumzhinov, è sbalorditivo leggere quanto alcuni giocatori e federazioni hanno pagato per giocare nel FIDE Grand Prix 2017. Lo so, è il segreto di Pulcinella, ma leggere certe cifre e quello che Ilyumzhinov dice (“Se trovate degli stupidi che sono disposti a pagare certe cifre, fateli pagare”) mi lascia allibito: a questo si è ridotta la FIDE?


Riunione straordinaria del Consiglio presidenziale, Atene 10 Aprile 2017

Vista la rapida e pubblica retromarcia di Ilyumzhinov sulle dimissioni, il Consiglio presidenziale si riunisce in maniera straordinaria per ribadire quanto era stato deciso nella riunione del 6 Dicembre 2015, durante la quale erano stati trasferiti alcuni dei poteri presidenziale al Vice Presidente a causa dell’inserimento di Ilyumzhinov in una “black list” del Dipartimento del Tesoro USA.

Ilyumzhinov, che non ha partecipato, aveva preventivamente dichiarato che avrebbe accettato qualunque decisione il Consiglio presidenziale avesse preso e che avrebbe agito di conseguenza, anche se ciò avesse comportato le sue dimissioni.

Le lunghissime note della riunione (19 pagine, che potete trovare qui) confermano, tra molte decisioni, queste in particolare:

  • i poteri del Presidente (come definiti nel Capitolo 9 dello Statuto FIDE) sono trasferiti al Vice-Presidente
  • il nome di Ilyumzhinov verrà rimosso da tutti i rapporti con la banca UBS
  • Ilyumzhinov, benché rimanga formalmente Presidente, non ha più deleghe né potere di rappresentare la FIDE

Compaiono per la prima volta ricadute concrete sui rapporti con UBS, anche se il Consiglio spera ancora che Ilyumzhinov mantenga quanto promesso e riesca a farsi cancellare dalla “Black list” statunitense.


Riunione del Consiglio esecutivo, Antalya 13-14 Ottobre 2017

Non è stata una sorpresa per nessuno il fatto che Ilyumzhinov non si sia dimesso. Il Consiglio esecutivo, quindi, oltre a ratificare quanto deciso nella riunione del Consiglio presidenziale, ha messo ai voti una mozione con la quale chiede a Ilyumzhinov di non candidarsi alle future elezioni per la presidenza FIDE, che si volgeranno a Batumi il 3 Ottobre 2018. La mozione viene approvata con 37 voti favorevoli, 20 contrari e 2 astenuti.

Nelle 11 pagine delle minute della riunione (scaricabili qui) potrete anche leggere la lunga lista di minacce che alcuni membri del Consiglio esecutivo dichiarano di aver ricevuto da Ilyumzhinov e alcuni retroscena dei rapporti tra Ilyumzhinov, la FIDE e Makropoulos.


Problemi con i conti correnti FIDE, 13 Febbraio 2018

Dopo un periodo di relativa calma mediatica e con l’attenzione di tutti posta sull’imminente avvio del Torneo dei Candidati 2018, arriva una notizia-bomba. Il Tesoriere della FIDE Siegel annuncia che la situazione di Ilyumzhinov con il Dipartimento del Tesoro USA ha portato i rapporti con Banca UBS al punto di rottura e che i conti correnti FIDE sarebbero stati chiusi “immediatamente”. Ve ne abbiamo parlato in questo post.

Immediata (21 Febbraio 2018) la replica di Ilyumzhinov che, tacciando di falsità il tesoriere FIDE, minaccia addirittura azioni legali contro chi approfittasse di queste “fake news” per gettare discredito sulla FIDE. Anche su questo potete trovare i dettagli in un nostro recente post.


Riunione del Consiglio presidenziale, Minsk 7-8 Aprile 2018

Ed eccodi arrivati alla settimana che si sta chiudendo.

Tra questioni di normale amministrazione, la riunione ha informato il Consiglio sulla “buona” (“sound” in inglese) situazione finanziaria e sulla criticità del rapporto con Banca UBS, che ha posto una data ultimativa al 30 Aprile per la chiusura dei conti correnti. I vertici della Banca UBS sono stati descritti come molto riluttanti ad estendere la scadenza fino ad Ottobre, quando ci saranno le elezioni presidenziali. Il termine “riluttanti” (“unwilling” in inglese) significa che ci sono ancora margini di manovra se la FIDE agirà in un certo modo: questo, a mio avviso, spiega la decisione successiva.

FIDE_PB_Minsk

Il Consiglio presidenziale ha approvato a larga maggioranza degli aventi diritto al voto (14 a 1) una risoluzione con la quale chiede espressamente a Ilyumzhinov, per il bene della FIDE, di dimettersi dalla carica di Presidente. Ecco la lettera e i nomi dei firmatari:

Pagine web FIDE - Minsk, invito a dimettersi

Durante la stessa riunione, Georgios Makropoulos ha annunciato che si candiderà alle votazioni di Ottobre alla Presidenza della FIDE.


Ilyumzhinov non si dimette, 10 Aprile 2018

In una intervista a “Sport-Express”, quotidiano di San Pietroburgo, Ilyumzhinov non solo conferma che non si dimetterà ma contesta tutti i punti di criticità che hanno convinto il Consiglio esecutivo a chiedergli di farlo: i conti bancari non sono stati congelati, giocatori e arbitri del Torneo dei Candidati sono stati pagati e le sanzioni USA non gli impediranno di viaggiare in 70-80 Paesi del Mondo per sostenere la sua candidatura.

Sostiene, inoltre, che tutta la manovra, che ha incluso la chiusura della sede della FIDE a Mosca, è semplicemente orchestrata da Makropoulos contro di lui e non per il bene della FIDE.


La FIDE continua la sua campagna contro Ilyumzhinov, 13 Aprile 2018

La FIDE ribatte all’intervista di Ilyumzhinov con una lettera del Vice-Presidente Israel Gelfer, amico di lunga data del Presidente, nella quale tenta di portare chiarezza nelle comunicazioni con la stampa.

E’ evidente che questa lettera non sortirà alcun effetto se non, forse, quello di dimostrare a Banca UBS che la FIDE è compatta e risoluta a venire a capo della “questione Ilyumzhinov“. Il problema è che in questa confusa e infinita diatriba nessuno può garantire chi vincerà le elezioni ad Ottobre. E che, allo stato attuale delle cose, a partire dal primo Maggio la FIDE non potrà più operare con le banche.


Se Makropoulos ha cominciato a chiarire i presupposti della sua candidatura (qui l’ottima intervista di Peter Doggers per Chess.com, dove Makropoulos spiega una possibile soluzione, temporanea, alla chiusura dei conti UBS), Ilyumzhinov farà la sua folle e incomprensibile corsa da solo: verso cosa lo sa (forse) solo lui.

Per fortuna, la comunità scacchistica fatta di giocatori, organizzatori, arbitri, appassionati e sponsor, resta distante da questa zuffa e rimane concentrata sugli importanti tornei in corso, sulle Olimpiadi e sul Campionato del Mondo di Novembre.

Alla fine di questo lungo post, non voglio esprimere giudizi sugli attori della triste sceneggiata a cui stiamo assistendo: spero solo che finisca presto e che la Federazione possa riprendere a lavorare per la diffusione del nostro gioco e per l’organizzazione delle competizioni del ciclo mondiale, invece di occupare il suo tempo a “far volare stracci”.

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