Lo ‘In Statu Quo’ di Alekhine

(Roberto C.)
La mattina di Domenica 24 marzo 1946, Alexandre Alekhine, campione del mondo di scacchi, fu trovato senza vita nella sua stanza dell’Hotel do Parque, a Estoril L’esame autoptico certificò che il decesso era avvenuto per asfissia, e che questa era stata provocata da un pezzo di carne conficcatosi nella laringe – escludendo qualsiasi altra ipotesi.[1]

I giornali dell’epoca riportarono la notizia ed il caso fu archiviato più o meno rapidamente ma, da allora in poi, si moltiplicarono sospetti ed ipotesi sulle cause di quella strana morte di Alexandre Alekhine in Portogallo. Si è parlato di morte naturale e anche di omicidio: c’è chi ragiona sulla posizione del corpo, c’è chi si domanda semplicemente ‘perché indossava il cappotto che non serviva affatto in quella stagione?’ oppure ‘perché ce l’aveva, se stava mangiando?’; pare ci siano state anche delle irregolarità nell’autopsia, altri hanno detto che le fotografie facevano pensare ad una messinscena, tra le ipotesi anche quella che possano averlo ucciso i russi.

E ancora oggi, dopo settant’anni, si continuano a studiare le sue partite. E anche a scrivere della sua morte, la morte di un grande campione dalla vita avventurosa che, però, quella sera non riuscì a giocare la sua ultima partita, anzi, non riuscì nemmeno ad iniziare la sua ultima partita a scacchi visto che i pezzi sono pronti per iniziarla. Per iniziarla su quella scacchiera portatile che, seppur in primissimo piano, poco o niente si è detto; del resto non è che parlando della scacchiera si risolverà il caso…

Ma perché parlarne? Perché quella non è una scacchiera qualsiasi. Non soltanto perché apparteneva ad Alekhine ma perché, principalmente, è la miglior scacchiera da viaggio di sempre ed oggi è anche un ricercato oggetto da collezione (per approfondimenti).

Fu prodotta da Jaques of London [2], azienda nata nel 1795, che mise in commercio a metà ’800 questa tipologia di scacchiere da viaggio e che nel settimanale Illustrated London News del 20 maggio 1854 (pagina 475, colonna 4) reclamizzava così (testo liberamente tradotto dall’autore):


SCACCHIERA “IN STATU QUO” con Lettera Reale del Brevetto

La presente invenzione esaudisce un grande desiderio da parte dei giocatori di scacchi. Con l’utilizzo della scacchiera In Statu Quo il gioco può essere interrotto e ripreso in qualsiasi momento, senza che i pezzi nel frattempo si siano mossi dalla loro posizione. Particolarmente adatti per il gioco ordinario, quello marittimo o ferroviario, la scacchiera In Statu Quo presenta evidenti vantaggi non posseduti da alcun’altra scacchiera finora offerta in vendita al pubblico. Prezzo, completa con scacchi in osso 30s, o con pezzi in avorio 50s, JAQUES Patentee, Hatton-garden.


Venduta in quattro grandezze differenti [3], con i pezzi d’osso o d’avorio africano, naturale e tinti di rosso; a partire dal 1857 uscì anche il modello con lo spazio supplementare e i quindici fori per mantenere fermi anche i pezzi catturati (il Re, si sa, non viene mai catturato), ovvero, secondo noi, la migliore scacchiera da viaggio in assoluto com’è quella che si vede nella fotografia della morte di Alekhine: degna di un campione del mondo!

STATU QUO_15 fori

La scacchiera, il piano di gioco, generalmente con le caselle in legno di rosa e agrifoglio, è alloggiata all’interno di un robusto telaio di mogano che reca incise sui lati corti del bordo le scritte “JAQUES PATENTEES LONDON” e “IN STATU QUO CHESS BOARD”.

Premendo contemporaneamente, due alla volta, i pulsanti bianchi esterni in osso i pezzi degli scacchi di quel lato di gioco vengono bloccati nella loro posizione; in questo modo la partita può essere interrotta e ripresa successivamente con lo sblocco dei pulsanti interni bianco e rosso che sbloccano i pezzi di quel colore.

STATUS QUO_CHIUSA

Questo perché ogni singolo pezzo è fornito di un perno metallico inserito nella sua base in modo da consentire il perfetto funzionamento del sistema di bloccaggio, una piastra metallica per ogni metà scacchiera, fori compresi.

STATUS QUO_PEZZI CON PERNO


[1] Maurensig P., Teoria delle ombre, Adelphi, 2016, dal Prologo

[2] Jaques of London è una nota casa produttrice di giochi e di attrezzature sportive di proprietà familiare. Fu fondata a Londra nel 1795 ed è anche nota come John Jaques of London e John Jaques and Son

[3] La più piccola scacchiera misura 9 e 1/8 pollici (circa 23 cm.) di lato, la più grande 16 e 5/8 (circa 43 cm.) x 12 e 5/8 (circa 32 cm.), abbastanza rara perché prodotta in un minor numero.

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