Sì, viaggiare… evitando le teste più dure…

(UnoScacchista)
Come forse sapete, viaggio molto spesso, più per lavoro che per diletto, e la maggior parte dei miei viaggi prevede almeno un trasferimento in aereo. Molti, molti anni di esperienza da viaggiatore mi hanno portato ad annotare quelli che sono i fastidi tipici che si possono incontrare; non veri problemi, più inconvenienti causati da inesperienza e maleducazione (e quasi sempre da una combinazione delle due). Li condivido con voi, sperando che questa esperienza quasi catartica mi aiuti a sopportare le prossime… teste dure.

[Foto di Uberto Delprato]

Si tratta di un elenco non necessariamente organizzato, anche se ho cercato di raggruppare i “fastidi” per categorie.

In aeroporto

  1. Gli operatori della compagnia aerea che ti controllano il peso del bagaglio e che, se superi anche di poco la soglia, ti vogliono rimandare indietro, accettando però che tu ti infili in tasca libri, sciarpe, guanti e tutto quello che serve per scendere sotto il draconiano limite, sapendo bene che appena passati rimetterai tutto nel bagaglio a mano (ma intanto ti è passata avanti una comitiva di cinesi);
  2. Le “Madonne di Pompei” che al controllo bagagli devono togliersi decine di oggetti, dimenticandosene sempre uno, sbuffando e lamentandosi degli addetti alla sicurezza perché “non sanno fare il loro lavoro” e “all’estero non è mica così” (non è vero, ma che ne sanno loro?). E riuscendo nel miracolo di far venire a te le madonne, visto che avresti anche un volo da prendere;
  3. Quelli che fanno suonare ripetutamente il metal detector nonostante si continuino a togliere di dosso oggetti, si levino le scarpe, si sfilino gioielli… ma si dimenticano di dire che hanno un qualcosa di ferro nell’anca (visto accadere davanti a me qualche anno fa);
  4. Quelli che non prendono il vassoio con gli effetti personali dopo il controllo bagagli per andare a ricomporsi più avanti, ma rimangono davanti al nastro e si rivestono di tutto : giacca, sciarpa, cappotto, cintura, orologio, collanina e/o braccialetto, occhiali, soldi spicci, passaporto, carta d’imbarco, computer, iPad, telefonino… mentre dietro la fila è bloccata e i vassoi degli altri aspettano in una coda da Grande Raccordo Anulare;
  5. Quelli che al gate d’imbarco consegnano alla gentile signorina Carta d’Identità, Passaporto, biglietto, biglietto del volo in coincidenza… tutto tranne la carta d’imbarco, che hanno gelosamente nascosto nella tasca interna di non si sa quale borsa: il tutto mentre l’altra fila imbarca senza problemi;
  6. Quelli che saltano o tentano di saltare la fila all’imbarco “Tanto a bordo ci dobbiamo salire tutti, no?“. Giusto: allora perchè mi vuoi passare davanti?
  7. Il viaggiatore che porta sulle spalle uno zaino monster (non imbarcato come dovrebbe essere per un bagaglio di quelle dimensioni) e lo tiene sulle spalle ovunque (scale mobili, bus, finger, scaletta dell’aereo, corridoio) colpendo i malcapitati dietro e attorno a lui mentre si gira a guardare a destra e sinistra.

Barzelletta check-in bagagli.png

Bagaglieide

  1. Quelli che mettono il bagaglio nella prima cappelliera libera (fila 4) e poi si vanno a sedere in fila 29. E io che sono in fila 4 dove lo metto il bagaglio?
  2. Quelli che imbarcano un bagaglio che non entra come dovrebbe in cappelliera e lo mettono per traverso occupando 3 posti (solitamente combinato con il fastidio “Bagaglieide 4”);
  3. Quelli che imbarcano 3 bagagli (magari dopo aver strappato l’etichetta che ne qualificava uno come da imbarcare sottobordo) e si lamentano che non c’è spazio, andando poi a metterlo 10 file dopo il loro posto, occupando lo spazio di qualcun altro e con conseguente ritorno contro flusso. Il risultato è un rallentamento dell’imbarco che talvolta fa perdere la “finestra” giusta per il decollo con conseguente ritardo del volo, ma a loro non cambia nulla (a loro), anzi: un ottimo argomento per lamentarsi della scarsa puntualità della compagnia aerea;
  4. Quelli che mettono il bagaglio nella cappelliera e poi la chiudono con violenza anche se c’è ancora posto per altri bagagli. Mi sono sempre chiesto per quale motivo sia così diffuso questo comportamento.
  5. Quelli che… pensano in maniera diversa…

 I cari vicini

  1. Quelli che per sedersi o tirarsi su si fanno forza con lo schienale del tuo sedile, facendoti sobbalzare. Mi viene sempre da chiedermi come costoro si alzino e si siedano sulle poltrone di casa;
  2. Quelli che tirano giù il sedile di colpo, incuranti di chi sta dietro (questa è una delle mie paure più grosse: che così facendo schiaccino lo schermo del mio portatile tra sedile e tavolinetto);
  3. Quelli che non hanno mai volato ma danno comunque spiegazioni (errate) alla moglie/marito con aria vissuta;
  4. Quelli che scambiano la Sardegna per Capri (ma anche gli Appennini per le Alpi);
  5. Quelli che scendendo a Roma in una serata serena e con tutta la città illuminata e splendida sotto di te, sanno solo indicare freneticamente “L’Olimpico, guarda amo’, l’Olimpico!“;
  6. Quelli che chiamano 6 volte l’hostess quando in realtà vogliono accendere/spegnere la luce di cortesia;
  7. Quelli che, seduti dietro a te, agitano nervosamente la gamba muovendo il ginocchio su e giù alla frequenza di 5 Hertz, facendoti sentire seduto su una lavatrice in fase di centrifuga;
  8. Quelli che sono al tuo posto (corridoio) e che quando gli chiedi di spostarsi ti dicono “Io sono in mezzo. Per lei è uguale, no?” E alla risposta “No” se la prendono e esclamano qualcosa sulla tua pretesa (esempio, vero, “Ma mica è un feticcio il posto assegnato!“) Ma allora, visto per di più che che ti devi alzare comunque, perché vuoi il posto corridoio al posto mio?
  9. Quello del posto corridoio dietro a te che accavalla le gambe e ti infila la punta della scarpa nel costato, al di sopra del bracciolo (mi è successo davvero).

 

I compagni di viaggio

  1. Quelli che si tolgono cappello, guanti, sciarpa, ripiegano il giornale, lo mettono dentro la borsa, si guardano attorno, mettono su il bagaglio, si tolgono il cappotto, cercano di metterlo nella cappelliera… il tutto mentre occupano il corridoio in fila 4 e bloccano completamente l’imbarco;
  2. Quelli che si siedono dove capita e poi devono attraversare l’aereo contro flusso per andarsi a sedere dove avrebbero dovuto;
  3. Quelli che si siedono col cappotto addosso e appena l’aereo comincia a rullare se lo vogliono togliere per metterlo nella cappelliera; si presenta anche nella variante della signora con camicetta leggera che appena l’aereo avvia la procedura di decollo si accorgono di avere freddo e vogliono prendere un golfino dal bagaglio stipato in cappelliera;
  4. Quelli che non spengono il cellulare quando devono e lo accendono quando non devono;
  5. Quelli che si fanno i selfie mentre fanno check-in, mentre salgono sul bus, mentre scendono dal bus, mentre salgono le scale, mentre passeggiano lungo il corridoio, quando arrivano al loro posto… e così via;
  6. Quelli che sono un gruppo e parlano e ridono forte tra di loro anche quando sono a 10 file di distanza;
  7. Quelli (tipicamente ragazzi giovani con la ragazza) che si muovono annoiati e non sanno cosa fare e dove andare (meno che mai dove sia il loro posto) ed è la ragazza a dirgli tutto fino a quando, arrivati alla loro fila, dichiarano a voce alta “Eccoce qua. Che pa##e. ‘N se capisce ‘n ca##o su sti ca##o d’aerei. Damm’a’borza, amo’, che se ‘nce fossi io, tu manco su ‘a metti“;
  8. Quelli che, in attesa di sbarcare, si mettono lo zaino sulle spalle, tanto mica do fastidio a nessuno se mi giro a destra e sinistra, no?

Fuori concorso

Visto succedere: passeggero vicino al finestrino che dorme; il passeggero seduto al centro vuole reclinare lo schienale, sbaglia pulsante e sbatte giù il dormiente, che si sveglia di soprassalto. Per fortuna erano amici e l’hanno presa a ridere…

Conclusione

Se proprio non potete fare a meno, come me, di entrare di tanto in tanto in un tubo sottile di acciaio che vi porterà a 10.000 metri di quota in una atmosfera gelida e senza ossigeno, armatevi di tanta, tanta pazienza. E ricordatevi che assieme a voi viaggiano altre persone, che potrebbero non gradire tutto quello che vi passa per la testa.

4 thoughts on “Sì, viaggiare… evitando le teste più dure…

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  1. Mi hai fatto sorridere e ti ringrazio. Anche mia moglie (parkinsoniana)se ne è accorta quando gli ho portato la colazione a letto.
    Fammi vedere .no telo leggo io l’articolo dello scacchista perché bisogna mimarlo .
    Grazie. : dove prendiamo l’aereo?

    1. Grazie Giuseppe, il miglior commento che potessi aspettarmi di ricevere. Mi terrà compagnia sicuramente per tutta la giornata.
      Un caro saluto a te e tua moglie.

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