Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Indagine sulla nazionalità di Capablanca

11 min read

Capablanca gioca con suo padre all’età di quattro anni.

(Mario Spadaro)
Qualunque enciclopedia si consulti, qualsiasi libro di scacchi si legga, in ogni articolo scacchistico nel quale si tratti di Capablanca, dopo il cognome viene riportata la dicitura «giocatore cubano».
Per sessant’anni ho dato per scontato che questo enunciato fosse esatto ed inconfutabile, mentre adesso in piena senescenza, ad un certo punto nella mia mente si è insinuata l’ombra del dubbio con l’interrogativo: «Ma se il padre era un ufficiale dell’esercito spagnolo …..», e così ho intrapreso un’indagine.

Come prima notizia, ho trovato un articolo di Bill Wall nel quale vi è scritto che Capablanca ha asserito che i primi antenati della sua famiglia erano italiani!

Il nome era originariamente Cappa Bianca, che significa mantello bianco, e gli avi – sempre secondo il giocatore di scacchi – si stabilirono in Spagna durante il regno di Carlo IV spagnolizzando il nome in Capablanca.

Che la famiglia Capablanca sia stata consapevole delle sue origini italiane, risulta pure da una lettera che Fernando Aquiles Capablanca (Miami, FL, USA), figlio di Aquiles Capablanca e nipote del campione, ha inviato ad Edward Winter (come risulta da Chess Notes).

In questa missiva, tra l’altro, il nipote rivela quanto segue:

«Io stesso ho fatto delle ricerche negli archivi militari di Segovia, Roma e Malta.
Per quanto sono stato in grado di determinare, la prima testimonianza di qualsiasi Capablanca che sia arrivato a Cuba è stata quella del mio bisnonno (il nonno di José Raúl) circa nel 1830.
Sembra inoltre che il nome fosse originariamente Cappabianca della città di Aversa, vicino Napoli, in Italia e [che la famiglia] si sia trasferita in Spagna (sotto l’impero borbonico) all’inizio del XVI secolo.
In effetti, ho ricevuto un documento da Malta che potrebbe suggerire che alcuni dei primi membri della famiglia fossero crociati e membri dell’Ordine di Malta, come sembra essere il caso di un certo Dessio Cappabianca.
Mi chiedo spesso se il nome stesso si riferisca all’usanza dei Crociati di usare un mantello bianco (Cappa Bianca) con la croce rossa impressa sul mantello.
Mia nonna, María Graupera, era catalana…».

Ho continuato ad approfondire la ricerca, consultando l’elenco dei cognomi italiani ed il cognome Cappa Bianca pur se poco diffuso (come pure in Spagna) risulta ancora presente ai nostri giorni, anche nella forma unita Cappabianca.

Poi ho compulsato la genealogia del campione del mondo, in alcuni siti specializzati per questo particolare settore confrontandoli tra loro, cercando di andare sempre più indietro negli anni, ed ho rilevato una discordanza nel periodo di trasferimento della famiglia in Spagna.

Infatti partendo dallo scacchista si ricostruisce il seguente albero genealogico (in Spagna vige la regola del «doppio cognome», ed ogni individuo porta il primo cognome di entrambi i genitori):


José Raúl Capablanca y Graupera (19/11/1888, Castillo del Príncipe o di Morro (promontorio), installazione militare de L’Avana (Capitaneria Generale di Cuba, Regno di Spagna) – 8/3/1942, New York, Stati Uniti)
Figlio di José Maria Capablanca y Fernández e Matilde María Graupera Marín

José María Capablanca y Fernández (25/1/1863, Bayamo, Cuba – 1923) – Matilde María Graupera Marín (23/4/1865, Matanzas, Cuba – 1926)
Figlio di Tadeo Capablanca y Broca e Josefa Fernández Brieba

Tadeo Capablanca y Broca (22/5/1836, Valdepeñas, Spagna – 22/3/1884, Puerto Príncipe, Cuba) – Josefa Fernández Brieba (20/8/1842, Arcos de Navarra, Spagna – 22/3/1884, Puerto Príncipe, Cuba)
Figlio di Judas Tadeo Capablanca e Maria Josefa Broca

Judas Tadeo Capablanca (1784 -1846) – Maria Josefa Broca
Figlio di Domingo Joaquin Sixto Capablanca

Domingo Joaquin Sixto Capablanca (1739/ ?, ?)
Figlio di Santiago Capablanca

Santiago Capablanca (nascita stimata a partire dal 1674, ?)


Poichè Carlo IV regnò dal 14 dicembre 1788 al 19 marzo 1808, mentre il cognome della famiglia continua in data antecedente ad essere quello spagnolizzato di Capablanca, la migrazione dall’Italia alla Spagna avvenne sicuramente molto tempo prima.

Pertanto l’affermazione del nipote di Capablanca e cioè che la famiglia si sia trasferita in Italia «all’inizio del XVI secolo», quindi pochi anni dopo la scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo, mi sembra più precisa di quella di suo nonno.

La mia investigazione è continuata nel rintracciare il primo della famiglia che dalla Spagna emigrò a Cuba, e quest’uomo fu Tadeo Capablanca y Broca figlio di Judas Tadeo Capablanca (bisnonno del nostro uomo, nonché militare che prese parte alla Guerra di Indipendenza contro Napoleone in Spagna).

Anche Tadeo Capablanca y Broca era un militare di carriera, che nel 1860 all’età di 24 anni si trasferì a Cuba ed in seguito si sposò con Josefa Fernández Brieba.

Dalla loro unione nel 1863 nacque un figlio, José María Capablanca y Fernández che diventerà il padre di José Raúl Capablanca e che proseguirà nella carriera militare.

Tadeo Capablanca y Broca però era insofferente al regime militare spagnolo e Bill Wall riferisce che venne arrestato molte volte per diserzione; ma nonostante il suo comportamento riprovevole, forse a causa della penuria di ufficiali nella provincia di Cuba, venne reintegrato nell’esercito.

Qui faccio un inciso per accennare alla tragedia che si abbatté sui nonni di Capablanca; infatti per un motivo rimasto sconosciuto, Tadeo uccise sua moglie Josefa e poi si suicidò con un’arma da fuoco il 22 marzo 1884 all’età di 47 anni, quando aveva raggiunto i ranghi di Comandante del Secondo Reggimento di Cavalleria della Regina.

Adesso si arriva ai genitori del campione: José María Capablanca y Fernández e Matilde María Graupera Marín, descritta da alcuni autori come una matancena (perché era nata a Matanzas) del lignaggio dei catalani che colonizzarono Cuba in nome della corona spagnola.

José Maria Capablanca y Fernández era un tenente (poi diventato maggiore) dell’esercito spagnolo, nella divisione di cavalleria di stanza nel castello di Morro, e con sua moglie Matilde Maria ebbe ben 11 figli (non vi erano molti svaghi all’interno della fortezza nella quale viveva la coppia!).

Periodico El Figaro del 19 settembre del 1909

Il figlio maggiore (1885-1940) era Salvador mentre Jose Raul era il loro secondo figlio; Alicia (nata nel 1890) era la loro prima figlia; altri fratelli includevano Ramiro (morto nel 1944), Aquiles e Carlos; altre sorelle includevano Graciela, Aida, Zenaida, Clemencia e Hilda.

Jose Raul Capablanca y Graupera nacque il 19 novembre 1888, quando Cuba era ancora provincia spagnola, sotto l’autorità della monarchia rappresentata dalla Reggenza di Maria Cristina d’Asburgo-Teschen (dal 1885 al 1902, anno in cui il figlio Alfonso XIII divenne maggiorenne).

La Costituzione di Spagna vigente a quel tempo era quella promulgata a Cadice il 19 marzo 1812, che riguardo alla nazionalità era incardinata sullo ius sanguinis come segue:


TITOLO I

5.I. Sono Spagnuoli tutti gli uomini liberi nati e stabiliti nei dominii delle Spagne come li figli de’ medesimi.

TITOLO II

10. Il territorio spagnuolo comprende nella Penisola con le sue possessioni e isole adiacenti … Nell’America Settentrionale, la Nuova Spagna, con la Nuova Galizia e Penisola de Youckatan, Guatimala, le provincie interne di Oriente, Provincie interne d’Occidente, l’isola di Cuba, …


Pertanto de iure Jose Raul Capablanca è nato come cittadino spagnolo, nazionalità che ha mantenuto per diversi anni (almeno tredici, se non di più, come cercherò di illustrare più avanti).

A questo punto è necessaria una breve disamina sull’evoluzione sociale vissuta in Cuba, dall’inizio della sua colonizzazione.

Similmente a quanto accaduto nelle colonie sudamericane, gli spagnoli oppressero e schiavizzarono i circa 100.000 indigeni dell’isola, che nell’arco di un secolo vennero per la maggior parte sterminati dalle malattie, dagli stenti, dal lavoro forzato e dai genocidi.

Ma a differenza delle colonie del continente, gli occupanti introdussero nell’isola schiavi africani, i quali arrivarono presto a comporre un’ampia parte degli abitanti.

Questi costituivano il gradino più basso della scala sociale; poi seguivano i creoli, frutto dell’unione tra spagnoli ed indigeni, che si dedicarono alla coltivazione delle piantagioni diventando col tempo proprietari terrieri.

La classe dominante era composta dagli spagnoli che erano incaricati di mantenere l’ordine costituito con la forza.

A poco a poco cominciò a crearsi nella popolazione dell’isola l’intolleranza verso il governo spagnolo e crebbe il desiderio di una maggiore autonomia; si ebbero così alla fine dell’Ottocento le cosiddette due guerre d’indipendenza: la guerra dei dieci anni (1868-1878) e la Piccola guerra (1879-1880), che furono insurrezioni popolari armate.

La fine del colonialismo spagnolo però fu opera degli Stati Uniti d’America che, con il pretesto dell’affondamento di una loro corazzata (la USS Maine) ancorata nella baia dell’Avana, attribuito dai nordamericani agli spagnoli, dichiararono guerra alla Spagna nell’aprile del 1898, vincendo il conflitto in appena quattro mesi.

Si arrivò così al Trattato di Parigi firmato da Spagna e Stati Uniti il 10 dicembre 1898, ratificato dal Senato degli Stati Uniti il 6 febbraio 1899 ed entrato in vigore l’11 aprile dello stesso anno.

Il Trattato conteneva diciassette articoli che affrontavano le seguenti questioni:

  1. Rinuncia spagnola alla pretesa di sovranità su Cuba e occupazione dell’isola da parte degli Stati Uniti
  2. Cessione spagnola di Porto Rico e Guam agli Stati Uniti
  3. Cessione spagnola delle Filippine agli Stati Uniti per un pagamento di 20 milioni di $
  4. Pari trattamento delle navi mercantili spagnole e statunitensi nelle Filippine
  5. Rimpatrio dei soldati e marinai spagnoli catturati a Manila; evacuazione delle forze spagnole dalle Filippine e Guam; destino delle armi, attrezzature e forniture spagnole
  6. Liberazione di tutti i prigionieri detenuti dalla Spagna, dagli Stati Uniti e dalle forze ribelli
  7. Rinuncia di entrambe le parti a tutte le richieste di risarcimento dei danni
  8. Destino dei forti e delle altre installazioni permanenti, archivi e beni personali
  9. Diritti dei cittadini spagnoli e delle popolazioni autoctone nelle terre cedute
  10. Libertà di religione
  11. Amministrazione della giustizia nei territori ceduti
  12. Procedimenti giudiziari
  13. Diritti d’autore, brevetti e opere artistiche
  14. Possibilità spagnola di nominare uffici consolari
  15. Diritti delle navi mercantili
  16. Condizione di Cuba dopo l’occupazione statunitense
  17. Ratifica del Trattato

L’articolo 9 concerneva i “Diritti dei cittadini spagnoli e delle popolazioni autoctone nelle terre cedute”:


Articolo 9

I sudditi spagnoli, nativi della Penisola, residenti nel territorio in cui la Spagna, con il presente trattato, abbandona o cede la sua sovranità, possono rimanere in detto territorio, o possono allontanarsi da esso, conservando, in ogni caso, tutti i loro diritti di proprietà , compreso il diritto di vendere o disporre di tali proprietà o dei loro prodotti; e avranno anche il diritto di continuare ad esercitare la loro industria, commercio e professioni, essendo soggetti a questo riguardo alle leggi che sono applicabili agli altri stranieri. Nel caso in cui rimangano in questo territorio, possono mantenere la loro fedeltà alla Corona di Spagna facendo, dinanzi a un tribunale di registrazione, entro un anno dalla data dello scambio delle ratifiche del presente Trattato, una dichiarazione della loro decisione di mantenere questa fedeltà; in mancanza di tale rinuncia, saranno considerati rinunciatari e adottanti la nazionalità del territorio in cui risiedono. I diritti civili e lo status politico degli abitanti nativi dei paesi qui ceduti agli Stati Uniti saranno determinati dal Congresso.


Tuttavia questo articolo, come tutti gli altri articoli che riguardavano Cuba, non ebbe immediata attuazione e l’emendamento Platt (per mezzo del quale gli Stati Uniti acquistarono la base navale della baia di Guantanamo da Cuba), permise alle forze statunitensi di proseguire la loro occupazione di Cuba senza una formale annessione e sotto forma di protettorato, in contrasto con le promesse fatte durante la guerra e i negoziati di pace, adducendo come motivazione che il popolo cubano era ancora impreparato all’autogoverno e che fosse necessario un periodo di transizione.

La prima costituzione di Cuba venne realizzata il 21 febbraio del 1901 ed entrò in vigore con l’indipendenza del paese il 20 maggio 1902, data nella quale Cuba diventò una nazione.

Prima di esprimere le conclusioni finali, trascrivo la parte relativa all’acquisizione della nazionalità cubana inserita nella Costituzione del 1901, sia in spagnolo (non sono riuscito a trovare una copia in lingua italiana), sia nella traduzione italiana da me effettuata, che può contenere inesattezze od imprecisioni.


Artículo 4

La condición de cubano se adquiere por nacimiento o por naturalización.

Artículo 5

Son cubanos por nacimiento:

  1. Los nacidos, dentro o fuera del territorio de la República, de padres cubanos.
  2. Los nacidos en el territorio de la República de padres extranjeros, siempre que, cumplida la mayor edad reclamen su inscripción, como cubanos, en el Registro correspondiente.
  3. Los nacidos en el extranjero de padres naturales de Cuba que hayan perdido la nacionalidad cubana, siempre que, cumplida la mayor edad, reclamen su inscripción, como cubanos, en el mismo Registro.

Artículo 6

Son cubanos por naturalización:

  1. Los extranjeros que, habiendo pertenecido al Ejército Libertador, reclamen la nacionalidad cubana dentro de los seis meses siguientes a la promulgación de esta Constitución.
  2. Los extranjeros que, establecidos en Cuba antes del l de Enero de 1899 hayan conservado su domicilio después de dicha fecha, siempre que reclamen la nacionalidad cubana dentro de los seis meses siguientes a la promulgación de esta Constitución, o, si fueren menores, dentro de un plazo igual desde que alcanzaren la mayoría de edad.
  3. Los extranjeros que, después de cinco años de residencia en el territorio de la República, y no menos de dos desde que declaren su intención de adquirir la nacionalidad cubana, obtengan carta de naturalización con arreglo a las leyes.
  4. Los españoles residentes en el territorio de Cuba el 11 de Abril de 1899 que no se hayan inscripto como tales españoles en los Registros correspondientes hasta igual mes y día de 1900.

Articolo 4

Lo status di cubano si acquisisce per nascita o per naturalizzazione.

Articolo 5

Sono cubani per nascita

  1. I nati, all’interno o all’esterno del territorio della Repubblica, da genitori cubani.
  2. I nati nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, a condizione che, al raggiungimento della maggiore età rivendichino la loro iscrizione come cubani nel Registro corrispondente.
  3. I nati all’estero da genitori cubani che hanno perso la cittadinanza cubana, purché, una volta raggiunta la maggiore età, rivendichino la loro iscrizione come cubani nello stesso registro.

Articolo 6

Sono cubani per naturalizzazione

  1. 1.gli stranieri che, avendo fatto parte dell’Esercito di Liberazione, rivendicano la cittadinanza cubana entro sei mesi successivi alla promulgazione della presente Costituzione
  2. Gli stranieri che, essendosi stabiliti a Cuba prima del 1° gennaio 1899, hanno mantenuto il loro domicilio dopo tale data, purché rivendichino la cittadinanza cubana entro sei mesi dalla promulgazione della presente Costituzione o, se minorenni, entro lo stesso termine dal raggiungimento della maggiore età.
  3. Gli stranieri che, dopo cinque anni di residenza nel territorio della Repubblica, e non meno di due anni dal momento in cui dichiarano la loro intenzione di acquisire la cittadinanza cubana, ottengono una lettera di naturalizzazione a norma di legge.
  4. Gli spagnoli residenti nel territorio di Cuba alla data dell’11 aprile 1899, che non siano stati registrati come spagnoli nei registri corrispondenti fino allo stesso mese e giorno del 1900.

Dunque se Capablanca divenne anche cubano il 20-5-1902, allora fu soltanto spagnolo per poco più di 13 anni, che resta sempre un lasso di tempo abbastanza lungo.

Se, come potrebbe essere, divenne anche cubano al compimento della maggiore età, allora fu soltanto spagnolo per 21 anni (periodo in cui allora si diventava maggiorenni), scorcio di vita considerevole per una persona che è deceduta prematuramente all’età di 53 anni.

In ogni caso sarebbe corretto e più aderente alla verità, che nelle tante biografie di questo grande giocatore, venisse specificato che era di nazionalità ispano-cubana.


La foto di apertura “Capablanca gioca con suo padre all’età di quattro anni” è recuperata da Wikipedia
La foto (Pubblico dominio) del 1902 potrebbe essere intitolata, partita a scacchi tra due spagnoli.

4 thoughts on “Indagine sulla nazionalità di Capablanca

  1. Una interessantissima e ben formulata ricerca sull’origine di un giocatore che ancora oggi è sinonimo di classe, solidità ed eleganza di prestazione agonistica.

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