Un altro grande: Hermanis Matisons

(Riccardo M.)
Forse nessun Paese ha proporzionalmente dato tanto agli scacchi quanto la piccola Lettonia (che ha meno della metà degli abitanti di Roma!). Basti nominare Nimzowitsch e Tal. E poi Shirov, Sveshnikov, Petrovs, Vitolins, Bagirov, Gipslis. Alcuni di loro hanno avuto una vita sfortunata o troppo breve (Petrovs e Vitolins, lo stesso Tal) e fra questi ultimi annoveriamo un nome che ha tutti i titoli per poter essere inserito nell’Olimpo degli scacchi: Hermanis Matisons, che spesso troviamo anche nella trascrizione alla tedesca “Hermann Mattison”.

Matisons (Riga 1894-1932) è nel mio Olimpo scacchistico perché è stato uno dei rarissimi personaggi a saper eccellere davvero sia nel gioco a tavolino sia nella composizione di studi. Purtroppo lui raggiunse tardi la notorietà e a 19 anni (1913) ancora era dalla parte di chi affrontava i campioni che si esibivano in simultanea. A Riga, ad esempio, si esibì quell’anno J.R. Capablanca, esattamente il giorno di Natale, e Matisons seppe sconfiggerlo.

Nel frattempo (1910) gli era venuto a mancare il padre, Charles, un evento che lo costrinse, giovanissimo, a lasciare gli studi iniziati presso la “Riga Grammar School“, e a cercarsi un lavoro.

Nell’inverno 1916-1917 Hermanis partecipò alla Prima Guerra Mondiale, combattendo intorno alla capitale Riga e restando gravemente ferito. Rimase per sei mesi in cura all’ospedale di San Pietroburgo. Tornò a Riga nel 1920 e riprese in mano gli scacchi, diventando presto il primo maestro di scacchi del suo Paese.

In Lettonia soltanto nel 1924 fu organizzato il primo campionato nazionale, e Matisons lo vinse. Nello stesso anno a Parigi fu fondata la FIDE, che per l’occasione organizzò quello che fu chiamato “Campionato del mondo dei dilettanti”, e Matisons vinse anche quel titolo, superando Max Euwe e Edgard Colle. Quattro anni dopo, a L’Aja, nel medesimo torneo fu 3° (vinse Euwe). Nel 1926 fu 1°-2° a Bartfeld e 2° a Konigsberg. Tuttavia, nonostante questi bei risultati, Hermanis volle restare per sempre un dilettante.

Nel 1929 giocò a Karlsbad, nel grande torneo in cui trionfò Nimzowitsch davanti a Capablanca e Spielmann, ma giunse solo a metà classifica con 10,5 p, su 21, pur battendo gente del calibro di Tartakower, Maroczy, Colle, Samisch e Yates.

A causa della malattia, rinunciò alle Olimpiadi di Amburgo del 1930. Nel 1931 alle Olimpiadi di Praga era invece in prima scacchiera quando la Lettonia affrontò la Francia del campione del mondo Alekhine: Matisons vinse sorprendentemente lo scontro diretto! Nuovamente ammalato, dovette saltare parecchi di quegli incontri, ma nei giorni successivi riuscì ugualmente a giocare alcune partite e a battere pure due affermati grandi maestri quali Rubinstein e Vidmar. L’anno successivo, al mattino del 16 novembre del 1932, perse però la partita più importante della vita, quella contro la tubercolosi, che non ebbe pietà di un giovane maestro di non ancora 38 anni.

Contrariamente ai due celebri russi Troitsky e Kubbel, anche come compositore Matisons fu tutt’altro che prolifico: non più di una sessantina di lavori, ma tutti di altissimo pregio, al punto che oggi questo genio di Riga è ricordato più come autore di studi che come giocatore. Si tratta per lo più, come scriveva Porreca, di problemi e studi “caratterizzati da posizioni semplici, con soluzioni abilmente mascherate, che non ammettono quasi mai la presenza delle Donne nella posizione iniziale, giacché esse con la loro forza avrebbero impedito lo svolgimento delle manovre profonde, e a un tempo tranquille, tipiche dello stile di Matisons”.

In precedenti articoli abbiamo visto come Troitsky e Kubbel potevano trarre, per le loro composizioni, l’ispirazione da partite e da finali realmente giocati. La stessa cosa accadeva per Matisons. Vediamo.

Chigorin-Schlechter, Ostenda 1905

Chigorin e Schlechter raggiunsero questa interessante posizione nel torneo di Ostenda 1905. Il nero giocò 1…. Dc7+. A prima vista pare un errore, e infatti il russo non ci pensò due volte per giocare il controscacco 2.Db6+, dal momento che dopo il cambio delle Donne si vince. Ma qui fu fulminato dall’austriaco: 2….Ra8! Ed è patta. Non si possono cambiare le Donne e nemmeno serve 3.Ra6 per …. Dc8+.

Ed eccoci ….

Matisons, il B muove e patta

….. E’ proprio uno dei rari studi di Matisons con le Donne in campo. Ed è un gioiello.

1.a4+ Rb6 2.Af2 c1=D 3.Txc5 Dxc5 4.Rh1! Dxf2 stallo.

I suoi studi sono stati raccolti quasi tutti in un volume, curato nel 1987 da T.Whitworth, dal titolo “Mattison’s Chess Studies“. Xavier Tartakower disse che Hermanis Matisons è stato un “Campione del mondo dei compositori”.

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