Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

I Tornei Internazionali di Scacchi del Banco di Roma: Vasily Smyslov

Smyslov nel 1971 (Koen Suyk, cropped)

(Antonio Monteleone)
Dopo fortissimi giocatori e un Vice-Campione del Mondo, arriva ai Tornei del Banco di Roma un Ex Campione del Mondo: Vasily Smyslov.
Diciamo che il GM sovietico aveva oramai passato gli anni migliori, ma era pur sempre un giocatore che portava con sé il fascino del Campione e una storia veramente importante:

  • Campione del Mondo nel 1957.
  • Ha partecipato a ben 8 Tornei dei Candidati! Il primo nel 1948 e l’ultimo nel 1985.
  • Ha vinto ben 8 Olimpiadi con la Squadra Sovietica di cui in 4 ha preso l’oro come miglior risultato di scacchiera.
  • Ha vinto 5 Campionati Europei a Squadre con la squadra sovietica e altrettanti come migliore risultato di scacchiera dal 1957 al 1973.
  • Ha vinto due Campionati Sovietici nel 1949 e nel 1959.

Insomma, un grande giocatore non più nel fiore degli anni ma da guardare sempre con ammirazione e rispetto.

Di lui, più che la vittoria del Titolo Mondiale contro Botvinnik, mi è rimasta impressa la sua vittoria al “Torneo Internazionale di Zurigo del 1953“. Un Torneo dei Candidati giocato con una formula che sicuramente sarà piaciuta, e piacerebbe ancora, anche a Riccardo: 28 turni (!!) giocati dal 29 agosto al 24 ottobre del 1953 con un doppio girone all’italiana e 15 giocatori che si contesero l’unico posto disponibile, il primo, per poter sfidare l’allora Campione del Mondo.

Un tipo di torneo che difficilmente oggi si potrebbe disputare perché nessun giocatore s’impegnerebbe in un unico torneo della durata di circa due mesi. È inutile ricordare (o forse no?) che quel torneo ci viene raccontato da uno dei più bei libri di Scacchi mai stampati: quello omonimo di David Bronstein. Sì, va bene, si parla del Giurassico, libri stampati e commentati senza l’ausilio dell’amico elettronico, e molto probabilmente i giovani d’oggi non lo hanno mai letto, ma le spiegazioni e i commenti dati in tutte le partite dallo stesso Bronstein, sono veramente una pietra miliare degli scacchi che tutti dovrebbero conoscere.


Smyslov prese parte all’undicesima edizione del Torneo di Banco di Roma che si rilevò poi essere l’ultima. Vederlo dal vivo e a pochi metri, fu per me una vera emozione, anche se un poco mi faceva soggezione: Alto, snello, ben vestito e con dei grandi occhiali a forma rettangolare con gli spigoli arrotondati, come andavano all’epoca, portamento eretto e deciso e faccia seria con qualche raro accenno di sorriso. Insomma sembrava un professore e, non so perché, a me gli scacchisti con gli occhiali hanno sempre evocato “quelli forti”.

Sapere che era stato, anche se per un solo anno, Campione del Mondo, te lo faceva vedere in maniera diversa dagli altri giocatori. Uno che aveva affrontato in più match per il titolo il grande Botvinnik e che, nonostante ne avesse persi due, poteva vantare contro di lui uno score positivo!

Ma poi, stupefacente, era l’età con la quale si presentava a questo torneo, dove come abbiamo visto ci furono diversi ultracinquantenni: sessantasette anni!!

Ricordo solo che feci il tifo per lui nel Match di Semifinale del Torneo dei Candidati nel 1983, dove trovò la stella ungherese Zoltan Ribli che aveva i favori del pronostico. Ribli era trent’anni più giovane e all’apice della sua carriera agonistica. Cinque anni prima fu uno degli artefici, giocando in seconda scacchiera, della clamorosa e storica vittoria delle Olimpiadi di Scacchi della squadra ungherese.

Eppure, quando tutto sembrava apparecchiato, incontrò sulla sua strada un sessantenne che giocò come un ventenne. Particolarmente impressa nella mia mente, rimase la quinta partita del match, dove alla Semi-Tarrasch del Gambetto di Donna di Ribli, allora in voga tra i giocatori ungheresi come abbiamo visto con Pinter, Smyslov rispose con una tranquilla variante che portava ad una posizione con il Pedone Isolato del Bianco, dove sviluppò un feroce attacco condotto con vigoria giovanile, con il sacrificio di pezzi che mai ti saresti aspettato da un apparente quieto e “pacifico vecchietto”.

La riporto rapidamente e senza commenti, perché per me fu veramente stupefacente, in un’epoca in cui non c’erano ancora gli Engines Scacchistici e tutto sembrava veramente incredibile.



Mamma mia! ma ha preso una pozione della giovinezza? Ma veramente l’età conta così tanto negli Scacchi? Oppure se si mantiene una mente efficiente, attiva e libera, le indubbie differenze vengono drasticamente attutite? Questa partita farebbe propendere per questa ipotesi.

Tornando al nostro torneo, pur avendo una ragguardevole storia alle sue spalle, Smyslov non partiva come favorito, essendo presente il forte GM Boris Gulko, Scacchista statunitense ma di origine sovietica, che diventerà successivamente l’unico giocatore ad aver vinto un Campionato di Scacchi sovietico e uno statunitense! Gulko, oltre alla ventina di anni in meno aveva anche il punteggio ELO più alto del torneo. Ma come già visto, il vecchio leone era ancora capace di dare qualche “zampata”.

Eccolo al primo turno incontrare un GM ungherese, sempre presenti in questi nostri tornei.



Come inizio torneo, decisamente niente male. La forza di gioco c’è sicuramente e si è manifestata con la posizione leggermente migliore che mossa dopo mossa è sempre migliorata, fino a che il Nero si è ritrovato in posizione persa senza quasi rendersene conto.



Beh, di idee ce ne sono ancora tante, come è ancora molto alta la capacità di valutare la posizione. Non si diventa Campioni del Mondo per caso!


Smyslov contro Browne, Torneo IBM 1971, Amsterdam (H.Peters – ANEFO)


E qui Smyslov ha confermato la sua fama. Ha manovrato con decisione, è sicuramente stato aiutato dal suo avversario, ma sono quelle posizioni in cui basta un niente per ritrovarsi in posizione persa.

Dopo una patta “amichevole” con Gulko, Smyslov arriverà a sei punti insieme allo stesso Boris e al GM jugoslavo Marjanovic, con quest’ultimo che vincerà il torneo per spareggio tecnico.

Nonostante tutto una grande prova, a dimostrazione che, come si dice in questi casi, “la classe non è acqua” e che a volte l’anzianità è solo anagrafica.

Pensare che in gioventù Smyslov aveva come obiettivo principale quello di diventare un cantante di opera, ma dopo un’audizione fallita al Teatro Bolshoi, “ripiegò”  sugli Scacchi. Benedetti quegli auditori che lo bocciarono!

Lessi da qualche parte, non ricordo quando e dove, che lui era un’autodidatta e approcciò il gioco con dei libri e l’aiuto del padre.

Mentre lo leggevo, mi sono riconosciuto in pieno, essendo stato questo il mio identico percorso iniziale, ma non ho potuto poi che farmi una domanda, rivolgendola anche a qualche Entità Superiore guardando verso il cielo, domanda alla quale, naturalmente, non ho ricevuto e non c’è risposta: “Perché?”

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