Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Casi polizieschi risolti da scacchisti (4)

7 min read

(Carmelo Coco)
Philip Marlowe, il duro investigatore privato americano che piace alle donne, è anche scacchista e solutore di problemi scacchistici. È il detective privato creato dallo scrittore americano Raymond Chandler (1888 – 1959). E’ un uomo d’azione, duro, risoluto, ironico (anche nelle situazioni difficili). Ma, soprattutto, non rinuncia ai propri principi morali e a momenti d’umanità.

Ha un ufficio a Los Angeles (California), sulla cui vetro smerigliato della porta, con caratteri in nero, c’è scritto, semplicemente: “Philip Marlowe – Investigations”.
Fuma la pipa a casa e sigarette al lavoro. Beve liquori, piace alle donne.

Fin dalla sua prima apparizione si viene a conoscere della passione di Marlowe per gli scacchi.
Si trovano riferimenti scacchistici nei seguenti libri:

The Big Sleep del 1939 (titolo in italiano “Il grande sonno”)

È il primo della serie di otto romanzi con Marlowe protagonista. I libri sono scritti in prima persona dallo stesso Marlowe.
In questo romanzo, l’investigatore viene ingaggiato dal generale Sternwood (un ex militare, ormai in pensione, costretto sulla sedia a rotelle) per indagare su un ricatto.

I riferimenti scacchistici:

Rientrando a casa, Marlowe trova Carmen Sternwood, la figlia minorenne del generale, nel suo letto.  Marlowe se ne disinteressa. Sul tavolo da gioco, c’è una scacchiera con un problema in sei mosse che non è ancora riuscito a risolvere.

I reached down and moved a knight […] (Ho spostato un cavallo, […]).

[Ci spiace notare, ancora una volta, la cattiva traduzione in una edizione italiana. Lì è l’Alfiere a muoversi!!]

Dopo aver discusso con Carmen, Marlowe torna a interessarsi della scacchiera.

The move with the knight was wrong. I put it back where I had moved it from. (La mossa di Cavallo era sbagliata, lo rimisi a posto.)

Nella stanza nella quale Marlowe viveva non c’era molto.

Not much; a few books, pictures, radio, chessmen, old letters, stuff like that. (alcuni libri, fotografie, radio, scacchi, vecchie lettere, cose del genere).

The High Window del 1943 (titolo in italiano “Finestra sul vuoto”)

Elizabeth Murdock, una ricca vedova, ingaggia Marlowe per ritrovare una preziosa moneta (The Brasher Doubloon) rubato al defunto marito.

I riferimenti scacchistici:

Capitolo 15

Marlowe è nel suo appartamento (Bristol Apartments, 1634 Bristol Avenue Nord, Hollywood), pipa in bocca e drink a portata di mano.

Sulla scacchiera

The chessmen, red and white bone, were lined up ready to go and had that sharp, competent and complicated look they always have at the beginning of a game.
[…] I opened a little paper-bound book of tournament games published in Leipzig, picked out a dashing-looking Queen’s Gambit, moved the white pawn to Queen’s four […]

I pezzi, in osso rosso e bianco, erano in posizione, pronti per iniziare una partita. Avevano quell’aspetto vivo, competente e complicato che hanno sempre all’inizio di una partita.
[…] Aprii un piccolo libro rilegato, con partite di torneo pubblicato a Lipsia. Ho scelto un Gambetto di Donna dall’aspetto accattivante, ho mosso il pedone da d2 a d4 […]).

The Little Sister del 1949 (titolo in italiano “La sorellina” oppure “Troppo tardi”)

Una giovane ragazza, Orfamay Quest, ingaggia Marlowe per rintracciare Orrin, il fratello scomparso.

I riferimenti scacchistici:

Capitolo XXX

Marlowe viene portato negli uffici della polizia. Un poliziotto lo controlla mentre gioca un solitario, il double Canfield. Marlowe lo osserva e poi finisce col giocare contro il poliziotto. La partita finisce in parità.

Il poliziotto gli propone di fare un’altra partita a carte. Marlowe risponde: I don’t play cards. Chess. (Non gioco a carte. Scacchi).

Il poliziotto risponde: He looked up at me quickly. “Why didn’t you say so? I’d rather have played chess too. (Perché non l’avete detto? Anch’io avrei preferito giocare a scacchi).

The Long Goodbye, del 1953 (titolo in italiano “Il lungo addio”)

Marlowe passa dei seri guai con la polizia (l’arresto, un duro interrogatorio, il carcere) per difendere e aiutare un amico, Terry Lennox, accusato dell’omicidio della moglie. Ma è vera amicizia solo da parte di Marlowe.

I riferimenti scacchistici:

Capitolo 2

It was a quiet night and the house seemed emptier than usual. I set out the chessmen and played a French defense against Steinitz. He beat me in forty-four moves, but I had him sweating a couple of times.
(Era una notte tranquilla e la casa sembrava più vuota del solito. Ho posizionato i pezzi sulla scacchiera e ho giocato una difesa Francese contro Steinitz. Mi ha battuto in quarantaquattro mosse, ma l’ho impegnato un paio di volte).

Una telefonata inopportuna fa arrabbiare Marlowe.

If she had called up half an hour earlier I might have been sore enough to beat the hell out of Steinitz –except that he had been dead for fifty years and the chess game was out of a book.
(Se la telefonata fosse giunta mezz’ora prima avrei potuto essere abbastanza arrabbiato da battere Steinitz – anche se era morto da cinquant’anni e la partita era una mia ricostruzione sulla scacchiera di quella annotata in un libro).

Capitolo 3

In my business there’s a time to ask questions and a time to let your man simmer until he boils over. Every good cop knows that. It’s a good deal like chess or boxing.
(Nella mia attività c’è il tempo per porre domande e quello di lasciar cuocere il cliente a fuoco lento. Ogni bravo poliziotto lo sa. È come negli scacchi o nella boxe).

Capitolo 13

Marlowe, parlando con l’editore Howard Spencer, dà, di se stesso, questa descrizione:

I’m a licensed private investigator and have been for quite a while. I’m a lone wolf, unmarried, getting middle-aged, and not rich. I’ve been in jail more than once and I don’t do divorce business. I like liquor and women and chess and a few other things.
(Sono un investigatore privato autorizzato e svolgo la professione da diverso tempo. Sono un lupo solitario, celibe, di mezza età, non ricco. Sono stato in prigione più di una volta e non mi occupo di casi di divorzio. Mi piacciono i liquori, le donne, gli scacchi e poche altre cose ancora).

Capitolo 24

Dopo aver parlato al telefono con la Signora Wade, Marlowe

She hung up and I set out the chess board. I filled a pipe, paraded the chessmen and inspected them for French shaves and loose buttons, and played a championship tournament game between Gortchakoff and Meninkin, seventy-two moves to a draw, a prize specimen of the irresistible force meeting the immovable object, a battle without armor, a war without blood, and as elaborate a waste of human intelligence […]
(prende gli scacchi, mette in posizione i pezzi e li passa, in rivista, controlla la perfezione delle loro rasature e i bottoni della divisa. Poi ricostruisce una partita di torneo tra Gortchakoff e Meninkin, una patta in settantadue mosse, […] una battaglia senza armatura, una guerra senza sangue, e un elaborato spreco di intelligenza […])

Capitolo 40

I put the chessboard on the coffee table and set out a problem called The Sphynx. It is printed on the end papers of a book on chess by Blackburn, the English chess wizard, probably the most dynamic chess player who ever lived, although he wouldn’t get to first base in the cold war type of chess they play nowadays. The Sphynx is an eleven-mover and it justifies its name. Chess problems seldom run to more than four or five moves. Beyond that the difficulty of solving them rises in almost geometrical progression. An eleven-mover is sheer unadulterated torture.
(Appoggiai la scacchiera sul tavolino da caffè e ricostruii un problema chiamato “La Sfinge”. È riprodotto in calce ad un libro sugli scacchi di Blackburn, il mago degli scacchi inglese, probabilmente il giocatore più dinamico che sia mai vissuto, anche se non sarebbe mai riuscito ad emergere negli scacchi stile “guerra fredda” che si giocano oggi. “La Sfinge” è un problema in undici mosse e questo spiega il suo nome. I problemi di scacchi raramente superano le quattro o cinque mosse. Infatti la difficoltà nel risolverli aumenta in progressione quasi geometrica. Un undici mosse è pura e semplice tortura. Di tanto in tanto, quando sono di cattivo umore, lo riprendo e cerco un nuovo modo di risolverlo. È un bel modo tranquillo di impazzire. Ci manca poco dal mettersi a urlare).

Note:

  • Blackburn, senza la e finale, come nell’edizione inglese.
  • Ma quella di Chandler è una vera citazione o una invenzione letteraria?

“Le Sphinx” è una vecchia rivista scacchistica francese.


Ecco un piccolo giallo scacchistico all’interno di un libro giallo.

Poodle Springs Story, romanzo incompiuto (completato da Robert B. Parker e pubblicato nel 1989)

Marlowe si è sposato con una affascinante ereditiera. Ma continua a fare l’investigatore. Riceve una misteriosa telefonata a cui segue un delitto.

Anche in questo libro un riferimento agli scacchi, se pur brevissimo.

Nel capitolo XLI si accenna a un problema scacchistico.


Ho visionato diversi film su Marlowe alla ricerca di riferimenti scacchistici.

In Poodle Springs, (titolo in italiano “Marlowe – Omicidio a Poodle Springs”), diretto da Bob Rafelson nel 1998, Marlowe è interpretato da James Caan.

  • La scacchiera si vede una prima volta nell’appartamento di Marlowe mentre l’investigatore parla con il tenente Burns.  Sulla scacchiera, una posizione da studio.
  • La scacchiera si vede ancora, sempre nell’appartamento di Marlowe, quando l’investigatore ospita Larry Nichols. Sulla scacchiera, forse, la stessa posizione della scena precedente.
  • La terza volta, sempre nel suo appartamento, Marlowe trova, in bella vista sulla scacchiera, un biglietto di Larry Nichols. Anche qui, potrebbe trattarsi della stessa posizione delle scene precedenti.

[Fine terza parte, qui la seconda parte]


Autore: Carmelo Coco, Catania

Annotazione posteriore all’articolo

A distanza di tempo dalla stesura dell’articolo non sono ancora riuscito a trovare il libro di Blackburne. La Redazione segnala che il problema di Blackburne è stato inserito sulla copertina di due edizioni di The Chess-Players Handbook. Ecco i due diagrammi che differiscono per i due pezzi in a1 e b1.

Il problema a sinistra, raffigurato nell’edizione 1847, nel quale mancano due pezzi, si risolve in 6 mosse (con la mossa chiave 1.Df4-c4 +! e anche con 1.Ab2-f6!, quindi è demolito), mentre quello dell’edizione 1848 si risolve in 9 mosse con 1.Df4-c4 +!; nessuno dei due si risolve in 11 mosse come erroneamente indicato nelle immagini dei libri (all’epoca non c’erano i computer).

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: