Un caso di molestie sessuali nella nazionale di scacchi del Perù

(Riccardo M.)
Nei giorni scorsi diversi siti peruviani hanno riportato uno di quegli odiosi episodi di molestie sessuali che non vorremmo mai sentire ma che purtroppo nello sport accadono forse più spesso di quanto si creda e che non si dovrebbero tener nascosti.
Non sempre infatti le vittime delle violenze hanno la forza di far conoscere la loro amara storia, come invece in questo caso. Ancor più spiacevoli e gravi sono simili fatti quando vediamo che l’uomo approfitta della propria posizione lavorativa di privilegio per metterli in atto. E stavolta c’entrano anche gli scacchi. Cosa sarebbe accaduto dunque in Perù lo scorso mese di marzo?

[Nella foto, la WIM Ingrid Aliaga]

Ingrid Aliaga, una giocatrice della squadra nazionale peruviana, ha deciso di render pubblico il suo caso. “Ho subito molestie sessuali durante gli allenamenti da parte dell’allenatore federale Dorges Heredia. Gli ho detto che non doveva approfittarne, ma un giorno mi ha chiesto esplicitamente di fare sesso con lui. Indignata, l’ho respinto, lui si è messo a ridere, gli ho detto di non avvicinarsi”.

Questo è quanto è stato concordemente scritto da svariati siti in Perù, tra i quali “Ajedrez del Sur”, “La Industria”, “Trome”, El Comercio, “Infòrmate Peru” e America TV.

Ingrid Aliaga è una maestra internazionale femminile (WIM), nata nel 1991 a Lima. Il suo Elo è 2194. E’ stata campionessa peruviana nel 2017 ed è attualmente la numero tre del suo Paese. E’ laureata in Economia.

Ingrid avrebbe confessato la cosa alla sua compagna di squadra, la WGM Deysi Cori, una giocatrice molto nota in campo internazionale, e ad alcuni amici. Deysi avrebbe dato quindi sostegno alla denuncia dell’amica, che però dichiarava di non sentirsi sufficientemente protetta dalla Federazione, secondo la quale la sua versione non avrebbe avuto sufficiente credibilità.

Pare che ad inchiodare Dorges Heredia, un cubano, esista una registrazione audio di otto minuti durante la quale lui stesso sembra ammettere il fatto. Successivamente Heredia avrebbe dichiarato che quell’audio era “truccato”. Deysi Cori avrebbe invece continuato a supportare l’amica e compagna di squadra, definendo Heredia (da “El Paìs”) “un uomo senza vergogna”.

Il sito “Infòrmate Peru” riporta le dichiarazioni del Presidente della Federazione peruviana, Boris Ascue: “Abbiamo avuto un incontro con tutti, l’allenatore avrebbe confessato e abbiamo sospeso l’allenatore. Ma l’atleta deve presentare una denuncia ufficiale”.

Nel frattempo pare però che Boris Ascue abbia stranamente escluso Ingrid dalla squadra nazionale, ravvisando un 2018 con scarsi risultati ed un insufficiente sesto posto al campionato peruviano 2018. A niente sarebbe valsa la replica della giocatrice che ha detto che non poteva sentirsi, in quel periodo, psicologicamente in grado di rendere al massimo durante i tornei proprio in conseguenza della vicenda che l’ha vista, suo malgrado, coinvolta.

La storia ha attraversato l’oceano e ne ha scritto in questi giorni su “El Paìs” il noto commentatore scacchistico spagnolo Leontxo Garcia.

in piedi da sinistra: Deysi Cori, Boris Ascue e Ingrid Aliaga alle Olimpiadi di Baku 2016 (foto di David Llada da “El Paìs”)

Garcia attacca senza mezzi termini il presidente della Federazione peruviana Boris Ascue, parlando di “mafia”. Ascue sarebbe stato tra l’altro (scrive Garcia) condannato a due pene detentive di tre anni, nel 2005 per inquinamento idrico e poi nel 2007 per appropriazione illecita. E avrebbe avuto pure una condanna di due anni per omicidio colposo. Tutte pene che non prevedevano il carcere in quanto inferiori singolarmente ai 4 anni, ma che avrebbero dovuto escluderlo da ogni carica pubblica. E invece lui continua ad essere presidente della FDPA in quanto (scrive Garcia) “protetto dalla Federazione internazionale di scacchi (FIDE) e tollerato dall’Istituto peruviano dello Sport (IPD)”.

In verità in aprile “El Comercio” aveva scritto che “La prima sezione del “Consejo Superior de Justicia Deportiva y Honores del Deporte” (CSJDHD)” aveva deciso di far decadere Boris Ascue Alagòn dalla Presidenza della Federazione Scacchistica peruviana, per “violazione della legge sulla promozione e sviluppo dello sport”. Ma probabilmente Ascue si era appellato contro tale decisione in conformità dell’art.33 dello stesso regolamento CSJDHD.

Tra le altre cose, già nel 2013 scriveva “Perù21” che il GM Emilio Cordova (classe 1991, Elo attuale 2609, ma 2650 lo scorso anno) aveva annunciato che, con Boris Ascue in quel ruolo in Federazione, lui non avrebbe partecipato ad alcun torneo in rappresentanza del Perù: “Se questo personaggio è presidente, non contate su di me”, scriveva “Peru21”. A noi tuttavia risulta che poi Cordova abbia giocato regolarmente le Olimpiadi del 2014 e 2016. Gli è che nel 2017 “Torre64” e “Cronica Viva” scrivevano che lo “Istituto Peruviano dello Sport-IPD” aveva deciso di dare un incentivo di un migliaio di dollari al mese agli atleti più qualificati nelle diverse discipline, e che il solo GM Julio Granda Zuniga avrebbe rifiutato di ricevere quella somma. Vedere qui: http://torre64.com/peru-la-movida-emilio-cordova/

Qui l’articolo integrale di Leontxo Garcia: https://elpais.com/deportes/2018/09/03/la_bitacora_de_leontxo/1536010635_806184.html. Vi si riportano anche le dichiarazioni sul fatto dell’attuale campione del mondo dei veterani, il citato cinquantunenne GM peruviano Julio Granda Zuniga, il quale esplicitamente avrebbe definito “una rappresaglia” la esclusione di Ingrid Aliaga dalla squadra olimpica e parlato di “velate minacce” della Federazione contro la stessa Deysi Cori, che ha sostenuto la compagna ed amica Ingrid.

Una triste vicenda, che lascerà comunque un brutto segno nelle vittime. Speriamo almeno che stavolta sia fatta chiarezza e giustizia.

 

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