Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Scacchi-tennis, abbinata vincente (specie per i tennisti…)

(Adolivio Capece)
Gli scacchi: mi mettono in funzione ogni neurone del cervello, mi costringono a trovare strategie e questo ha ricadute positive anche nel tennis: mi rende più veloce nel trovare soluzioni contro gli avversari. Negli scacchi, come nel tennis, se ti perdi per un momento il gioco è finito e non lo ribalti più. Grazie ad alfieri e cavalli osservo meglio anche i movimenti della palla in campo.”

Così si è espresso in una recente intervista il giovane tennista Carlos Alcaraz Garfia da Murcia (classe 2003), già vincitore di “Slam” e da tempo fra i primi 3 giocatori al mondo.
Ma perché oggi vi parlo di tennis, o meglio dell’abbinata tennis-scacchi? Perché in un recente post il bravo Riccardo Moneta ha scritto: “Qui sul Blog abbiamo parlato di scacchi e rugby, di scacchi e football, di scacchi e pugilato. Ecco, si potrebbe parlare anche di scacchi e scherma…
Quando ho letto questa frase mi sono chiesto: ‘… e scacchi-tennis”? Ma come, su UnoScacchista non ci si è mai occupati di scacchi-tennis? In realtà non è stato così, UnoScacchista aveva già affrontato il tema in “Scacchisti sul campo da tennis“.

In ogni modo in quello ed in altri post si è accennato soprattutto agli scacchisti che per relax giocano a tennis (Fischer, Kramnik, Carlsen), meno ai tennisti che giocano o giocavano a scacchi.
Eppure, seguendo quanto affermato dal campione iberico Carlos Alcaraz, e confermato anche in alcune dichiarazioni da Boris Spassky, potremmo dire che giocare a tennis è un po’ – con tutti i distinguo – come giocare a scacchi ‘lampo’ con l’incremento di 2 secondi: hai giusto il tempo per riflettere sulla strategia da usare e con che colpo rispondere alla palla dell’avversario.

E allora vediamo qualche altra curiosità sulla abbinata scacchi-tennis.
L’abbinata scacchi-tennis che secondo me non si può fare a meno di ricordare l’abbiamo vissuta qui in Italia nel 1990.
Si era a Biella, dal 12 al 15 luglio, subito prima dei campionati italiani giovanili Under 16. Fu organizzata una divertente sfida ‘scacchi-tennis’, un ‘triangolare’ a coppie con Anatoly Karpov abbinato al famoso tennista australiano Martin Mulligan, Boris Spassky abbinato al cecoslovacco Tomas Smid (campione di doppio) e lo svedese Ulf Andersson, abbinato al tennista Jan-Erik Lundquist, pure svedese.
Si giocava a tennis in doppio, mentre a scacchi i due giocatori della coppia dovevano muovere alternativamente una volta ciascuno.
Piccola parentesi: sia Karpov sia Spassky erano con le loro mogli: per Karpov la seconda, Natascia, che un paio di volte in piscina si mise in costume da bagno a prendere il sole e con il suo fisico statuario conquistò molti ammiratori; per Spassky la terza, Marina, elegante signora francese.
Da ricordare la partita a scacchi di Karpov e Mulligan contro Spassky e Smid: ad un certo momento Mulligan mise la Donna in presa, Spassky sorrise e gli fece cenno di rifare la mossa. Poco dopo fu la volta di Smid a mettere la Donna in presa: Karpov sorrise e … catturò la Donna!

A tennis chi giocava meglio tra gli scacchisti era Spassky, che del resto aveva praticato questo sport da ragazzo, quando anche faceva atletica: si permise di correre i 100 metri piani in 10.5 secondi e nel salto in alto arrivò a m. 1,85 (“il massimo che avrei potuto raggiungere erano i 2 metri e 02” affermò una volta).
Karpov era il più impacciato, specie nel servizio.
Dei tennisti chi giocava meglio a scacchi era Smid, che aveva imparato a giocare da ragazzino.

Proseguiamo nella nostra panoramica sui tennisti scacchisti, ricordando il celebre campione cecoslovacco Ivan Lendl: fu avviato da piccolo agli scacchi dal padre, pure grande appassionato del gioco, e fu campione juniores di scacchi del suo paese, ma poi scelse il tennis.

Anche Bjorn Borg a quanto pare sa giocare, almeno stando ad una foto pubblicata da Repubblica nel 2017 che lo ritrae impegnato in una partita a scacchi con Richard Branson, il patron di Virgin.
Beh, parlando di Borg non possiamo non pensare subito a John McEnroe, che a scacchi sapeva giocare, come dimostra una scena chiave del film “Borg vs. McEnroe”, quando il giovane McEnroe gioca a scacchi con il padre la sera prima della mitica finale di Wimbledon 1980, cercando la concentrazione e parlando di come affronterà il fortissimo svedese all’indomani. Anzi, possiamo dire che la sfida alla scacchiera era un appuntamento classico tra padre e figlio nei primi anni di carriera di John.
Ricordiamo poi il russo Daniil Medvedev, soprannominato il “maestro degli scacchi, che, in una lunga intervista concessa alla rivista tedesca Tennis Magazin, ha parlato del proprio stile di gioco e del futuro dopo la carriera tennistica:

Il tennis come una partita a scacchi? L’accostamento è meno bizzarro di quello che si potrebbe immaginare. Io ho un tennis diverso dai miei rivali e c’è chi dice che il mio tennis sia noioso… francamente non mi importa.
Io ho un gioco tattico, dietro c’è un pensiero. Dopo il tennis potrei diventare allenatore oppure professionista degli scacchi, gioco che mi piace molto ed è molto vicino al tennis e al mio in particolare. Ovvio che non sono il re degli scacchi, ma il nomignolo dipende dal fatto che ho giocato molto quando ero ragazzo.
Ho imparato le varie combinazioni, poi è successo che giocavo meglio a tennis: così alfieri e cavalli sono il mio divertimento con gli amici, che però mi battono regolarmente. Ma, a costo di essere poco modesto, mi sembra di essere intelligente sul campo da tennis, quindi penso che giocare a scacchi mi abbia insegnato qualcosa: per questo mi chiamano ‘chessmaster’.”

Daniil Medvedev

E arriviamo a Boris Becker che iniziò a giocare a scacchi da teenager con lo storico coach Gunther Bosch, traendone grandi benefici: “Gunther pensava che avrei ampliato la mia consapevolezza nel costruire il punto se avessi imparato a giocare a scacchi – ha raccontato Becker. La strategia è importante negli scacchi come nel tennis. Essendo ogni incontro un testa a testa, è importante rimanere sempre un passo avanti rispetto al tuo avversario”. Un metodo che Boris ha portato anche nel team Djokovic nel periodo di loro collaborazione, con lunghe partite all’ultima mossa tra lui e Novak.
Immagino che gli appassionati di tennis si stiano chiedendo: e Jannik Sinner? Gioca a scacchi Sinner? Forse sì, perché recentemente raccontandosi in esclusiva a Sky ha dichiarato: “Il tennis? Una partita a scacchi! È come un gioco di scacchi e a me questo gioco /gli scacchi/ piace molto”.

Facciamo un salto nel passato per ricordare Jack Kramer, uno dei più grandi tennisti di sempre, che affermò che “per essere un campione, devi avere la mente di un giocatore di scacchi e la resistenza di un maratoneta”.
Anche Althea Gibson, campionessa negli anni ’50, affermava che “il tennis è come il gioco degli scacchi: devi manovrare, conoscere i punti di forza e debolezza del tuo avversario”.
A proposito, tra le tenniste vanno ricordate come giocatrici di scacchi Jennifer Capriati e Anna Kournikova.

Anna Kournikova

E infine vediamo cosa ha affermato Jim Egerton, ex giocatore e coach, oltre che fondatore di “Chess-Now”, società di training che utilizza gli scacchi per aiutare a sviluppare il pensiero strategico negli affari, nello sport e nell’istruzione.

Ritengo che gli scacchi siano un campo di allenamento per la mente: sia gli scacchi che il tennis richiedono di pensare in combinazioni se vuoi avere successo. Combinazioni come servizio e volée, attacco cross e avanzamento per chiudere l’angolo o palla corta e pallonetto ti costringono a pensare due o tre colpi successivi per costruire il punto. A scacchi, se riesci a mettere insieme due tattiche in una combinazione, puoi semplicemente fare le mosse che ti portano alla vittoria. Il tennis è più difficile perché c’è l’elemento fisico, devi esser in grado di fare la giocata. Anche se fai tutto nel modo giusto mentalmente, devi eseguire il colpo per vincere, ma si parte dal pensiero”.

E concludiamo con due scacchisti che avrebbero potuto avere (forse) una carriera nello sport fisico, ma che alla fine hanno preferito lo sport della mente.
Paul Keres, stando a quanto dichiarato dal GM Hort, “Preferiva giocare in doppio; Keres aveva un ottimo servizio ed era un tennista eccellente”.
E Josè Capablanca, che a 16 anni, nell’estate del 1904, andò negli Stati Uniti per perfezionarsi in inglese e si iscrisse alla facoltà di ingegneria chimica della Columbia University, dove si distinse per la sua bravura a tennis; come detto avrebbe potuto avere una buona carriera in questo sport, ma poi preferì gli scacchi.

Game, set and match …


P.S.: Nell’immagine sotto il titolo: (non?) si riconosce Jannik Sinner, in allenamento sui campi del Foro Italico di Roma, maggio 2023.

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1 ha pensato a “Scacchi-tennis, abbinata vincente (specie per i tennisti…)

  1. su wikipedia potete vedere la partita di becker kasparov https://it.wikipedia.org/wiki/Boris_Becker#:~:text=Becker%20%C3%A8%20un%20buon%20giocatore,diretta%20sulla%20rete%20statunitense%20CNN.

    ora dopo uno che gioca 1.e4 2.Dh5 3 Df3 ci possiamo anche fermare
    becker era il mio preferito sui campi da tennis, solo per lui mi alzavo nel cuore della notte per vederlo giocare
    ma con gli scacchi anche no.

    Medvedev gioca a scacchi? bene non riesco a trovare nulla e non risulta nella FIDE, lui dice che sa giocare ma sarebbe bello trovare qualche sua partita…. contattatelo su istagram twitter facebook se potete…. grazie

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