Gastone Bernheimer, scacchista e musicista
Gastone Bernheimer con le braccia conserte (particolare dal XI. TORNEO SCACCH. NAZ. - ROMA 1911)
(Mario Spadaro)
Gastone Bernheimer (Livorno 25/6/1880 – Parigi 5e arrondissement 11/4/1939) è stato un pianista e compositore, nonché uno dei migliori scacchisti italiani dei primi del ‘900.
Per ogni appassionato di zatrichiologia (lo studio storico del gioco degli scacchi e dei suoi personaggi), condizione indispensabile è avere un certo numero di fonti, da cui come fa un buon segugio, si dovranno tenacemente scovare tracce più nascoste sulle quali eseguire ulteriori ricerche.
Bernheimer infatti è un personaggio talmente riservato, schivo e sfuggente, che per un certo tempo perfino non si aveva certezza che fosse nato realmente a Livorno.
Quelle poche e scarne notizie sulla sua biografia, in gran parte sono pervenute per merito dei ricordi del Prof. Alessandro Rizzacasa, al quale va la mia gratitudine, e precisamente tramite:
- Cenni di Storia degli scacchi a Livorno, supplemento a CN-Comune Notizie, n° 47-48 n.s. Luglio-Dicembre 2004;
- Un articolo sul quotidiano La Nazione pubblicato il 13 settembre 2013.
Scrive il prof. Rizzacasa: «proveniva da una facoltosa famiglia ebraica originaria di Magonza, in Germania. Aveva due fratelli, uno impresario teatrale (si deve a lui la prima assoluta della pucciniana “Tosca” a Livorno), l’altro professore di paleografia ebraica (o mediorientale) all’università di Bologna».
Su quest’ultimo fratello ho fatto molti progressi ed ho accertato cosa esattamente insegnava, tramite una fonte (e da qui proseguendo le ricerche ho ricostruito la sua identità); la fonte è questa: Nazario Sauro Onofri – Ebrei e fascismo a Bologna, 1989, pag.123.
Infatti questo autore effettuò, tra l’altro, una ricerca accurata nelle cartelle personali dell’archivio universitario, rintracciando una sessantina di nomi dei docenti ebrei espulsi dall’università in dipendenza delle leggi razziali nel periodo fascista e fra questi vi era Bernheimer Carlo, libero docente di sanscrito.
Carlo Bernheimer (Livorno 1877-1966) oltre ad essere orientalista e paleografo, si occupò prevalentemente di antichi testi ebraici, sia a stampa sia manoscritti e fu autore del primo manuale di codicologia ebraica organicamente indirizzato all’approfondimento della materia (il Comune di Livorno gli ha dedicato una strada cittadina nella zona Montenero, cambiando il precedente nome della stessa, che era Via 19 luglio 1944, data in cui gli alleati liberarono Livorno).
Si ritiene che i tre fratelli avessero effettuato studi musicali (come si usava con frequenza in quel tempo nelle famiglie nobili o benestanti, nelle quali le donne erano destinate a suonare il pianoforte, mentre per gli uomini vi era la scelta tra pianoforte o violino).
Tanto per fare un esempio pratico: il mio mentore scacchistico, l’Ing. Ignazio Clementi Landolina, suonava il violino per diletto, mentre suo figlio Aldo (che diverrà un grande compositore insieme al suo amico e compagno di corso Ennio Morricone), scelse lo studio del pianoforte.
Gastone (o alla francese Gaston) proseguì il suo percorso di musica in forma professionale e con lusinghiero successo, affermandosi in campo europeo.

Fu commerciante di strumenti musicali (risulta che sia stato a capo di una impresa di import-export di pianoforti con sede in Egitto dagli anni venti), ma soprattutto concertista e compositore (diverse sue opere ci sono pervenute e vengono tuttora suonate). Una delle sue opere In Slumber, Op.24/1 è rintracciabile su You Tube:
Prese residenza a Parigi dove vi era la casa editrice che stampava le sue partiture, ritornando però molto spesso in Italia proprio per giocare a scacchi.
Il suo cammino scacchistico fu altalenante, perché giocava a scacchi da amatore e non in continuità, ma soltanto quando il suo lavoro gli lasciava del tempo libero, ciononostante riuscì ad ottenere alcuni risultati di grande rilievo.
Dai dati di cui si ha contezza, il suo debutto avvenne al V Torneo USI svoltosi a Roma nell’ottobre del 1911, nel quale nonostante la forza degli avversari, riuscì ad ottenere punti 7,5 su 16.


Dall’archivio elettronico della FSI risulta che nel 1912 a Livorno, disputò un match con Raffaello Foraboschi, vinto da quest’ultimo per 5 a 2.
Il prof. Rizzacasa manifesta che Bernheimer disputò diversi match cittadini con Foraboschi, che gli era presumibilmente inferiore.
Non ho elementi che si riferiscono a questi match (probabilmente svoltisi a livello locale ed in forma privata), ma a sostegno del parere del prof. Rizzacasa, ho osservato che nei due tornei nei quali furono presenti entrambi i giocatori, Bernheimer si classificò meglio di Foraboschi.
Dopo una pausa durata ben cinque anni, nel 1917 partecipò al Torneo del Caffè Balbo di Roma (nel quale tra i concorrenti vi era anche Ignazio Clementi Landolina, che si classificò al quinto posto), terminando primo a pari punti con il conte Antonio Sacconi, davanti al marchese Stefano Rosselli del Turco finito al terzo posto, ma il match di spareggio per la vittoria finale fu vinto nettamente da Sacconi, che su quattro partite ne vinse tre pattandone una.
Due anni dopo Bernheimer ottenne il miglior risultato della sua carriera scacchistica, arrivando al secondo posto al II Memoriale Edoardo Crespi svoltosi a Milano nel 1919.

«N.B. Al sig. Rosselli Del Turco venne assegnata la medaglia d’oro, dono di S.M. il Re ed al sig: Bernheimer quella grande in argento, donata da S.M. la Regina Madre [Italia Scacchistica 1919 pag. 78] »
Sempre sull’Italia Scacchistica del 1919 a pag. 79, l’autore dell’articolo Alberto Batori esprime un giudizio sullo stile di gioco del maestro: «Il Maestro Bernheimer si rivelava ben presto in ottima forma. Il suo gioco sistematico e prudente, fondato sulle piccole risorse, ha incontrato sempre buon esito in questo Torneo, dandogli una serie di risultati molto regolare.»
La seguente è una partita vinta da Bernheimer contro il maestro Napoli, commentata da Rosselli del Turco.


Ernesto Napoli – Gaston Bernheimer
II Memoriale Edoardo Crespi
Milano, ottobre 1919
[Note di S. Rosselli]
Nell’agosto del 1920 giocò al XVI Torneo Nazionale di Viareggio, ottenendo un altro risultato di rilievo classificandosi al terzo posto.
Sull’Italia Scacchistica del 1921 a pag. 24, l’autore dell’articolo Alberto Batori, scrive: « Il M.o Bernheimer, calmo, cauto e tenace, seppe confermar la sua fama; però lo stile di gioco che predilige lo obbligò a partite lunghissime, anche contro avversari meno forti di lui, procurandogli qualche insuccesso assai dannoso.»

A questo torneo presero parte anche i palermitani Luigi Palmeri di Villalba (figlio del marchese Salvatore e di donna Elisa Oberty) e suo figlio Rodrigo, le cui biografie sono state descritte in maniera eccellente dal caro amico Prof. Santo Daniele Spina (noto storico degli scacchi), in un articolo intitolato «Una famiglia di scacchisti: Luigi, Rodrigo e Antonietta Palmeri di Villalba a cavallo tra ottocento e novecento», pubblicato nell’anno 2009 nella rivista Scacchi e Scienze applicate.
Sempre dall’Italia Scacchistica del 1921 a pag. 24 apprendiamo: «… il Ten. Rodrigo di Villalba, il più giovane dei torneanti, che oppose una strenua resistenza ai temibili avversari, non escluso Rosselli col quale si trovò in finale con un pedone di più. Certo egli era impreparato ad una competizione così ardua ed infatti desiderava partecipare al torneo minore: ma questo non venne organizzato perché all’ultim’ora mancò qualche attesa iscrizione in quello magistrale, ove si sperava nella partecipazione di Dolci, Sani e Singer.»
Le foto dei tre personaggi della famiglia Palmeri di Villalba, nel 2015 sono state inserite nel libro «Vecchie immagini di scacchisti in Sicilia 1500-1979», libro nel quale il Prof. Spina ha aggiunto anche quelle di mio padre e di chi scrive.
Nell’ottobre dello stesso anno 1920, inaspettatamente finì all’ultimo posto nel torneo Quadrangolare di Genova.

Nell’agosto del 1921 invece disputò a Viareggio il 1° Campionato Italiano, condividendo un prestigioso 3/4 posto col maestro Giuseppe Cancelliere di Palermo (era un professore di matematica, che mio padre conobbe quando abitò nel capoluogo siciliano per alcuni anni e frequentò il locale circolo scacchistico).


L’ultimo torneo disputato quattro anni dopo da Bernheimer, fu il forte Torneo Internazionale di Bologna svoltosi dal 13 al 27 settembre del 1925 nella Galleria d’Armi del Circolo di Cultura, nel quale terminò dignitosamente nel centro della classifica.


In piedi da sinistra: Calà, Hellmann, Cenni, Rastrelli, Del Pezzo, Rosselli, Monticelli, Seitz, Sacconi.
Seduti da sinistra: Calapso, Guarini, Foraboschi, Patay, Szigeti, Bernheimer, Böhm
Concludo con l’affermare che Gastone Bernheimer fu un forte dilettante che progredì tanto da diventare maestro, confrontandosi con i migliori scacchisti italiani dell’epoca ed anche con giocatori stranieri.
Raffaello Foraboschi, mio Bisnonno