Uno Scacchista

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Lindores Abbey: Nakamura batte Carlsen, ma Dubov lo batte in finale!

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(UnoScacchista)
Daniil Dubov si impone nel Lindores Abbey Rapid Challenge 2020 e lo fa battendo in finale, nello spareggio Armageddon, Hikaru Nakamura il quale, a sua volta, aveva battuto in semifinale Magnus Carlsen. Anche se la regola transitiva delle vittorie non si può applicare, comunque una bella conferma per il russo, già Campione del Mondo Rapid a San Pietroburgo nel 2018. (a cui si riferisce la foto di apertura, di Lennart Ootes)

Se la notizia sembra in effetti essere “Carlsen NON vince un torneo”, in realtà si è trattato di un torneo che merita una descrizione più articolata. Prima di tutto per la qualità dei partecipanti (ma ormai per questo tipo di tornei sembra che la regola sia l’eccellenza), ma anche per il tentativo di provare una nuova formula.

Guardiamo quindi subito i partecipanti al torneo.

Senza ripetere ciò che ben sappiamo sui “soliti noti”, ecco i giovani Duda, Dubov, Firouzja e Wei Yi in campo “virtuale” contro gli habituee dei piani alti. Anche in questo caso, comunque, nessuna vera novità ma solo la curiosità di vedere di fronte qualche nome diverso.

La formula, come dicevo, è stata molto articolata, con una unica cadenza di gioco: Rapid 15’+10″, quindi relativamente “comoda” visto il sostanzioso incremento. La particolarità è stata che dopo il girone all’italiana di qualificazione (stavolta giocato su partite secche e non in mini-match come nel’Invitational Carlsen), il torneo si è svolto con il formato knock-out, ovvero ad eliminazione diretta, con tutti i match organizzati in “set” da 4 partite (più Armageddon se necessario), con vittoria garantita dalla vittoria di due “set”. Una formula abbastanza simile al tennis, se vogliamo, match al meglio di 3 set e con set da 4 games con tie break.

Il girone all’italiana

Il girone era importante per definire gli 8 giocatori che avrebbero dato vita alla sezione ad eliminazione diretta, quindi la competizione è stata vivacizzata più dai giocatori in lizza per i posti di metà classifica che per i primi. La vera sorpresa, però è stato che “tra color che son sospesi” c’è finito anche Carlsen, che, dopo un inizio brillante, è incappato in 3 sconfitte, fatto inusuale per lui, dovendo attendere fino all’ultimo turno per garantirsi un posto tra i primi otto.

Nakamura ha navigato nel torneo con sicurezza, con anche Karjakin in grado di registrare finalmente un buon risultato. Grischuk ha combattuto molto, ma è stato troppo discontinuo, mentre Firouzja ha giocato decisamente sotto tono: sempre dinamico e vivace, ha però perso più di una combinazione vincente degli avversari. Duda e Wei Yi non hanno brillato, ma anche Dubov ha rischiato di rimanere tagliato fuori a causa di qualche sconfitta imprevista.

Dopo 3 giorni di intense battaglie, è cominciata la parte più attesa: quella degli scontri diretti.

Il torneo knock-out

Questi gli accoppiamenti definiti dalla classifica del girone all’italiana che, ricordiamolo, ha deciso anche chi avrebbe avuto il diritto di scegliere il colore nella partita di spareggio Armageddon: un chiaro vantaggio per Nakamura.

I quarti di finale

I match si sono svolti su tre giorni, con due “set” giocati nei primi due giorni e il “tie-break” giocato il terzo giorno. Carlsen e Nakamura si sono sbarazzati con sorprendente facilità rispettivamente di So e Aronian (anche il primo set tra Nakamura e Aronian è finito all’Armageddon).

Più complicate le vicende degli altri due match, con Ding Liren che è stato costretto a rincorrere Yu Yangyi per tutto il match, che ha poi finito per vincere pattando con il Nero la partita Armageddon. Dubov ha vinto il primo e il terzo set per 3 a 0, complicandosi la vita nel secondo set, che stava conducendo per 2 a 1: nonostante il vantaggio nella quarta partita, ha finito per perdere non solo quella ma anche l’Armageddon. “Sapevo di potercela fare, visto che ho già vinto match Rapid in cui ero in svantaggio, come contro Svidler al World Cup del 2015” (“Grazie, Sergey, avevo proprio bisogno che me lo ricordassi” ha replicato Svidler, nel team dei commentatori di Chess24).

Tutto comunque è andata come molti degli appassionati volevano: con il match tra Carlsen e Nakamura.

Prima però, ecco una splendida vittoria di Dubov contro Karjakin.

Le semifinali

I match di semifinale hanno riservato molte sorprese e sono stati molto tesi. Se Dubov è riuscito ad imbrigliare con classe e inventiva Ding Liren (vincendo il match in soli due “set”), tra Carlsen e Nakamura sono state scintille.

Carlsen ha infatti vinto con sorprendente facilità il primo set, facendo immaginare una rapida conclusione del match, ma nel secondo set le cose si sono messe subito male per lui. Persa la prima partita, non è riuscito a recuperare, con Nakamura in grado di realizzare con successo il piano che si era prefisso: giocare rapidamente in modo di mettere Carlsen sotto pressione sull’orologio prima che sulla scacchiera. I fatti gli hanno dato ragione e un depresso Carlsen si è dovuto rassegnare al match di spareggio.

Nello spareggio di nuovo Carlsen si è dimostrato abbastanza sottotono, finendo di nuovo in svantaggio. Recuperata la parità grazie alla sua innata resilienza alle sconfitte, il match si è deciso all’Armageddon. E qui, con grande sorpresa di tutti, Carlsen, in grado di accumulare un certo vantaggio con il bianco, ha semplicemente messo una Torre in presa! O, meglio, non si è accorto di un attacco doppio al termine di un breve scambio tattico, abbandonando alla mossa successiva.

Una conclusione inaspettata per tutti più per il modo che per il risultato, visto che Nakamura si era dimostrato all’altezza del norvegese. A riprova della similitudine con il tennis, Nakamura ha vinto il match per 2 set a 1, pur avendo vinto meno “games” di Carlsen: 5,5 contro 6,5. Ma questo è il bello della formula: ogni set e ogni giorno si gioca ripartendo da zero.

Dopo le sportive congratulazioni di Carlsen (“Non ho giocato al mio meglio, ma ci vuole un grande giocatore per sfruttarlo“), Dubov e Nakamura si sono avviati verso il match conclusivo.

La finale

I pronostici erano abbastanza bilanciati tra chi riteneva Nakamura il chiaro favorito e chi ricordava la vittoria nel Campionato del Mondo Rapid del 2018 di Dubov, puntando sulla sua vivacità e capacità di cercare soluzioni originali sulla scacchiera.

Il primo set è andato molto bene per Nakamura, che ha dato l’impressione di non essere mai in difficoltà: “Sapendo che Dubov preferisce posizioni vivaci e inusuali, ho cercato di giocare più semplicemente possibile. Insomma ho giocato più contro il giocatore che contro i pezzi”.

Nel secondo set, però, il tavolo si è ribaltato, con Dubov in grado di vincere in stile la prima partita e poi abile a dimostrare che anche lui sa “sterilizzare” le posizioni, quando serve: 1 a 1 e tutto da rifare.

Il mini-match finale è stato teso e molto ben giocato da entrambi, con una vittoria a testa con il Nero. La conclusione è stata inevitabilmente all’Armageddon, uno spareggio per decidere il match di spareggio della finale! Una conclusione che ogni organizzatore vorrebbe vedere!

Per la partita di spareggio Nakamura ha di nuovo scelto i Neri, consegnando così a Dubov non solo 1 minuto in più sull’orologio, ma soprattutto l’obbligo di vincere. E questo Dubov ha fatto, in maniera sorprendentemente facile.

Eccoci quindi qui a celebrare la vittoria di Dubov, che gli ha fruttato la bellezza di 45.000 dollari.

Peccato solo non potervi mostrare una foto della cerimonia di premiazione, perché… siamo ancora qui a guardare i giocatori che giocano da casa.

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