[R] Abram Yakovlevich Model

R I S T A M P A

(Riccardo M.)
Spostiamo indietro le lancette di circa 90 anni. Il campionato sovietico del 1927, svoltosi in ottobre a Mosca con 16 partecipanti, venne considerato come lo scontro fra due generazioni. Da un lato c’erano i Duz-Chotimirsky, i Bogatirchuk, i Rabinovich e i Romanovsky, dall’altro una schiera di giovani tra i quali Botvinnik, Grigoriev e Rauzer. Vinsero alla pari Bogatirchuk e Romanovsky, ma i giovani non delusero, giungendo immediatamente alle spalle dei primi due.

(nella foto, Abram Yakovlevich Model)

Abram Model fu terzo a pari merito con Duz-Chotimirsky. Mancavano tuttavia alcuni dei più forti maestri, ad esempio Levenfish (che aveva battuto Lasker) o Verlinsky (protagonista di un successo su Capablanca), oltre a Bogoljubov che aveva appena preso la cittadinanza germanica.

Si leggeva sulla “Italia Scacchistica” dell’epoca: “La gioventù si è battuta molto bene e ha dato alla luce non meno di tre nuovi maestri, tutti e tre giovanissimi, dai 17 ai 20 anni. I signori Model, Botvinnik e Makogonov, piazzandosi immediatamente dopo i primi tre premiati, appartenenti alla vecchia guardia, hanno completamente confermato le speranze che si erano concepite in loro proposito. Il gioco di questi giovani maestri è in pari tempo coraggioso e fine, profondo e ricco di combinazioni. Non c’è da dubitare, d’ora innanzi, che tutti e tre si faranno strada nei grandi tornei internazionali”.

Diciamo così, che non c’era da dubitare delle potenzialità dei tre giocatori citati. Ma le loro strade erano state diverse e ancor più si divisero. E non è neppure vero che tutti e tre fossero giovanissimi. Anzi, nessuno dei tre aveva un’età compresa fra i 17 e i 20 anni, come erroneamente scriveva l’I.S. Ma a quei tempi si poteva scrivere quasi di tutto, anche perché non c’era nessuno che potesse intervenire on-line (tra l’altro lo stesso Model fu allenatore di Botvinnik).

Mikhail Botvinnik (1911-1995) è stato in vetta al mondo per tanti anni. All’epoca del torneo citato aveva quindi da poco compiuto i 16 anni.

L’azero Vladimir Makogonov (1904-1993) non da molti è oggi ricordato, anche se fu considerato fra i 5 o 6 giocatori più temuti degli anni quaranta, tanto che a Baku nel 1942 sconfisse Flohr per 7,5 a 4,5 e che oggi Chessmetrics ha calcolato un suo valore, nel 1945, pari ad Elo 2735. Purtroppo egli non giocò quasi mai fuori dall’URSS e già nel 1947 aveva in pratica smesso di disputare tornei, dedicandosi quindi con successo all’allenamento (Smyslov) e all’insegnamento (Kasparov).

Terzo, ed ultimo di quella triade, è il lettone Abram Yakovlevich Model (Daugavpils 23.10.96 – Leningrado 11.3.76), che aveva già 31 anni nel 1927 e non lo si doveva certo includere fra le promesse. E infatti il suo nome è rimasto sempre del tutto sconosciuto ai più. Immeritatamente, perché Romanovski lo considerava uno dei giocatori naturali più forti di tutti i tempi. Purtroppo le sue partecipazioni a tornei furono rarissime, impedite da numerosi altri interessi ed evidentemente anche poco incoraggiate dalle autorità sovietiche. Model infatti insegnava matematica e si occupava anche di musica e di poesia. Non lo si poté più, pertanto, vedere ai livelli del 1927, nonostante il bel pronostico degli addetti ai lavori italiani. Vinse il campionato di Bielorussia nel 1928 e poi praticamente sparì.

Ma a spiegare le parole di Romanovsky e a dimostrare il valore di Model c’è un episodio abbastanza noto, che lo vide protagonista a Leningrado, sua città di adozione, nel 1929. Il quotidiano “Smyene” organizzò nientedimeno che una “simultanea telefonica” fra un lettore ignoto, un certo “Mister X”, contro dieci forti maestri della città. Accettarono la sfida, incuriositi, personaggi del calibro di Botvinnik, Ragozin, Kubbel, Iljin Zhenevsky, Rokhlin. Ebbene, Mister X (che poi si sarebbe rivelato essere Abram Model), prese rapidamente il sopravvento in quasi tutte le partite e terminò con un risultato strepitoso, del tutto impronosticabile, a suo favore: 8,5 a 1,5, con 7 vittorie e 3 patte (due delle quali con Botvinnik e Kubbel), nessuna sconfitta. Solo a un talento immenso sarebbe stato possibile incamerare una prestazione simile in simultanea contro dei fortissimi maestri. E Abram Model lo era.

Era un poeta degli scacchi, un artista, per quanto il suo gioco apparisse di una sconcertante semplicità e linearità. Non era un competitore da torneo. E infatti non apparve quasi più in competizioni, non si recò mai fuori dall’URSS, limitandosi all’insegnamento della sua matematica, e anche degli scacchi nel celebre “Palazzo dei Pionieri” di Leningrado. Nel 1935 ebbe dallo Stato, che si ricordò giustamente di lui, il meritato titolo di “Maestro onorario dello Sport”.

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A.Kentler, 2006: “scacchi in Leningrado assediata”

La sua opera più grande e meritoria si esplicò tuttavia durante il lungo assedio nazista di Leningrado, quando si fece promotore di piccoli tornei, trascrivendone i risultati su tabelle redatte a matita su piccoli foglietti, e successivamente (1944) del “Campionato di Leningrado” (che egli stesso vinse con 8 punti su 9).

Ma soprattutto si guadagnò stima e riconoscenza della cittadinanza organizzando in prima persona l’evacuazione dalla città di tantissima gente, e fra questi di quasi 15.000 bambini. Era lui il comandante dei treni che nel 1942 riuscirono a trasferire al sicuro la popolazione più debole, nei distretti di Gorkovsky, Smolnensky e Chelyabinsk.

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Leningrado 1942, da histours.ru

Scriveva E.Kanter: “Model ha organizzato e diretto gli scacchi in città durante la guerra, è stato il fondatore della sezione scacchi alla fine del 1943 nel Palazzo dei Pionieri, dove dava gratuitamente delle lezioni. Ha organizzato tornei fra le unità militari e ha dato simultanee sia lì sia negli ospedali. Un uomo meraviglioso”.

Verso la fine della guerra, tornata la solita normale quotidianità nella città della Neva, Abram Model fu in corrispondenza con noti maestri quali Zak e Tolush e poi allenò per breve tempo anche Viktor Korchnoi.

Ecco, nella vita c’è chi persegue ad ogni costo i massimi successi per se stesso e c’è chi si dedica principalmente ai bisogni degli altri. Abram Yakovlevich Model è stato fra questi ultimi. Agli scacchisti e appassionati di oggi il suo nome resta ingiustamente oscuro, ma noi sappiamo che l’11 marzo del 1976 il Cielo lo inserì certamente fra i “Grandi Maestri” della vita. Ed è questo, a nostro parere, il titolo e il riconoscimento più importante.

 

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