Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

L’attesa

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Ma quando arriva?...

(Fabio Lotti)
Ogni volta era la stessa zolfa, la stessa scena. Girellava nervosetto intorno al tavolo dove era sistemata la scacchiera con la posizione da esaminare. Poi si sedeva, guardava e riguardava, Muoveva i pezzi e di tanto in tanto si stropicciava gli occhi come a vederci meglio. Controllava e ricontrollava.

La teoria era finita, i libri che aveva consultato non servivano più: gli Informatori, gli Yearbooks, i testi teorici italiani e stranieri che lo avevano aiutato fino a quel momento. Ora toccava a lui, alla sua passione, al suo impegno, alla sua capacità di analizzatore. Ma c’era sempre qualcosa che non andava, qualcosa che non lo convinceva, c’era sempre un “ma” a frenarlo. E allora passeggiate lungo la stanza, poi a rivedere il tutto, ricominciare da capo. Se l’avversario cattura questo allora…se muove la Regina… se arrocca lungo… Se… se… se… un infinito periodo ipotetico. Con la scontata domanda “Ma quando arriva la risposta?”. Ecco, lo stress principale era dovuto proprio a questo: l’attesa.

Già, l’attesa. Erano ormai passati… quanti giorni da quando aveva spedito la sua ultima mossa mediante cartolina? Di solito pochi ma sembravano una eternità. E di nuovo a congetturare, a fantasticare… Ogni tanto lo sguardo cadeva sulle mani che spostavano i pezzi e allora affioravano i ricordi. Da ragazzo era stato colpito proprio dalle mani dei grandi, dei vecchi. Mani rugose con le vene che uscivano fuori dalla pelle. Poi si guardava le sue di giovinetto imberbe, lisce e morbide che era un piacere. Mai sarebbero diventate come quelle, ne era sicuro. E ora il tempo incominciava a fare il suo lavoro… un breve sussulto…

I dubbi arrivavano a tutte le ore, anche di notte quando una mossa inattesa dell’avversario poteva farlo rigirare nel letto. La mattina, poi, a frugare nella cassetta della posta se fosse arrivata… ma porca miseria, ma quanto ci mette…  la tira per le lunghe, accidenti a questa benedetta posta, un sollecito?…

Davanti alla scacchiera, con le mani appoggiate sulla fronte scalpitavano altri ricordi: l’iscrizione all’ASIGC, la prima partita vinta, la gioia, l’esultanza, le tribolazioni di quell’altra, l’agognata promozione a Maestro. E ora era in ballo l’ultima partita nella nazionale A della V° Coppa Latina del 1995, contro un avversario che vantava più di 2500 punti Elo. Un bello scontro! Aveva sacrificato la qualità alla ventiseiesima mossa ed era tutto un fremito. La ricompose per l’ultima volta sulla scacchiera…

Una bella soddisfazione. La V° Coppa Latina fu vinta proprio dalla nazionale “A”.

P.S.
Dopo l’arrivo degli aggeggi elettronici smisi di giocare per corrispondenza. Non mi divertivo più.


Fabio Lotti è nato a Poggibonsi (Siena) nel 1946. Laureato in Materie Letterarie, è Maestro per corrispondenza e collaboratore di riviste scacchistiche specializzate. Ha pubblicato vari testi teorici, tra i quali “Il Dragone italiano“, “Gambetti per vincere” e “Guida pratica alle aperture“.

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