Uno Scacchista

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Scaccobollo – Alekhine, 4° Campione del Mondo 1927-1935 e 1937-1946

“Il gioco degli Scacchi, il Re dei giochi, attraverso la filatelia: la Regina degli hobby”

(Roberto Cassano)
E siamo giunti ad Alexander Alekhine, il 4° Campione del mondo degli Scacchi, considerato uno dei più forti giocatori d’attacco di tutti i tempi.

Alexander Alekhine

Su Alekhine, così come per Capablanca, sono state scritte varie storie più o meno romanzate (Teoria delle ombre di Paolo Maurensig – Adelphi, 2015, nel quale si raccontano anche gli ultimi giorni della sua vita, Alekhine. La spia che sapeva giocare a scacchi. Il segreto di un’indagine storica di Angelo Acampora – Ediscere, 2018, La diagonale Alechin di Arthur Larrue – Neri Pozza, 2022) e un film dal titolo “EL JUGADOR DE AJEDREZ”, diretto da Luis Oliveros e presentato al Màlaga Film Festival del 2017, un po’ troppo liberamente ispirato al personaggio, narra di un giocatore spagnolo che, per fuggire dalla Guerra Civile, emigra a Parigi con la sua fidanzata, una giornalista francese mentre Alekhine era nato a Mosca,  figlio della nobiltà russa emigrato a causa della Rivoluzione d’Ottobre del 1917.

Conosceva già il gioco degli scacchi ma quando nel 1901, al circolo di scacchi di Mosca, vide lo statunitense Pillsbury giocare alla cieca una simultanea su 25 scacchiere rimase talmente stupefatto che si interessò sempre di più al gioco.

Alekhine tenne più di 400 esibizioni in simultanea in Europa, nelle Americhe, Africa e Asia di cui un buon numero alla cieca, con l’orologio o in consultazione; lo scrittore Massimo Bontempelli parlando della sua esibizione alla cieca del 25 marzo 1923 tenuta a Milano contro dieci avversari (+6 =2 -2) la definì una ‘satanica prova’.

Alekhine fu un personaggio ambiguo e discutibile per molti e per altri un genio assoluto degli scacchi, la sua vita è stata ricca di episodi e vicissitudini con i quali si potrebbe scrivere non un libro ma un’intera enciclopedia:

  • E’ stato davvero al servizio della polizia moscovita?
  • E’ stato arrestato per il sospetto di avere delle simpatie controrivoluzionarie.
  • Ebbe una condanna a morte per spionaggio, venne salvato da Trockij in persona.
  • E’ stato davvero un agente segreto francese durante la Seconda Guerra Mondiale?
  • Ebbe davvero un passato da collaborazionista nazista o presunto nazista?
  • Venne accusato di spionaggio anche dai nazisti e mandato in prigione e salvato dalla fucilazione quando era già davanti al plotone di esecuzione.
  • E’ stato un uomo dalla vita dissoluta e sprezzante.
  • Si sposò quattro volte con donne molto più anziane.
  • Poco dopo la fine della seconda guerra mondiale muore in un albergo ad Estoril in circostanze poco chiare: quale fu davvero la causa della sua morte?

Come si può immaginare sono numerosi i francobolli su Alekhine; nel 1983 le poste della Repubblica Centroafricana hanno emesso una serie di sette francobolli.

Quello col valore facciale da 20 f., lo ritrae accanto ad una scacchiera con la posizione della partita Alekhine-Rubinstein, L’Aia 1921 e sul lato destro due antichi pezzi realizzati in Cina (Re e Donna).

Questa la partita:

Alexander Alekhine – Akiba Rubinstein
L’Aia (Olanda), 4 novembre 1921

Il Grande Maestro di Scacchi Tartakower, parlando del vincitore del Torneo di Keksemet (Ungheria) del Luglio 1927, ebbe a dire: “Lasker è l’ex-Campione, Capablanca è quello attuale, ma Alekhine gioca come dovrebbe giocare un Campione del Mondo!“; quattro mesi dopo il russo Alexander Alekhine ottenne il titolo nella lunga sfida di Buenos Aires (34 partite) battendo Capablanca (+6 =25 -3).

Questa l’ultima partita del match, la numero 34:

Alexander Alekhine – Jose Raul Capablanca
Match per il Campionato del Mondo 1927, Partita 34
Buenos Aires (Argentina), 26 novembre 1927

Alechin non concesse mai il match di rivincita a Capablanca, preferendo affrontare avversari più morbidi come Bogoljubov (nel 1929 e 1934) e Euwe, un professore di matematica, che tuttavia lo batté inaspettatamente nel 1935 e dal quale si riprese il titolo nel 1937 che mantenne fino al 1946, l’anno della sua morte.

Dalla serie di articoli scritti dal nostro Uberto sulle “voci” dei Campioni del Mondo del passato, due video in cui Alexander Alekhine si rivolge agli ascoltatori in occasione del primo match mondiale contro Max Euwe, qui.

Nel 1946, quando erano in corso le trattative per un match con Michail Botvinnik valido per il titolo mondiale, Alechin morì mentre si trovava in Portogallo, lasciando vacante il titolo. Fu detto che la morte fu a causa di soffocamento ma non sono chiare le dinamiche e si può dire che ancora avvolta nel mistero: una delle ipotesi è che fu assassinato dai servizi segreti sovietici. Aveva 53 anni.

Il quarto Campione del Mondo non morì a New York come i tre precedenti e nemmeno negli Stati Uniti ma ad Estoril in Portogallo, la nazione europea più vicina agli Stati Uniti. Alekhine è sepolto nel cimitero di Montparnasse a Parigi.

Per altre informazioni su Alekhine, se volete, andate a leggervi uno dei tanti pezzi su questo blog.

(Qui la rubrica precedente e qui tutti gli articoli di questa rubrica)


[Come è consuetudine si cercherà di seguire cronologicamente, senza avere la pretesa di essere esaustivi, quanto scritto sulle maggiori riviste scacchistiche italiane da vari autori (Ariodante Agostinucci, Oscar Bonivento, Giuseppe Scoleri Cardelli, ecc.); a tutto ciò si aggiungeranno informazioni dai vari cataloghi italiani ed esteri e anche dal web, facendo largo utilizzo delle immagini cortesemente rese disponibili da Roberto Cardani, titolare del gruppo Facebook ‘Filatelia e Scacchi’, che ringraziamo.]

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