Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Una triste notizia: Zenón Franco Ocampos ci ha lasciato

Zenon Franco (David Llada)

(Uberto Delprato)
La grande famiglia scacchistica si accresce continuamente di nuovi amici ma, inevitabilmente, molti ne perdiamo col trascorrere degli anni. Per noi che abbiamo qualche primavera alle spalle, i giocatori con cui siamo venuti a contatto sono numerosi e per coloro che sono stati nostri compagni di viaggio, seppur per lo spazio di una sola partita, c’è sempre un momento di commozione quando veniamo a sapere della loro scomparsa.

Tra i Grandi Maestri con i quali ho avuto la fortuna di giocare e di scambiare qualche momento di analisi e di convivialità c’è il paraguayano Zenón Franco, che è venuto a mancare lo scorso 1 ottobre a Santiago de Compostela (Spagna). Prima ancora del mio ricordo personale, c’è sicuramente la perdita di un grande rappresentante degli scacchi dell’America Latina.

Nato ad Asunción (Paraguay) il 12 maggio 1956, Zenón è stato il primo Grande Maestro della sua nazione, che ha rappresentato 9 volte alle Olimpiadi, a cui si aggiunge una partecipazione con la Spagna, sua nazione di residenza dagli anni ’90. Oltre ai titoli nazionali e ai tornei vinti, la sua bravura alla scacchiera è proprio testimoniata dai risultati alle Olimpiadi: medaglia d’oro in prima scacchiera alle Olimpiadi di Lucerna (1982) e di Novi Sad (1990).

Zenon Franco contro Tigran Petrosian al Torneo Clarin di Buenos Aires del 1979 (finì patta)

La sua passione per gli scacchi, vivace fin dall’infanzia, lo ha poi portato a diventare un divulgatore di grande successo: 611 articoli nel blog TablaDeFlandes e 724 articoli per il quotidiano paraguayano ABC color la dicono lunga sull’importanza che Zenón ha avuto per il movimento scacchistico di lingua spagnola ed in particolare paraguayano. Anche gli appassionati italiani hanno potuto godere dei suoi articoli su Torre & Cavallo, come sicuramente molti ricorderanno.

Non va dimenticata, inoltre, la sua prolifica vena di autore, che ha prodotto negli anni ben 38 libri in spagnolo, inglese ed italiano (la mini-serie “A te la mossa!” per Messaggerie Scacchistiche).

Il mio amico David Llada ha commentato la notizia della morte di Zenón ricordando che in una conversazione recente gli aveva detto di essere intenzionato a giocare alle Olimpiadi del 2026 per festeggiare i 50 anni dalla sua prima Olimpiade. Noi uomini abbiamo sempre voglia di pianificare e di guardare avanti con ottimismo …

Zenón Franco alla scacchiera

I miei incontri con Zenón sono di molti anni fa, precisamente nel settembre e ottobre del 1984. Ero da poco diventato Candidato Maestro e fu emozionante giocare contro di lui, ancora Maestro Internazionale, a Sesto Fiorentino durante il 10° Campionato a Squadre ARCI. Fu una buona patta e lui fu molto gentile nei miei confronti.

Poi, con mia grande sorpresa, ci trovammo di nuovo di fronte nel torneo di Arco di Trento dell’ottobre successivo. Giocai di nuovo col Bianco e riuscii a migliorare l’apertura che avevo giocato il mese prima, andando in grande vantaggio. Alla fine la sua esperienza e il mio timore di sprecare un risultato di prestigio condussero ad una nuova patta che, dopo una piacevole analisi, Zenón commentò con un semplice “Be’, diciamo che per me questa era peggio di quella precedente!“. Risate, pacche sulle spalle e via verso la partita successiva.

Buon viaggio, Zenón.

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