L’Orlando Furioso e la Dama Rabiosa
(Daniele Ganapini)
Sabato 30 novembre 2024 si è tenuta a Reggio Emilia una iniziativa dedicata agli scacchi al tempo di Ludovico Ariosto, organizzata da Circolo Scacchistico Ippogrifo e Centro sociale Venezia per celebrare il 550° anniversario della nascita del più grande poeta reggiano e del Rinascimento italiano.
La presentazione della più antica partita conosciuta, giocata con regole che possiamo considerare attuali e coeva proprio alla nascita dell’Ariosto, è stata proposta a tre voci corrispondenti ai ruoli ricoperti dagli autori del poema Scachs d’Amor, ricorrendo sia a traduzioni fedeli al testo originale in valenciano sia grazie a una libera reinterpretazione in versi.
Una serie di simultanee ha quindi preso il via a partire da un momento preciso di quella prima partita, con successiva premiazione della prosecuzione più interessante ma anche della giocatrice più giovane fra i partecipanti.

In apertura, dopo gli interventi di saluto, la giornata aveva invece offerto un approfondimento sul rapporto ideale tra Orlando Furioso e la Dama Rabiosa, in linea con la trasformazione del gioco nello spirito dei tempi e, in particolare, attraverso i legami che uniscono la storia degli scacchi a tre Dame descritte nei canti XIII e XLII del poema ariostesco. Donne divenute famose per la loro vita e le capacità di reggenza, come attestano i pannelli esposti nell’occasione e qui a seguito riprodotti, intitolati all’Autore e alle sue nobili coetanee: Isabella, Beatrice e Lucrezia della casa d’Este.
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Ludovico Ariosto: Una vita del Rinascimento
L’epoca storica vissuta da Ludovico Ariosto è quella della piena Rinascenza, costellata da fatti straordinari, drammatici, memorabili. La scoperta del Nuovo Mondo è contestuale agli enormi cambiamenti che accadono in quello Antico, aprendo appunto all’età moderna.
L’Italia del Rinascimento è una scatola da gioco che all’interno va colmandosi di opere dell’arte e dell’ingegno, mentre all’esterno mostra una scacchiera sulla quale famiglie e stati italiani studiano le loro mosse, sperando di vincere i “partiti” e di sottrarsi alla sempre più inevitabile calamità della “servitute”.
A Ferrara gli Estensi danno vita a una delle corti più raffinate d’Europa e i primi duchi Borso ed Ercole sono principi esemplari del dispotismo rinascimentale. Ampliano e abbelliscono palazzi delle Delizie, come Schifanoia e Belriguardo, e fanno della città stessa un modello edilizio e urbanistico.
In tale contesto avrà luogo la formazione letteraria, giuridica e artistica dell’Ariosto, ricoprendo vari incarichi prima di entrare al servizio del cardinale Ippolito e poi del nuovo Duca Alfonso, entrambi figli di Ercole I.

di Domenico Poggini (ante 1591)
Samuel H. Kress Collection
National Gallery of Art Washington, DC.
Gli Scacchi e la Donna tra il 1470 e il 1530
Se la vita di Ariosto incrocia anche la storia degli scacchi molto lo si deve proprio alla passione degli estensi per il gioco. Borso ebbe una biblioteca dedicata mentre Zoanne Saduleto dello “studium” ferrarese si esibì nel gioco alla cieca per papa Pio II nel 1459 e ancora nel 1478 “contro fiero giocatore che è venuto di Spagna”. Il duca Ercole possedeva nel 1493 19 giochi in avorio, osso e vetro e il suo segretario Siverio Siveri scrisse il 4 febbraio: «Fino ad ora di posare se attese al zocho di scachi el quale pur tropo delecta a Sua Excellentia, per modo che maior parte assai del tempo eh’ el sta in camera o in lo suo saletino fino a nocte non attende quasi ad altro et cum diversi giocatori hora cum maestro Zacharia hora cum Lionello de Fiasco hora cum Zoanne Lombardo, el quale hora è il favorito…”
Sono gli anni nei quali maturano le innovazioni scacchistiche che riguardano l’arrocco, la cattura en passant ma soprattutto il ruolo e la forza della Regina, che diviene il pezzo dominante il campo. Si tratta di quel gioco moderno, la cui prima trasposizione è appunto contenuta nei versi dello Scachs d’amor feta per don Francí de Castellví e Narcis Vinyoles e Mossèn Fenollar manoscritto probabilmente negli stessi anni in cui venne dipinta l’immagine della Novella del giocatore di scacchi. Gli iberici distinguono un gioco viejo da uno de la dama, che sarà denominato da Luca Pacioli “a la rabiosa” e divulgato in Italia, tramite i trattati di Pedro Damiano (1512) e Gerolamo Vida (1527). Un gioco ove la donna primeggia così come nell’incipit dell’Orlando Furioso.

Liberale da Verona (o Gerolamo da Cremona?)
Metropolitan Museum of Art New York
[Di Sailko – Opera propria, CC BY-SA 3.0]
Gli Scacchi nell’Orlando Furioso
Anche se nel poema ariostesco figura una sola citazione prettamente scacchistica (XVIII. 38), essa attesta con certezza l’importanza del gioco presso la corte marcando un passaggio narrativamente fondamentale come la reazione reale di Carlo Magno all’assedio subito a Parigi.
XVIII. 38
Poi c’al partir del Saracin si estinse
Carlo d’intorno al periglioso fuoco,
tutte le genti all’ordine ristrinse.
Lascionne parte in qualche debol loco:
adosso il resto ai Saracin spinse,
per dar lor scacco e guadagnarsi il gioco
Va sottolineato inoltre come nell’ultimo canto (LXVI. 13) venga citato “Vida cremonese” che già era noto per i suoi studi in materia e che col suo De ludo scacchorum (altrimenti noto come Scacchia ludus) richiama nel primo Cinquecento il confronto tra dei olimpici dell’antecedente testo valenciano di fine Quattrocento.
Presunte ispirazioni riguardanti il pezzo della Regina e il nuovo potere della “rabiosa” sono state riferite a personalità quali Isabella di Castiglia, Caterina Sforza e altre signore del tempo. Sta di fatto che le tre giovani donne ricordate sia al canto XIII sia nel XLII appaiono esempi ideali di un nuovo modo di interpretare un gioco che Ariosto conosceva e la stessa complessità del mondo.
L’incipit e l’oggetto del poema

Editio “princeps” 1516
Ariosto Orlando Furioso 1516 3.jpg – Wikipedia
Biblioteca comunale Ariosteo di Ferrara.
(cliccando si apre la prima pagina a schermo intero)
Qui la prima versione di un testo che poi evolverà nel più noto e definitivo:
Le donne, i cavallier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto,
che furo al tempo che passaro i Mori
d’Africa il mare, e in Francia nocquer tanto,
seguendo l’ire e i giovenil furori
d’Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano.
Abbandonando di conseguenza quella d, isolata e elegantissima, iniziale emblematica della parola Dama.
Isabella d’Este Gonzaga, Marchesa di Mantova
La prima Dama da ricordare è sicuramente quella che la maga Melissa indica appunto per prima quando elenca a Bradamante la discendenza che verrà dalla sua unione con Ruggero. Isabella d’Este fu lettrice e amica di Ariosto, protagonista di successi politici a Roma e presso l’imperatore, straordinaria mecenate promotrice delle arti a Mantova. Si legge infatti nell’Orlando Furioso:
XIII. 59
De la tua chiara stirpe uscirá quella
d’opere illustri e di bei studii amica,
ch’io non so ben se piú leggiadra e bella
mi debba dire, o piú saggia e pudica,
liberale e magnanima Isabella,
Gerolamo Vida non le dedicò il proprio trattato sugli scacchi ma un poema sui bachi da seta, a riprova dei molteplici interessi di questa donna di governo. Lo avrebbe invece fatto il matematico Luca Pacioli, autore del De Ludo scachorum ove ricorre l’enunciato “a la rabiosa”, e che attesta nel De viribus quantitatis l’intenzione di dedicare il proprio “jocondo et alegro tractato de ludis in genere, cum illlicitorum reprobatione, spetialmente di quello de schachi, in tuti modi detto Schifanoia et alle excellentie del segnior Marquese et marchigiana di Mantova Francesco Gonzaga e Isabella extense”.
Isabella fu una scacchista, secondo quanto afferma il Bembo. Già a 17 anni avrebbe commissionato un primo gioco e nel 1511 il più noto, all’intagliatore milanese Cleofas Donati.

di Giancristoforo Romano (1498)
Samuel H. Kress Collection
National Gallery of Art Washington, DC.
Beatrice d’Este Sforza, Duchessa di Bari e di Milano
Ariosto avrebbe recitato come attore a Pavia e Milano nel 1493 in occasione del viaggio intrapreso dal duca Ercole per la nascita del nipote, primogenito di Beatrice e di Ludovico il Moro. A distanza di anni descriverà di come, lei mancata, la “formidabile” signoria sforzesca fosse divenuta la rovina d’Italia.
XLII – 91, 92
Beatrice bea, vivendo, il suo consorte,
e lo lascia infelice alla sua morte;
anzi tutta l’Italia, che con lei
fia triunfante, e senza lei, captiva
Beatrice mostrò quelle doti di determinazione, coraggio ed energia di cui forse Il coniuge difettava e venne effettivamente amata e riconosciuta come “principatus socia”. Nel 1495 quando le truppe di Luigi d’Orleans minacciarono Milano e Ludovico non fu in condizione di reagire, lei prese le redini della situazione e si presentò a cavallo persino sul campo di battaglia.
Per la sua indole di “virago” ha certo rappresentato nella realtà il ruolo assunto dalla Regina sulla scacchiera.

di anonimo artista milanese (XV sec.)
Samuel H. Kress Collection
National Gallery of Art Washington, DC
Lucrezia Borgia d’Este, Duchessa di Ferrara, Modena e Reggio
La presenza di Ariosto al corteo di Alfonso e Lucrezia è da ritenersi certa, dato che per l’occasione offrì agli sposi un epitalamio nuziale in latino. Esistono descrizioni della cerimonia e di un inconveniente che ne turbò lo svolgimento. Innervosito dai rumori il cavallo di Lucrezia la fece cadere e il duca Ercole ordinò di sostituirlo con una più mite mula bianca. Nell’Orlando Furioso c’è una scena che richiama quel caso e vede protagonisti una giumenta e proprio colei che è causa della pazzia di Orlando. Nella scena che di fatto la vede uscire dal poema, cade dall’arcione trovandosi riversa “in sul sabbione”.
Ma se, in gioventù, Lucrezia è seducente come Angelica
XIII. 69
Lucrezia Borgia, di cui d’ora in ora
la beltá, la virtú, la fama onesta
e la fortuna crescerá, non meno
che giovin pianta in morbido terreno.
sarà anche una donna capace di emanciparsi e contribuire alla stabilità della casata in guerra e nei compiti di governo, promuovendo sia una propria corte sia l’economia dei ducati, come nel caso della produzione della seta a Reggio. Si rivelò una compagna importante per il duca artigliere Alfonso I, fratello del cardinale Ippolito, di Beatrice e Isabella, e con quest’ultima fu spesso in competizione.ma anche in contatto epistolare.
Sapendo della passione di Isabella per gli scacchi, decise di apprendere anche lei le regole degli scacchi, ingaggiando un maestro “di nome Francesco, spagnolo, che percepiva un salario mensile di 3 lire marchesane”. Sulla base di queste informazioni, Alessandro Sanvito ne ha avanzato la possibile identificazione col famoso Francesch Vincent, autore del primo libro di scacchi a stampa, oggi perduto.

Stile di Giancristoforo Romano (1502)
Samuel H. Kress Collection
National Gallery of Art Washington, DC
In conclusione, se queste cognate, quali dame di potere e di corte, hanno lasciato un segno nella storia del Rinascimento e degli scacchi in Italia, il merito è esclusivamente loro e di come abbiano saputo interpretare il proprio ruolo di Donne e di sovrane. All’Ariosto spetta il merito di averle eternate in quella che Italo Calvino definì nel 1970 “un’immensa partita di scacchi che si gioca sulla carta geografica del mondo” sottolineando che “La carta del mondo è ben più vasta d’una scacchiera, ma su di essa le mosse d’ogni personaggio si susseguono secondo regole fisse come per i pezzi degli scacchi”.

conservato a Modena presso la Biblioteca estense universitaria
Bibliografia e sitografia essenziale
- Ariosto Ludovico, Orlando Furioso, edizioni 1516, 1521, 1532 e successive ristampe, https://it.wikisource.org/wiki/Orlando_furioso_(1928).
- Bertoni Giulio, L’ Orlando furioso e la Rinascenza a Ferrara, Modena, Umberto Orlandini, 1919.
- Beccariva Lino, Ariosto, Modena, Ed. Grafiche STIG, 1974.
- Capece Adolivio, Storia degli scacchi, Milano, De Vecchi, 1973.
- Capece Adolivio, “Le origini degli scacchi in Lombardia”, 2020, https://unoscacchista.com/2020/01/18/le-origini-degli-scacchi-in-lombardia/
- Calvino Italo, Orlando furioso di Ludovico Ariosto raccontato da Italo Calvino, Torino, Einaudi 1970.
- Chicco Adriano, Rosino Antonio, STORIA DEGLI SCACCHI IN ITALIA, Venezia, Marsilio, 1990.
- Flamigni Adriana, Mangaroni Rosella, Ariosto. Una biografia esemplare, Milano, Rizzoli, 1990.
- Macek Josef, Il Rinascimento Italiano, Roma, Editori riuniti, 1972 (prima edizione Praga, 1965).
- Malaguzzi Valeri Francesco, La corte di Lodovico il Moro, la vita privata e l’arte a Milano nella seconda metà del quattrocento, Milano, Hoepli, 1867,
- Sanvito Alessandro, “Antiche e nuove regole: e nel ’500 il gioco degli scacchi cambiò concezione” in Civiltà Bresciana, Anno XVI n. 1, febbraio 2007.
- Sanvito Alessandro, “Gli scacchi prima e dopo Luca Pacioli”, in E. Ulivi, Nuovi documenti su Luca Pacioli, «Pacioli 500 anni dopo, Atti Convegno-Studi-Sansepolcro, 22/23 Maggio 2009», Sansepolcro, 2010.
- Toffanello Marcello, Le arti a Ferrara nel Quattrocento, Gli artisti e la corte, Ferrara, Edilsai, 2010.
- Westerveld Govert, The Poem Scachs d’amor (1475) First Text of Modern Chess, Blanca (Murcia, Spagna), Academia de Estudios Humanísticos de Blanca, 2015.
- Per una versione libera del testo del poema “Hobra intitulada scachs d’amor feta per don Franci de Castelvi e Narcis Vinyoles e Mossen Fenollar” (1474-1477?) si veda https://ca.wikisource.org/wiki/Scachs_d%27amor,
- Per un quadro riassuntivo su Ludovico Ariosto sono consultabili varie fonti, dalla voce di wikipedia a https://www.internetculturale.it/directories/ViaggiNelTesto/ariosto/a.html, e altre legate a istituzioni culturali come https://www.treccani.it/enciclopedia/ o turistiche.
- Per riferimenti al sito ariostesco del “Mauriziano” e sulla presenza a Reggio del poeta si può consultare la pagina web https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Mauriziano.
Daniele Ganapini è nato a Reggio Emilia nel 1958. Da iscritto al Circolo “Capablanca” di Reggio Emilia ha partecipato ad alcune edizioni dei campionati di scacchi a squadre negli anni ’70, pubblicando racconti su “2 Alfieri” e riviste di fantascienza. Dopo la laurea in economia ha lavorato come manager in società operanti per la Regione Emilia-Romagna, scrivendo di scenari economici, costruzioni, sistemi informativi, marketing. E’ tornato ora ad antiche passioni.




I miei complimenti all’autore di questo bell’articolo scacchistico culturale !