Uno Scacchista

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Edelvisa Iarusci, una Maestra nell’Uisp e nel mondo degli scacchi italiani

12 min read
Edelvisa Iarusci oggi, 12 gennaio, avrebbe compiuto 73 anni. Ricordi che mi legano a lei e alla Uisp Scacchi.

(Marco Ottavi)
Il 1993 era un anno importante per la Lega Scacchi Uisp (Unione Italiana Sport Per tutti) di Roma. Arrivati nei mesi estivi, si tiravano le somme della fase pilota del progetto “Scacchi: gioco per crescere!” che con l’approvazione dell’allora Provveditorato agli Studi di Roma aveva introdotto in 43 scuole il gioco degli scacchi, grazie ad un’innovativa idea di Mario Albano, docente e allora Presidente della Lega.

Attraverso la proposta di corsi di aggiornamento per gli insegnanti, seguiti da quelli rivolti ai bambini delle loro classi, la diffusione del “nobil giuoco” nella capitale era stata capillare, grazie anche alla gratuità dell’iniziativa e a tutti gli istruttori ed educatori che volontariamente e con passione si erano dedicati al progetto. Ogni corso per i docenti vedeva la partecipazione di 20-30 insegnanti e ad uno di questi aveva partecipato Edelvisa Iarusci, che si era occupata del coordinamento dell’iniziativa nella sua scuola. L’estate, chiuse le scuole, si programmava la prosecuzione del progetto. Io ero allora Segretario della Lega, ma all’epoca avevo da poco cambiato lavoro e facendo il rappresentante non avevo abbastanza tempo per aiutare Mario in modo adeguato.

Edelvisa, che si presentava a tutti come Edy, per semplificare un nome “complicato”, raccontava spesso che Mario gli propose di dare una mano, poche ore a settimana, visto che per la sua scuola era stata precisa e organizzata nel curare gli aspetti burocratici del corso di aggiornamento, e poi si era ritrovata a dedicare quasi tutto il tempo libero alla Uisp!
C’è da dire che Mario aveva bisogno di una persona così, visto che lui era un geniaccio disordinato.

Accettato l’incarico, Edy fu invitata una sera ad un’iniziativa che organizzavamo all’Impianto Sportivo Fulvio Bernardini, “E’ viva la periferia”, in zona Pietralata. Una parte dell’impianto vedeva decine di tavoli con tantissimi bambini e adulti che giocavano e imparavano le regole base, un bellissimo colpo d’occhio. E fu così che la incontrai. Una delle prime cose che disse e che poi ribadì in varie circostanze per tutti gli anni a seguire, era che per lei gli scacchi non sono un fine, ma un mezzo, e che si era unita a noi perché ne riconosceva il valore formativo per i bambini e il progetto dell’Uisp l’aveva dimostrato.

Seguì un periodo di piena attività. Trascinati da Mario, con Edy in prima fila, fummo coinvolti dalla Uisp di Roma in varie iniziative di piazza e soprattutto c’è da ricordare che gli scacchi entrano nel carcere minorile di Casal del Marmo. Anche lì è Mario l’artefice principale, tutti noi a turno conosciamo una dura realtà e quando Edy varca quelle porte, magicamente dei ragazzi a dir poco problematici l’accolgono con educazione e rispetto. La presenza di una donna era una specie di miracolo e il miracolo si è ripetuto il giorno del torneo finale, quando il carcere diventò un circolo con i partecipanti che si presentarono con l’abito migliore per giocare.

I ricordi mi portano al 1994. L’anno iniziò con il rinnovo del progetto “Scacchi: gioco per crescere!”. Conservo la stesura scritta di proprio pugno da Edy, che era ormai vero e proprio “braccio destro” di Mario. Aderirono 40 scuole e al Provveditorato agli Studi si unì il Comune di Roma con l’Assessorato alla Cultura e finanziamenti pari a circa 50.000.000 di lire per due anni. Grazie allo stanziamento tutti gli Istituti vengono dotati di scacchi e scacchiere ed è Edy a partire per Bologna per contrattare con “Le due Torri” la fornitura. A marzo la conferenza stampa di presentazione vede ad un tavolo, oltre a Mario e Edy, Fabio Mariotti, Dirigente della Lega, scacchista e insegnante, Ascenzo Lombardi, all’epoca, se la memoria non mi inganna, Presidente della Lega Scacchi Regionale dell’Uisp Lazio, e anche Pierluigi Passerotti, autore di un articolo per la rivista Torre & Cavallo, che dedicò anche la copertina al nostro progetto.

Io ero assente per lavoro, ovviamente, ma il periodo per me era complicato. Avevo avuto un grave incidente d’auto alla fine del 1993, che mi aveva visto uscire illeso per miracolo, mi ero ributtato sul lavoro e sia Edy che Mario mi prendevano in giro perché, oltretutto, mi ero innamorato, e quindi li avevo, in pratica, mollati sul più bello. Il clima era di grande unione e amicizia, dovrei fare un elenco di altre persone che gravitavano nella Lega Scacchi Uisp Roma o intorno ad essa, oltre a quelle già citate, unite da un vero e proprio ideale, e ne cito due, non me ne vogliano altri, Alessandro Pompa e Massimo Marino. Quest’ultimo fu quello che mi raggelò con una telefonata a metà maggio. Il 16 di quel maledetto mese morì Mario Albano, investito da un’auto mentre andava in bicicletta con la compagna.


Era d’obbligo raccontare questo periodo per capire come reagì tutto il gruppo, prendendosi carico di tutto quello che Mario aveva messo in piedi, progetti e iniziative. Edy era, si può dire, l’ultima arrivata, ma col passaggio della Presidenza a Fabio Mariotti, lei si impegnò ancora di più e cominciò anche a ricoprire ruoli importanti nell’Associazione. La prima carica che ebbe fu quella di membro del Consiglio Direttivo dell’Uisp Regionale Lazio, ricoperta dal 1994 al 2005. Il suo contributo continuerà anche a livello nazionale, come Dirigente del Consiglio dal 2005 al 2012 e soprattutto nella Lega Scacchi.

Per quanto mi riguarda, la morte di Mario mi portò a lasciare il lavoro, troppo stress accumulato fra attività di rappresentante e vita privata. Mi dedicai ai corsi per i bambini e per le insegnanti, spesso a fianco di Edy. Ricordo ancora quando cominciai le lezioni nella sua classe, prendendo il testimone lasciato da Mario. Da allora molte volte iniziative e lezioni nelle scuole le abbiamo curate in coppia.

Edy aveva un misterioso potere. Con soli sguardi e gesti riusciva a domare anche la classe più indisciplinata. L’esperienza da insegnante si vedeva, ovviamente, e riusciva a trasmettere le regole base degli scacchi con un approccio matematico, mentre io, come faccio tuttora, ci mettevo la parte narrativa, con la favola ideata da Mario (altra eredità “pesante”) e altre storielle, oltre agli approfondimenti della tecnica. I suoi metodi mi hanno aiutato molto e nei vari corsi rivolti a Istruttori e Educatori Sportivi che organizzammo, Edy dava tutta sé stessa per far capire a chi si proponeva per insegnare gli scacchi a scuola l’importanza del rapporto con i bambini.

“Sempre pronta a mettersi in gioco, anche dopo la frattura di una rotula.”

Fra tutte le varie lezioni, da lei ho imparato una cosa fondamentale: l’organizzazione della classe, dall’ingresso dei bambini all’uscita a fine corso, va curata impiegando il tempo necessario, anche a discapito di quello dedicato all’insegnamento degli scacchi. Purtroppo, spesso i corsi di scacchi sono brevissimi, ma secondo Edy era meglio trasmettere poco, ma bene piuttosto che bombardare i bambini su movimento dei pezzi, scacco matto del barbiere e cose simili. Ovviamente è questione di stile e di obiettivi che si vogliono raggiungere, per Edy la cosa fondamentale era creare armonia e tranquillità nel gruppo seguendo regole precise e chiare, non si devono formare campioni, ma educare attraverso il gioco e sicuramente lavorando nel modo giusto nel caso di “corsi mordi e fuggi”, c’è più probabilità di proseguire le lezioni se l’attività è gradita, indipendentemente dal livello tecnico raggiunto dagli allievi. Senza contare, inoltre, che se si organizza bene il gruppo, si fatica di meno.

Con la Presidenza di Fabio continuarono le attività nel carcere e si organizzarono nuove iniziative di divulgazione del gioco e di solidarietà. Ovviamente Edy ci metteva il suo zampino organizzativo e ricordo il Torneo “30 ore per la vita”, per la raccolta di fondi per l’Ail, con un allestimento elegante con pochi tocchi della sala di gioco, il tendone dell’impianto sportivo Fulvio Bernardini, che senza di lei non sarebbe stato possibile. E l’importante “Il mondo a scacchi”, con il coinvolgimento delle comunità straniere di Roma. Lì Edy si superò ideando un sistema per l’organizzazione delle partite di scacchi viventi, considerando che avevamo a che fare con persone che non sapevano nulla del gioco. Fatte due prove generali per imparare le mosse, una giornata bellissima si svolse a Piazza della Repubblica, con i figuranti che indossavano i loro costumi tradizionali tenendo delle palette di legno con l’immagine dei pezzi, “fatte in casa” indovinate da chi… La scacchiera di caselle di moquette riciclata era invece opera mia. La partita riprodotta era giocata in diretta da Sergio Mariotti e Fabrizio Bellia, ma in realtà, ovviamente, era stata preparata dai due in precedenza. Sbandieratori di Cori, Maxischermo, simultanea finale di Mariotti con circa 50 giocatori, stand con i giochi tradizionali africani e orientali, oltre a spazi per far giocare spettatori e passanti, uno spettacolo indimenticabile.

C’è da dire che anche l’attività agonistica, intesa come un modo per stare insieme, vedeva lo svolgimento di numerosi Tornei Zonali dei Campionati Nazionali e Tornei Semilampo validi per il Circuito Nazionale Grand Prix. Anche in quelle occasioni Edy era disponibile nell’organizzazione, elaborando volantini, occupandosi di allestimenti dei luoghi dove si giocava e soprattutto della contabilità, che spesso le veniva affidata anche in occasione dei Campionati Nazionali.

Nel 1997 Fabio Mariotti lascia l’Uisp e Edy diventa Presidente della Lega Scacchi di Roma, carica che ricoprirà fino al 2005.
I Corsi di formazione per i docenti e per i bambini proseguirono anche senza i finanziamenti delle istituzioni e con Fabio Mariotti il progetto “Scacchi: gioco per crescere!” si era diffuso anche in altre Regioni.

Nel periodo fine anni novanta-inizio anno 2000 Edy è nel consiglio della Lega Nazionale ed è principale artefice dell’organizzazione di tre Campionati Nazionali Uisp. Il primo fu quello di Roma – lido di Ostia, 1998, con una grande squadra formata soprattutto da Dirigenti del Lazio e della Sicilia. All’epoca c’era alla guida della Lega Scacchi Nazionale Ferruccio Ferucci (e lo era dal 1979, sempre confermato!) e vicepresidente era il palermitano Francesco Lupo, che poi diverrà Presidente nel 2000. Il secondo nel 2001, a Frascati e il terzo nel 2005 a Perugia, con Edy eletta da poco Presidente Nazionale, succedendo a Lupo.

I tesserati Uisp in quegli anni non erano tantissimi come in quelli precedenti, ma comunque con Edy i numeri raddoppiarono. Anche i Campionati di Terni (2006 e 2007) la videro parte in causa, vista la carica ricoperta e la vicinanza a Roma, anche se l’organizzazione era affidata al circolo locale e in particolare al Dirigente Egidio Cardinali.

A Roma nel 2005 subentro io come Presidente Provinciale. Oltre all’attività ormai “tradizionale”, fra cui vale la pena di ricordare la manifestazione che nel 2019 è arrivata alla quarantesima edizione, il Campionato Scolastico a Squadre, che avrebbe bisogno di un articolo a parte, si aggiungono tanti eventi, soprattutto di divulgazione degli scacchi in piazza. Una delle attività che si ripete più volte, nelle scuole e in altre occasioni saltuarie è quella delle partite viventi, ovviamente organizzate con l’ormai collaudato “metodo Iarusci”. Una di queste è ancora oggi un appuntamento importante.

Grazie ad un contatto dell’amico Marco Corvi con una delle responsabili dell’Associazione Culturale Clarice Orsini di Monterotondo, Jaqueline Renzetti, nasce una collaborazione e insieme al Comitato Uisp locale, ci inseriamo nella Manifestazione Fasti d’autunno. La partita di scacchi viventi in costumi Rinascimentali vede la sua prima edizione nel 2008 e si svolgerà fino al 2019, nel mese di ottobre. L’edizione 2020 è saltata per motivi che si possono immaginare. Edy era il cuore e la mente di questa iniziativa, specialmente negli ultimi anni, quando si occupava direttamente di contattare i figuranti. La vedo ancora nel suo costume prendere per mano i bimbi piccoli, che a volte venivano inseriti all’ultimo momento per sostituire chi purtroppo era costretto ad assentarsi, per accompagnarli nelle mosse sulla scacchiera.

Un’altra scacchiera vivente che si organizza da anni a settembre è quella di Antrodoco, nata grazie all’amicizia di Edy con una collega insegnante, Roberta Grassi e con suo marito Franco Minelli. In quelle occasioni la collaborazione è con la locale Associazione Culturale Schola Cantorum e si utilizzano costumi medievali.

Tornando più brevemente alla storia, Edy rimarrà Presidente della Lega Scacchi Nazionale fino al 2010, purtroppo deve dimettersi dopo incomprensioni e litigi con alcuni Dirigenti dell’epoca. Ma non voglio terminare con ricordi che ancora feriscono…

Negli ultimi anni Edy ha altri incarichi. Innanzitutto, è Presidente dell’ASD Il Discobolo, che al suo interno ha la sezione scacchi “Circolo Mario Albano” dal 2005. In realtà il Circolo era stato inaugurato nel 1994 con sede presso i locali dell’Uisp Roma. Inizialmente era costituito come ASD, poi divenne una specie di settore di attività dell’associazione. Molti scacchisti negli anni hanno frequentato la sede di Viale Giotto e nel 2005 il Circolo entrò nell’ASD Il Discobolo, una Polisportiva formata da Dirigenti Uisp. Quando la Presidente Patrizia Leonardi si dimise l’ASD si occupava solo di scacchi e mantenendo la forma di polisportiva, elesse Edy come Presidente nel 2013. Una delle poche donne in Italia responsabile di un circolo.

Negli ultimi anni Edy è stata Responsabile Nazionale di Tesseramento, Territorio, Scuole e Circoli per la Struttura di Attività Giochi Nazionale e per poco tempo ha seguito anche i Giochi di Tavoliere. La Lega Scacchi, per regolamenti dell’associazione, è diventata prima coordinamento, nel 2010, e poi disciplina inserita nella SDA Giochi.


I lettori devono scusarmi se mi sono dilungato, spero qualcuno mi abbia seguito fin qui…

Di Edy ci sarebbe molto altro da dire. Era una donna dal carattere forte, una combattente. La vita è stata difficile per lei, con i sacrifici per tirar su il figlio dopo un divorzio e le malattie, dal diabete ai tumori, l’ultimo dei quali non è riuscita a vincere. Forse per questo ogni tanto il suo sguardo assumeva una nota malinconica, ma la voglia di fare e di vivere era fortissima. Si vantava di essere nata nel 1948, anno della Costituzione Italiana e, guarda caso, di nascita dell’Uisp…

Il suo nome, Edelvisa, “stella alpina”, la fotografava bene. Una rarità. Gentile e dolce, ma anche dura, soprattutto quando non si rispettavano le regole di civiltà. Non conosceva i compromessi e questo a volte le creava problemi. Anche nell’organizzazione voleva che le cose fossero programmate a dovere, odiava l’improvvisazione e in questo caso un po’ l’avevo portata a comprendere chi, come me, spesso si decide a fare le cose all’ultimo minuto. Se prendeva un impegno faceva di tutto per portarlo a termine nel migliore dei modi, trascurando anche alcuni aspetti della vita privata.

Negli ultimi tempi era purtroppo poco fiduciosa nelle persone, pensando a quanti l’avevano delusa, ma continuava ad essere sempre pronta a dare tutta sé stessa se si trattava di aiutare qualcuno. Le ultime cose di cui si è occupata per l’Uisp sono state la stesura del nuovo Regolamento Nazionale della Formazione per gli scacchi, un corso di Formazione per Educatori di Scacchi, a novembre 2019 e febbraio 2020, e l’organizzazione dei Campionati Nazionali, purtroppo saltati, che dovevano svolgersi nella primavera del 2020. Il tutto mentre combatteva contro un melanoma, malattia che l’aveva costretta ad un intervento a settembre 2019.

Tutto sembrava passato anche stavolta, ma il male è subdolo e Edy nel periodo peggiore, con le difficoltà dovute al Covid-19, ha dovuto ricominciare la lotta, purtroppo inutile. Da maggio a luglio non c’è stato modo di intervenire. Il giorno 31, in piena estate, ha lasciato questo mondo.

Erano in tanti a salutarla al funerale e tante sono state le testimonianze e i ricordi del mondo scacchistico. Ne cito due.
L’attuale Presidente della FSI Regionale Lazio, Domenico Zibellini, ha scritto:
Edelvisa nel nostro ambiente, così pervicacemente maschile, portava sempre una ventata di gentilezza, di garbo, di intelligente presenza. Un sorriso dolce che spiccava tra tutti e che, nelle numerosissime iniziative e premiazioni a cui ha partecipato, testimoniava la passione e la vicinanza all’intero mondo degli scacchi”.

E chiudo con un pensiero di Glauco Senesi, caro amico e Socio del “Circolo Mario Albano”: “Edy è stata la signora degli scacchi a Roma; ho ricordi di tornei, soggiorni e piacevoli conversazioni con una persona affabile e senza dubbio la “regina” della scacchiera.

Una Regina che mi manca e che mancherà a tutti quelli che l’hanno conosciuta bene e che da lei hanno ricevuto moltissimo, a partire da chi l’ha avuta come Maestra a scuola, fino ai Soci e Dirigenti dell’Uisp, per arrivare agli scacchisti. Ovunque sia, la sua eredità continuerà a vivere nel ricordo e nell’impegno a proseguire ciò che lei ha iniziato e a realizzare nuove iniziative pensando a lei.


Marco Ottavi, Educatore sportivo di scacchi dal 1987, Dirigente a vari livelli nell’Uisp, oggi responsabile dell’attività scacchistica nazionale. E’ Presidente dell’ASD Il Discobolo-Circolo Mario Albano e collezionista di fumetti a tema scacchistico.

4 thoughts on “Edelvisa Iarusci, una Maestra nell’Uisp e nel mondo degli scacchi italiani

  1. Edy,
    ci sarebbero tanti episodi, tanti momenti, tante situazioni da raccontare e ricordare.
    È stata davvero una grande donna, una bella persona, con una passione ed una forza immensa.
    Doti ben note a chi l’ha conosciuta. Quando si potrà riprendere a giocare, per me sarà difficile non vederla al lavoro, ad organizzare un torneo o la Partita Vivente ai Fasti di Ottobre che si svolgono nella mia città, Monterotondo.
    Mi considero fortunato ad averla incontrata, conosciuta ed aver condiviso con lei e tanti altri amici una lunga parte della nostra vita.
    Ci manchi, ciao Edy
    Massimo

  2. Edy per me è stata una scoperta, nel senso che mi sorprendeva sempre nell’entusiasmo con il quale aderiva alle iniziative sul territorio soprattutto se di carattere educativo. Ho tantissimi ricordi e tantissime fotografie di premiazioni nelle situazioni più disparate (parchi, biblioteche, piazze) che testimoniano una abnegazione senza pari. Un anno è capitato di insegnare scacchi in aule contigue di una scuola elementare, e cercavo di capire come facesse a tenere l’aula completamente in silenzio per tutta l’ora, a lei era naturale, tutta tecnica diceva. Conosco poche persone più disinteressate di lei nel dedicare energie, giornate, serate, fine settimane per la riuscita di eventi, anche locali. E’ stato bello conoscerla.

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