Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Il professor Bonch-Osmolovsky, pugile e non solo

(Riccardo Moneta)
E’ possibile che pochi nostri lettori sappiano chi era Mikhail Aleksandrovich Bonch-Osmolovsky, ma è impossibile che molti dei cultori della teoria delle aperture non sappiano di cosa si tratta quando sentono parlare di “Difesa Bonch-Osmolovsky”.

Queste le mosse per i poco esperti: 1. e4 e5  2. f4 exf4  3. ♘f3 ♘e7.

Tale terza mossa del Nero mira a difendere il pedone f4 con Cg6, una casa che sembra abbastanza sicura per il Cavallo rispetto alla Difesa Schallop (3… Cf6). In realtà né la teoria né la pratica hanno mai dato dimostrazione di apprezzare troppo questa variante, che pure ha avuto qualche momento di gloria. Fra questi è da annoverare la partita con la quale il G.M. canadese Mark Bluvshtein (ritiratosi dagli scacchi nel 2011 ad appena 23 anni) sconfisse il Gambetto di Re dell’ex aspirante al titolo mondiale Nigel Short al torneo di Montreal nel 2007.

Sembra che il Bianco, contro tale variante, abbia quattro possibilità principali per il quarto tratto: 4.d4 (come giocò Short), 4.Ac4, 4.Cc3 e 4.De2. A voi la scelta, divertitevi.

Mikhail Bonch-Osmolovsky è stato uno dei tanti maestri sovietici del dopoguerra, titolo che raggiunse nel 1951. Era nato nel gennaio 1919, morì nell’ottobre 1975. Da ragazzo praticò il pugilato, il tennis e la pallavolo, e si avvicinò agli scacchi dopo essere stato fulminato, come molti altri giovani, dalla presenza a Mosca dei migliori giocatori del mondo in occasione dei supertornei del 1935 (vinto da Botvinnik e Flohr davanti a Lasker e Capablanca), del 1936 (vinto da Capablanca davanti a Botvinnik e Flohr), del 1939 (vinto da Flohr davanti a Reshevsky) e del 1940  (vinto da Bondarevsky e Lilienthal davanti a Smyslov).

Uno scacchista che è stato anche un pugile è piuttosto una rarità nel firmamento scacchistico, ma sia le sue ambizioni pugilistiche, sia quelle sulle 64 caselle furono smorzate o rallentate, dopo il 1939, dagli eventi della guerra mondiale quando, tra l’altro, perse la vita (1944) suo fratello Fyodor Aleksandrovich.

Dopo la guerra sposò un’urologa, Stanislav Yanovna Sarnetskaya, di un anno più giovane di lui, una ragazza che era stata anche luogotenente del servizio medico dell’esercito sovietico. Da lei ebbe due figli: nel 1950 Aleksandr Mikhailovich, che sarebbe divenuto un matematico, e nel 1954 Mikhail Mikhailovic, fisico. Nulla da meravigliarsi: la cultura era insita nella famiglia Bonch-Osmolovsky e lui stesso si laureò con una tesi sul tema “Fondamenti della teoria e dei metodi di calcolo delle macchine intrecciatrici”, mentre nel 1973 ottenne a Mosca una seconda laurea in “ingegneria energetica”.

Mikhail Bonch-Osmolovsky giocò varie volte la finale del Campionato di Mosca (fra il 1940 e il 1960), giocò anche due semifinali di Campionato sovietico, nel 1952 e 1957, in entrambe giungendo al 7° posto, non qualificandosi per la finale. Appartiene proprio a questa seconda semifinale il suo successo più (a posteriori) particolare, quando piegò in 28 mosse la Siciliana-Rauzer di un giovanissimo Efim Geller.

Il suo miglior punteggio presunto è stato calcolato da ‘Chessmetrics‘ in 2577 per il 1958, quando già aveva 38 anni. La sua attività agonistica andò terminando praticamente proprio in quel periodo,  salvo sporadiche successive apparizioni, ad esempio nel 1960, quando si classificò terzo al campionato di Mosca.

Da quanto mi risulta, Mikhail, che sembra non abbia mai giocato lontano dall’Unione Sovietica, ha sempre ‘aperto’ di Bianco spingendo di due passi il pedone di Re, in tutte le sue partite.

Mikhail Aleksandrovich Bonch-Osmolovsky fu anche arbitro di scacchi e presidente della sezione scacchistica del Club sportivo del Burevyestnik Mosca.

Sfogliando le pagine di qualche libro vi sarà forse capitata sotto gli occhi la sua partita più nota, ovvero la vittoria  fulminante contro Boris Baranov a Mosca nel 1953. Eccola (le note sono di J.Neistadt):

Bonch-Osmolovsky – Baranov
Mosca 1953


A dire la verità Baranov si prese una rivincita in ancor meno mosse, ma questa partita è meno conosciuta. Lo spirito battagliero e aperto di Mikhail, che era un grande uomo di sport, non si sentirà certamente offeso se ve la presento:

Baranov – Bonch-Osmolovsky
Mosca, 1953

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