Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Maja Chiburdanidze

Maja Chiburdanidze (David Llada)

(Adolivio Capece)
Nata il 17 gennaio 1961 a Kutaisi, in Georgia, Maja Chiburdanize ha conquistato il titolo iridato femminile a 17 anni, allora la più giovane in assoluto, ed è stata campionessa del mondo per 13 anni, dal 1978 al 1991.

Il record di ‘più giovane’ le è stato strappato nel 2010 dalla cinese Hou Yifan, che ha vinto il mondiale femminile a soli 16 anni.
Nel 1984 divenne la seconda donna, dopo Nona Gaprindashvili (campionessa del mondo femminile dl 1962 al 1978), ad ottenere il titolo di Grande Maestro assoluto.

Maja imparò a giocare a scuola, alle elementari. Gli scacchi erano un gioco molto diffuso in nella Georgia, allora repubblica sovietica, soprattutto per l’enorme influsso dei successi di Nona Gaprindashvili, che era georgiana.
Bravissima negli studi scolastici, Maja si dimostrò subito anche molto brava negli scacchi. A 12 anni era tra le migliori giocatrici sovietiche, a 13 conquistò il titolo di Grande Maestra femminile.
Nel 1975 fu ammessa al campionato sovietico femminile assoluto e lo vinse. Poi, a soli quindici anni, vinse il Torneo delle Candidate, battendo nell’ordine Nana Alexandria, Elena Akhmilovskaya e Alla Kushnir, e arrivando alla sfida iridata con la Gaprindashvili: vinse con 4 vittorie a 2 e 9 pareggi.

Gli impegni scacchistici non la distrassero però dagli studi: all’università scelse medicina e si laureò nel 1981.
Difese poi il titolo contro Nana Alexandria (con cui pattò 8 a 8, perdendo l’ultima a risultato ormai acquisito), Irina Levitina, Elena Ahmilowskaia e Nana Ioseliani. Ha perso il titolo nel 1991 sconfitta dalla cinese Xie Jun.
Ha giocato 14 Olimpiadi tra il 1978 e il 2004: le prime 7 con l’Urss (5 vinte e due secondi posti) le altre con la squadra della Georgia (le prime tre vinte) ottenendo tre volte la medaglia d’oro di scacchiera.
Nel 1984 e 1985 ha vinto l’Oscar degli Scacchi.
Ha giocato in Italia il torneo Open di Forlì nel 1990, vinto dal sovietico Malaniuk; 5 giocatori a mezzo punto e a un punto un gruppo di 9 giocatori tra i quali Maja. Interessante la partita con il tedesco Oesterle al 4’ turno: dopo un poco chiaro sacrificio di pezzo la campionessa si trovò in difficoltà e alla fine perse.

Maja Chiburdanize conquistò il titolo iridato nel 1978, battendo la grande campionessa Nona Gaprindashvili.
Il match si svolse a Picunda (Pitsunda) località turistica georgiana sul Mar Nero, tra agosto e ottobre 1978.
Dopo tre patte iniziali, Maja vinse due partite, ma Nona vinse poi la settima; a metà match il punteggio era di 4.5 a 3.5 per la diciassettenne sfidante; seguirono due patte e una vittoria per parte, poi Maja vinse ancora e poi seguì una patta, che portò il punteggio sull’ 8 a 6 per Maja (4 vittorie a 2 e 8 pareggi); le bastava dunque un pari nelle due ultime partite per strappare il titolo all’avversaria, mentre Nona avrebbe dovuto assolutamente vincerle entrambe.
E la Gaprindashvili ricorse a tutta la sua grinta ed esperienza, mettendo Maja alle corde nella quindicesima partita: dopo 73 mosse la campionessa aveva ottenuto un finale vinto, ma proprio a questo punto sciupò tutto: a causa di un paio di errori non riuscì a valorizzare un decisivo pedone in più e la partita finì patta dopo quasi cento mosse! Maja Chiburdanize era la nuova campionessa del mondo: aveva solo 17 anni, allora come abbiamo detto la più giovane in assoluto.

L’Italia Scacchistica” nel fascicolo di marzo 1979 pubblicò una breve intervista, ottenuta ‘per gentile concessione’ dalla rivista ‘Realtà Sovietica’ (n. 1-2, 1979):

“Il giorno seguente la vittoria siamo andati a trovare Maja Chiburdanize in un albergo a Pitsunda, dove la campionessa riposa dopo le fatiche del campionato. Aspettandola, abbiamo conversato con la mamma, Nelly Pavlovna, che segue costantemente la figlia e la allena. Ci ha detto: ‘Maja, la minore dei miei quattro figli, è di una perseveranza straordinaria, ma non creda che tutto il suo mondo si riduca a una scacchiera, anche se studia molto, costantemente, e in questo le è di grande aiuto il Grande Maestro Gufeld; ma ciò non le ha impedito di portare a termine gli studi medi con la lode e sono sicura che non le impedirà di diventare una brava dottoressa.’

In quel momento si è avvicinata Maja.
Cosa pensi dell’incontro con la Gaprindashvili?
‘È stato un incontro molto complesso. Nona è la più forte avversaria che abbia mai incontrato. Sono stata sicura di vincere solo al termine dell’ultima partita.’

Come consideri i tornei di scacchi ‘maschili’ e ‘femminili’?
‘Gli scacchi non sono né ‘maschili’ né ‘femminili’, sono solo scacchi. Del resto proprio Nona ha dimostrato che una donna può giocare e vincere i tornei maschili. Io anche prenderò prestissimo parte a tornei maschili. Mi sembra che le donne stiano compiendo grandi passi avanti avvicinandosi agli uomini.’

Chi è il tuo idolo tra gli scacchisti?
‘Prima mi piaceva molto il gioco di Tal. Adesso molti sono i Grandi Maestri che mi stimolano … mi affascinano le trovate di Karpov e Fischer.’

Come spieghi il successo della scuola scacchistica georgiana?’
‘Con lo stupendo esempio di Nona Gaprindashvili. È tutto merito suo.’

Dopo la sconfitta la Gaprindashvili non si perse d’animo: la ritroviamo al via nel successivo Torneo delle Candidate.
Tutti pensavano di poter assistere alla rivincita tra la Chiburdanize e la Gaprindashvili, ma quest’ultima fu clamorosamente eliminata in semifinale dalla Ioseliani per sorteggio! Il match si chiuse infatti in parità dopo che le partite regolamentari e le partite di spareggio furono tutte patte: si ricorse pertanto al sorteggio, che decretò l’uscita della grande campionessa dalla corsa al titolo mondiale.
La Ioseliani fu poi sconfitta in finale da Nana Alexandria, che si qualificò così per la sfida iridata con la Chiburdanize.

Contro la Alexandria nel mondiale del 1981 a Tbilisi, dopo 4 patte Maja perse la quinta partita, ma poi ne vinse due di seguito e vinse anche il nono incontro; il gioco sembrava fatto ma a quel punto la Alexandria vinse le due partite successive: parità! Seguirono 3 patte. Dopo 14 incontri, sul 7 a 7, con due sole partite ancora da giocare, la tensione era al massimo e il gioco ne risentì: la quindicesima partita fu costellata di errori, ma l’ultimo lo commise la sfidante dopo aver ottenuto una posizione nettamente superiore.
Così Maja vinse, garantendosi almeno match pari e la matematica certezza di conservare il titolo: l’ultima partita, la sedicesima, venne infatti giocata poiché pattando l’incontro la Alexandria avrebbe ottenuto la divisione della “borsa”, cioè del montepremi in denaro in palio. Maja era ovviamente deconcentrata e perse. Il match si concluse così con il risultato ufficiale di 8 a 8.

Concluso il match, la Chiburdanidze completò gli studi laureandosi in medicina.

Difese poi il titolo con successo nel 1984 contro Irina Levitina (Volgograd, Russia, +5 =6 -2) e nel 1986 contro Elena Akhmilowskaia (Sofia, Bulgaria, e Boromi/Batumi/, Georgia, +4 =9 -1).

Nuova positive difesa del titolo iridato nel 1988 contro Nana Ioseliani (Telavi, Georgia: +3 =11 -2), ma a questo punto entrarono in scena le forti giocatrici cinesi.
Fino ad allora tutte le pretendenti al titolo mondiale femminile provenivano dal blocco sovietico o dai paesi dell’est europeo, ma nel febbraio 1991 si qualificò per il match iridato con la Čhiburdanidze una cinese, la ventenne Xie Jun (nata il 30.10.1970 a Baoding, Hebei in Cina).
Il mondiale fu giocato a Manila nelle Filippine e la cinese vinse per 8 ½ a 6 ½ (4 a 2 con 9 patte).

Seguiamo alcune dichiarazioni di Maja dopo la sconfitta: sempre da ‘L‘Italia Scacchistica‘ (maggio 1992) seguiamo un articolo di Dragoslav Andric, in cui si legge tra l’altro che ‘Maja ha ammesso di essersi rintanata per due mesi a casa sua, a Tbilisi, a piangere la perdita della corona scacchistica’.

“Per prima cosa ho fatto un errore arrivando a Manila troppo tardi. Pensavo che 4 o 5 giorni sarebbero bastati per acclimatarmi, mentre invece sarebbe occorso almeno un mese, dato che là il clima non è dei più normali. Ho giocato con molta difficoltà, la mia testa non voleva proprio lavorare. Impiegavo molto tempo a pensare e per questo mi sono spesso trovata a corto di tempo, cosa che per me è abbastanza inusuale. Così non sono riuscita a sfruttare le posizioni vantaggiose né riuscita a pattare quelle più deboli.
D’altra parte Xie Jun è parsa preparata in modo eccellente. Io sono arrivata a Manila con soli 5 accompagnatori, mentre lei ne aveva molti di più. Ho avuto persino l’impressione che fosse l’intera Cina a giocare contro di me … beh, almeno metà Cina! Ho comunque cambiato il mio repertorio di aperture ma ciò non ha affatto sorpreso la mia avversaria.
Ha reagito in pochissimo tempo a tutte le mie linee, impiegando solo un minuto e mezzo per l’intera apertura! Durante la mia preparazione ho avuto a disposizione soltanto 30 delle sue partite da studiare, mentre la stampa ha riportato che lo staff di Xie Jun ha analizzato ben 212 delle mie partite.
Non meno di venti dei migliori giocatori maschi cinesi hanno analizzato le mie partite e poi hanno fatto giocare a Xie Jun un match di 16 partite contro questi maestri che cercavano di imitare il mio modo di giocare.”

Nel marzo 1992 Maja tornò alle gare e vinse il super torneo femminile ‘Jugometal‘ a Belgrado.
Seguiamo una sua graziosa vittoria.

Maja Chiburdanize – Nana Ioseliani
Belgrado 1992


Poi Maja tentò di riconquistare il titolo, ma la cosa diventò difficile poiché, a parte le cinesi, ci fu l’avvento delle formidabili sorelle Polgár.
Così nel Torneo delle Candidate femminile di Tilburg 1994 arrivò prima a pari punti con Zsuzsa Polgar, ma poi perse nettamente il match di spareggio (5 ½ – 1 ½).
In seguito, nonostante non approvasse il sistema dell’eliminazione diretta, partecipò ancora ai cicli di qualificazione per il titolo mondiale.
Nel 2001 arrivò alla semifinale, dove venne battuta da un’altra cinese, la Zhu Chen, che poi conquistò il titolo iridato.
Ancora nel 2001 fu raffigurata in un francobollo emesso dalla Jugoslavia.

Ci riprovò ancora nel 2004: arrivò ancora alla semifinale, ma perse contro Antoaneta Stefanova, che poi diventerà campionessa.

Ricordiamo per concludere che Maja Čiburdanidze ha partecipato anche a molti tornei “maschili”. Ottenne il primo posto ai tornei di Nuova Delhi 1984, Banja Luka  1985,  Belgrado 1992,  Vienna  1993 e Lippstadt 1995.

Una delle sue migliori partite:

Maja Chiburdanidze – Vladimir P. Malaniuk
Campionato URSS, Odessa 1982


Otto anni dopo Malaniuk incontrò di nuovo Maja e perse ancor più rapidamente:

Maja Chiburdanidze – Vladimir P. Malaniuk
Kusadasi (Tur), 1990


Per concludere, eccovi una delle più brevi partite di Maja:

Carmen Amaya Maura Denis – Chiburdanidze
Argentina 1978

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