Uno Scacchista

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Messaggio del presidente della FIDE sulle politiche anti-cheating

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Il Presidente della FIDE invita al dibattito e a rispondere ad alcune domande critiche su come costruire un impianto normativo efficace e giusto. Se volete, potete inviare alla FIDE le vostre opinioni e i vostri suggerimenti.

Sappiamo tutti bene quali siano le conseguenze pratiche del cheating: principalmente il dilagare della cultura del sospetto sui risultati alla scacchiera e, ancora di più, per le competizioni online. E’ da tempo che la FIDE e tutte le Federazioni nazionali stanno studiando e adottando misure di prevenzione e contenimento di quello che può veramente definirsi “il doping negli scacchi“.

[La foto di Arkady Dvorkovich in apertura di post è di David Llada]

Ieri 19 Agosto, il Presidente della FIDE Arkady Dvorkovich ha pubblicato sul sito ufficiale della FIDE un messaggio a tutti gli scacchisti, descrivendo alcune delle possibile politiche e misure pratiche che potrebbero essere adottate a breve ma, cosa ancora più importante, invitando tutti a contribuire al dibattito con idee, suggerimenti o anche solo rispondendo alle domande contenute nel suo messaggio.

Noi di UnoScacchista non possiamo che apprezzare la mossa del Presidente, augurandoci che ad essa seguiranno decisioni ed atti concreti. Abbiamo quindi deciso di offrirvi la nostra traduzione (non ufficiale) dall’inglese del messaggio di Dvorkovich, in modo che possiate ricevere ed eventualmente accettare il suo invito a rispondere mandando una email all’indirizzo anticheating@fide.com.


Cari amici scacchisti,

credo che ci sia un consenso unanime sul fatto che al giorno d’oggi il cheating con l’aiuto del computer sia una vera piaga per gli scacchi.

Abbiamo già preso importanti decisioni per aumentare la nostra capacità di contrastarlo, incluso il rafforzamento degli strumenti di analisi, l’utilizzo di rilevatori e scanner in tutti gli eventi ufficiali della FIDE, la formazione degli arbitri, la ricerca di una solida base giuridica e la creazione di un team dedicato che lavora su questi argomenti.

Il boom degli scacchi online ha creato nuovi problemi e, sebbene il numero di casi sospetti sia piuttosto basso, la FIDE deve agire con energia, mandando un messaggio chiaro ai potenziali trasgressori al fine di creare un ambiente sicuro per le nostre competizioni.

Stiamo lavorando assieme ai principali siti di scacchi online. Abbiamo modificato gli algoritmi utilizzati per il gioco online. Avendo molti dati, abbiamo affinato i nostri metodi statistici – e in questo senso, vorrei ringraziare il professor Ken Reagan, che continua a migliorare il suo algoritmo – e coloro che pensano che il suo metodo non funzioni contro i cosiddetti “cheater intelligenti” rimarranno sorpresi.

Dobbiamo agire concretamente e voglio chiarire che la FIDE sarà pronta per le sfide legali che ne seguiranno.

Ritengo, comunque, che sia necessario il più ampio consenso sulle misure che verranno applicate. Qui sotto sono elencate le principali domande su cui gradiremmo avere la vostra opinione:

    1. I nostri metodi di rilevamento, sebbene molto avanzati e in continuo miglioramento, non possono fornire una conferma al 100%. In molti casi, la loro affidabilità è comunque superiore a quella degli attuali test del DNA. Credete che un algoritmo statistico (o una loro combinazione) che dia quasi il 100% di probabilità di riconoscere un “cheater” possa costituire un motivo sufficiente per squalificare un giocatore? Se sì, quale soglia di affidabilità ritenete sia necessarie?
    2. In caso di presunte violazioni durante il gioco online, la FIDE dovrebbe applicare sanzioni valide anche per le partite dal vivo (e viceversa)?
    3. In caso di presunte violazioni durante gli eventi online sui principali siti di gioco online o di altri eventi online, dovrebbero essere applicate sanzioni valide anche per gli eventi online ufficiali della FIDE (e viceversa)?
    4. I nomi dei presunti trasgressori dovrebbero essere pubblicati dopo la prima condanna?
    5. I trasgressori dovrebbero essere puniti retroattivamente, con premio in denaro, punti Elo e titoli revocati per un dato periodo antecedente la sentenza? E, se sì, quale periodo di retroattività dovrebbe essere utilizzato?
    6. Quale periodo di sospensione considerate ragionevole per chi trasgredisce la prima volta e per chi invece è recidivo? In confronto, quanto rigorose dovrebbero essere le misure da applicare nelle competizioni giovanili?

Ci sono molte domande e alcune di esse sono legate agli aspetti morali e legali della materia. Per realizzare un sistema equo e trasparente ci sarà bisogno di un insieme di regole e procedure del quale tutti si possano fidare. La cosa peggiore sarebbe squalificare un giocatore innocente.

D’altra parte, la reputazione degli scacchi e la nostra “famiglia” mondiale di scacchisti potrebbero subire enormi danni se uno tsunami di scandali e procedure giudiziarie iniziasse a gettare un’ombra sulle competizioni internazionali e sull’ambiente entusiasmante che le circonda.

Dobbiamo essere severi, ma giusti. Inflessibili, ma responsabili. E prima di approvare una politica generale, vorremmo ascoltare le vostre opinioni. Potete rispondere alle domande contenute in questa comunicazione o inviare le vostre proposte alla seguente email: anticheating@fide.com

Sarà una lunga battaglia, ma sono sicuro che la vinceremo.


Questo quanto comunica il Presidente della FIDE. Una lettura interessante, anche se non contiene particolari elementi di novità.

Se avete intenzione di partecipare al dibattito, potete raccogliere il suo invito o magari esprimere i vostri pensieri nei commenti a questo post.

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