Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

George Gossip, il re dei cucchiai di legno

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(Mario Spadaro)
Di solito si scrivono articoli su campioni o su giocatori che hanno compiuto imprese non comuni e degne di essere ricordate. Questa cronaca segue una tendenza diversa e fornisce un reportage su una persona in grande confidenza con le sconfitte, ma che comunque un record nella storia degli scacchi lo ha conseguito, anche se negativo.

Come prima cosa devo brevemente chiarire cosa significa il «Wooden Spoon» ossia il «Cucchiaio di legno», perché non tutti ne hanno conoscenza. Si tratta del trofeo che nessuno vuole vincere, quello del perdente (facendo un paragone ciclistico col Giro d’italia, qualcosa di simile alla «maglia nera», specialità del mitico Luigi Malabrocca).

Questo singolare riconoscimento nacque nell’Università di Cambridge all’inizio dell’Ottocento ed era una sorta di premio di consolazione assegnato dagli studenti al compagno che aveva ottenuto il punteggio più basso, ma che ugualmente guadagnava la terza classe di laurea, nel corso Cambridge Mathematical Tripos, il più antico dell’Ateneo.

Consisteva in un grosso cucchiaio di legno, ed era un modo goliardico e scaramantico (per gli inglesi toccare legno è come per noi toccare ferro) di augurare miglior fortuna ad uno studente che, comunque, gli esami li aveva passati.

L’espressione «toccare legno» («Touch Wood») deriva probabilmente da credenze pagane relative alla presenza di spiriti negli alberi; diversi popoli del passato adoravano gli alberi (in particolar modo la quercia), perché maestosi, robusti e dotati di poteri sacri.

Nel corso degli anni, verso i primi del Novecento, il cucchiaio aumentò di dimensioni e raggiunse addirittura il metro e mezzo di altezza; era molto carnevalesco, ricco di decorazioni e veniva consegnato con un apposito cerimoniale.

The last Wooden Spoon 1909, University of Cambridge (fonte: Wikipedia)

Dalle aule lo sberleffo si diffuse nel canottaggio. A Cambridge l’ultimo a riceverlo, nel 1909, fu Cuthbert Lempriere Holthouse, canottiere del St. John’s College – dove la reliquia riposa in una teca – ma già nel 1884 il rugby aveva copiato l’idea.

Entrato nel gergo quotidiano, lo scettro dell’ultimo classificato è approdato anche nel torneo di rugby del Sei Nazioni verso la fine dell’Ottocento, però in questa disciplina sportiva il cucchiaio non è mai stato un oggetto reale rimanendo sempre «virtuale».

E adesso andiamo a presentare il nostro bizzarro personaggio.

George Hatfeild Dingley Gossip (Columbia Chess Chronicle, 18 August 1888, page 55) [fonte Wikipedia]
George Hatfeild (a volte anche con l’ortografia Hatfield) Dincley Gossip nacque a New York il 6 dicembre 1841, da George Hatfeild Gossip, un inglese, e da sua moglie Mary Ellen Dingley Gossip, di New York.

Quando aveva sedici mesi, sua madre morì; circa due anni dopo, suo padre e lui si trasferirono in Inghilterra.

Sembra che il padre non si occupasse molto del figlio e pertanto venne cresciuto da sua zia, la signora Reaston Rodes, ed avviato all’istruzione scolastica, prima al Windermere College di Westmorland, e poi all’Università di Oxford, ma non poté ultimare gli studi a causa di sopraggiunte difficoltà finanziarie della sua famiglia.

Raggiunse comunque, forse anche da autodidatta, un livello culturale abbastanza elevato per vivere come scrittore e traduttore, scrivendo per giornali e riviste in tre continenti.

Di temperamento irrequieto, tentò la fortuna in Francia, Germania, Australia, Stati Uniti e Canada, e infine ritornò in Inghilterra per morire di un attacco cardiaco al Railway Hotel di Liphook, nell’Hampshire, l’11 maggio 1907.

E’ sepolto nel terreno consacrato della chiesa di Tutti i Santi (ricostruita dal suo bisnonno) di Thorp Arch, nello Yorkshire, in Inghilterra.

George Gossip, la sua tomba [Fonte Chesshistory.com]
In campo scacchistico il suo miglior piazzamento lo ottenne nel torneo minore di Londra 1883, chiamato il torneo Vizayanagaram in riconoscimento di una donazione di 200 sterline da parte del Maharajah di Vizayanagaram, che venne utilizzata per pagare la maggior parte del montepremi, nel quale concluse al 5° posto su 26 partecipanti (il vincitore del torneo fu Curt von Bardeleben).

Vinse il torneo di scacchi per corrispondenza del 1873-1874 organizzato dallo Chess Players Chronicle, dopo di che piuttosto frettolosamente, «fu ritenuto da alcuni il giocatore per corrispondenza più forte conosciuto».

Tuttavia, giocando in prima scacchiera per l’Inghilterra in un incontro per corrispondenza nel 1877-79 contro gli Stati Uniti, perse tutte e quattro le sue partite contro la signora Ellen Gilbert (nata Strong) di Hartford, nel Connecticut.

Ciò consentì alla squadra americana di vincere l’incontro per 27 a 23.

Queste sconfitte per mano di una donna, combinate con l’annuncio del matto in 21 mosse in una partita, e del matto in 35 mosse in un’altra, fecero grande scalpore nel mondo degli scacchi.

Gossip si comportò galantemente, dedicando alla signora Gilbert il suo libro Theory of the Chess Openings, ma la figuraccia dovette essere tremenda anche per uno come lui, perché nonostante il suo incontrollato ottimismo e la gigantesca considerazione che aveva di se stesso, non risulta che abbia più giocato in seguito per corrispondenza.

Queste sono le quattro partite dell’incontro.

Mrs. Gilbert vs. Mr. Gossip
International Postal Card Match 1877-79

Mr. Gossip vs. Mrs. Gilbert
International Postal Card Match 1877-79

Mrs. Gilbert vs. Mr. Gossip
International Postal Card Match 1877-79

Mr. Gossip vs. Mrs. Gilbert
International Postal Card Match 1877-79

Forse la consueta inclinazione spavalda di Gossip lo indusse a sottovalutare l’avversaria.

Invece avrebbe dovuto prendere informazioni su questa signora che negli Stati Uniti era conosciuta come «La regina degli scacchi» («The Queen of Chess»), era la più forte giocatrice di Hartford, ed assieme al marito (anche lui appassionato di scacchi) aveva fondato un club per signori e signore (in quel periodo era disdicevole per le donne di buona società frequentare club per soli uomini).

Inoltre aveva partecipato con successo a diversi incontri per corrispondenza vincendo pure alcuni maestri (con partite pubblicate sulle riviste specializzate e commentate da Miron Hazeltine e Johannes Zuckertort), ed era stata inserita in prima scacchiera nella squadra americana in cui vi erano maestri come Eugene Delmar e Max Judd. [NdR: Su Mrs. Gilbert leggerete presto su questo blog]

Ma la prudenza non faceva parte del bagaglio di Gossip!

Probabilmente a causa della sua difficile infanzia, Gossip aveva sviluppato una personalità caratterizzata da uno smisurato desiderio di autoaffermazione e l’alto livello di autostima che possedeva, lo spingeva ad assumere un atteggiamento vanaglorioso e millantatore dei propri pregi, con boriosa esagerazione da megalomane, ma non supportata da alcun fondamento.

Secondo Hooper e Whyld, Gossip «aveva un talento non comune nel crearsi nemici … antipatico in Inghilterra, viaggiò in Australia, negli Stati Uniti e in Canada, dove divenne anche lì impopolare».

Nei ritratti a penna dei partecipanti a New York nel 1889, che furono pubblicati a pagina 8 del New York Times, il 16 giugno 1889, venne scritto su di lui: «Il Gossip, con la sua lunga barba fluente, sembra uno dei monaci di altri tempi. Ha un cranio di buona forma, calvo nella parte superiore ed è (di statura) un pò sopra l’altezza media. Sebbene australiano di adozione, è nato in questa città. Si crede di essere uno dei più grandi giocatori di scacchi del mondo e pensa che se tutto fosse andato per il verso giusto lui avrebbe potuto battere tutti i campioni del torneo». (fonte: www.chesshistory.com).

Considerato il suo contegno alquanto presuntuoso, allorché nel 1874 pubblicò il  suo trattato The Chess-Player’s Manual — A Complete Guide to Chess, nel quale le partite illustrative delle aperture erano costituite quasi esclusivamente da quelle da lui vinte contro forti giocatori e per giunta da partite non ufficiali ma informali (qualcuno azzardò addirittura inventate), venne travolto da una valanga di critiche dai suoi colleghi e persino Steinitz scrisse che il testo del libro poteva «indurre il pubblico a credere che l’autore fosse sullo stesso livello o fosse addirittura superiore ad essi».

La naturale conseguenza per Gossip, fu l’origine di una inimicizia permanente con una parte dei giocatori e con i critici di scacchi, che lo attaccarono spesso ferocemente.

Per quest’uomo che scelse un coraggioso ma delirante modo di vivere in cui alla disperata non si teme il fallimento, anche a costo di passare per visionario, impietosa venne la resa dei conti.

Infatti terminò all’ultimo posto in cinque tornei e precisamente:

  1. 5° British Chess Association Congress, Master Section Londra 1889 (punteggio 1½ su 10; vinto da Bird dopo spareggio con Gunsberg);
  2. 6° German Chess Federation Championshipthe Meisterturnier, Breslavia 1889 (punteggio 3 su 17; vinto da Tarrasch);
  3. 6° British Chess Association Congress, Master Section Manchester 1890 (punteggio 4 su 19; vinto da Tarrasch);
  4. 7° British Chess Association Congress, Master Tournament Londra 1892 (punteggio 2½ su 11; vinto da Lasker);
  5. Torneo “Impromptu” New York 1893 (punteggio 2½ su 13; vinto da Lasker a punteggio pieno).

A seguito di ciò il giocatore, scrittore e giornalista Geoffrey Harber Diggle definì questi disastrosi risultati continuati nel tempo, come il record peggiore mai avvenuto nei tornei più importanti della storia degli scacchi e bollò per sempre Gossip con l’appellativo poco lusinghiero di «The King of Wooden Spoonists» («Il re dei cucchiai di legno»).

The players and tournament officials at the New York 1893 tournament. Da sinistra in piedi: Pollock, Cassel (organizzatore o arbitro), Gossip, Lee, Albin, Pillsbury, Frankel (organizzatore o arbitro), Higgins (Presidente), Bigelow (Vice Presidente), Dahl (organizzatore o arbitro), Janish (organizzatore o arbitro), Lipshultz (organizzatore o arbitro), Goldmark (organizzatore o arbitro) Da sinistra seduti: Hanham, Ryan, Delmar, Jasnogrodsky, Showalter, Schmidt, Lasker, Taubenhaus, Olly (fonte: Wikiwand)

 

Gossip Playing Lee, 1893 (fonte: Cleveland Public Library)

Nell’American Chess Congress, New York 1889, Gossip evitò l’ultima posizione, ma finì al 17/18° posto su 20. Fece registrare una discreta prestazione con 11 vittorie, 22 sconfitte e 5 pareggi, e giocò l’unica partita famosa della sua carriera, una brillante vittoria contro Showalter. Per questa partita, avrebbe sicuramente meritato di  vincere il «Premio di bellezza per la miglior partita giocata»,  che invece con suo grande dispiacere, magari per le avversioni che si erano create nei suoi confronti, venne assegnato in favore di Gunsberg per la sua vittoria contro Mason.

Showalter – Gossip
New York 1889

Finisco con alcune citazioni su questo episodio, riportate nella biografia di Gossip nell’edizione inglese di Wikipedia.

Fred Reinfeld (in «A Treasury of British Chess Masterpieces») definì questa partita «un capolavoro glorioso», tuttavia, facendo eco al disprezzo generale che vi era per Gossip, iniziò la sua discussione osservando: «Ogni cane ha il suo giorno di gloria».

Steinitz commentò a pagina 388 del libro del torneo: «Uno dei migliori esempi di sacrificio che si sia verificato in partita. Mr. Gossip merita il massimo elogio per l’ingegnosità e la profondità della combinazione che ha mostrato in questa partita».

Soltis scrisse che «c’erano molte sopracciglia alzate» quando il comitato del torneo ha assegnato il premio di bellezza non a Gossip per questa partita, ma a Gunsberg per la sua vittoria su Mason.

Dopo aver confrontato le due partite, Whyld scrisse: «Il verdetto sembra chiaro. Gossip è stato derubato!».

Diggle affermò: «Gossip è stato, ovviamente, l’ultimo a tacere su questa decisione, e per una volta ha avuto una notevole simpatia del pubblico dalla sua parte».

Alla fine Diggle scrisse che, nonostante i suoi difetti, Gossip era «un uomo di coraggio intrepido e con infinita capacità di duro lavoro», che gli ha permesso di diventare un autore riconosciuto nonostante la disastrosa accoglienza ricevuta dalla prima edizione del suo Manuale del giocatore di scacchi.

Pienamente d’accordo con lui, rilevo che pur essendo un maestro minore, durante la sua carriera ha giocato battendosi contro la maggior parte dei giocatori più forti del mondo in quell’epoca, quali Lasker, Steinitz, Zukertort, Tarrasch, Chigorin, Gunsberg, Paulsen, Pillsbury, Mason, Burn, Blackburne, Bird, Cecil de Vere, Weiss e Wisker, e questo è stato un privilegio negato a tanti altri giocatori.


NdA: Per la stesura di questo articolo è stato prezioso il contributo di Edward Winter sulla pagine di Chesshistory.


Mario Spadaro è nato a Catania nel 1946. Ha iniziato a giocare a scacchi a metà degli anni ’60 e nel 1970 ha partecipato a Bari ai quarti di finale del Campionato Italiano, ottenendo la qualificazione alla semifinale a cui non partecipò per motivi di studio. Dopo alcuni incontri internazionali a squadre per corrispondenza, per circa 46 anni abbandonò completamente il gioco. Nel 2016 improvvisamente ha sentito «il richiamo della foresta», e ha ripreso l’attività agonistica a tavolino: “«hasta la muerte», come dicono i miei amici sudamericani.” (Mario Spadaro)

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