Jan Timman è andato via
Jan Timman, Ottobre 2025 (K. Verheijden, Algemeen Dagblad)
(Riccardo Moneta)
Jan Hendrik Timman era un ‘ragazzo del 1951” (14 dicembre 1951 per esser precisi). Ho sempre considerato -chissà perché?- i ragazzi del ’51 come dei giovani eterni, indistruttibili, dei giovani tutti fermamente legati da comuni aspirazioni di libertà, ma pure da modelli di rispetto e democrazia e nello stesso tempo ispirati da venature di anticonformismo e da voglia di cultura e di conoscenza per non ricadere negli errori di un recente (recente per allora) e terrificante passato.
Li ho sempre visti, i “ragazzi del ‘51”, come dei compagni di scuola, o meglio di banco, compagni di sfide a pallone e di liete chiacchierate in piazza, di scarse puntate dal barbiere perché avevamo tutti i capelli lunghi e (quasi tutti) il portafoglio vuoto: anzi non lo avevamo affatto il portafoglio, tutt’al più infilavamo un biglietto da 500 lire nelle pieghe del porta-carta d’identità (nel 1968 un caffè costava circa 60 lire).
Jan Timman è stato uno di noi, e non fa niente che non sia stato un italiano, perché le frontiere e gli steccati esistono soltanto nelle menti dei miseri, di coloro che hanno sempre cercato, e seguitano a cercare, di bloccare l’evolversi della storia, l’unione fra i popoli e lo sviluppo sociale.
E l’altro ieri, 18 febbraio 2026, un altro di questi indistruttibili compagni di banco ha deciso di andar via. O forse hanno deciso -non so?- di mandarlo via, da qualche altra parte. Eh, sì, lo avete capito ormai, sono anch’io un ragazzo del 1951, di qualche mese ‘meno ragazzo’ di Jan. La sua partenza inattesa mi toglie altre difese e indebolisce ulteriormente la mia posizione sulla scacchiera: sto perdendo quasi tutti i pezzi e mi sarà difficile salvare il finale di questa partita. Lo stallo sarà un miraggio.

Penso intanto all’avvocato Dehlia Timman, figlia di Jan (nata nel 1979) e figlia della psicologa, nata nel Suriname, Ilse Dorff. A lei e agli altri parenti e amici di Jan vanno ovviamente le condoglianze da parte di noi del Blog e mie personali.
Da oggi sarà difficile per me riuscire ad accettare che il mondo degli scacchi non abbia più Jan. Credo che Jan Timman sia stato il giocatore del quale ho visto/ricostruito/studiato nella mia vita più partite, praticamente tutte quelle che ogni tanto trovavo pubblicate sulla “Italia Scacchistica” e, successivamente, tutte quelle riportate su “L’Informatore Scacchistico” o su “Torre & Cavallo – Scacco!”. Le sue partite erano uniche, mai scontate e mai piatte, sempre ricche di spunti creativi e costruttivi. Ed era questo anche il parere (che vale ben più del mio) del G.M. Loek Van Wely: “Non c’è mai un momento di noia nelle partite di Jan”.

La mia enorme stima nei confronti di Jan Timman non è quindi inspiegabile o isolata: ha avuto molti riscontri; e li ha avuti anche qui fra noi e li ho letti ad esempio nelle parole del nostro Antonio Monteleone, che pure è di me piuttosto più giovane, pubblicate un paio di anni fa:
“Nei sogni da ragazzini spesso si fantastica su chi si vorrebbe essere da grandi. E quando si cresce, altrettanto spesso, ci si lascia andare a sogni a occhi aperti, prendendo le parti di chi vediamo come quasi inarrivabile e dirci tra noi e noi: ‘Se dovessi scegliere un’altra identità, vorrei essere lui’ … Jan Timman. Olandese, alto, longilineo, di bella presenza e, come di moda all’epoca, con una montagna di capelli lunghi che a lui stavano benissimo. Quella faccia sorridente e quella provenienza che ti facevano fantasticare su qualcosa di proibito, come la famosa marijuana e l’hashish che in Olanda erano state legalizzate, per non parlare di altre caratteristiche peculiari della città di Amsterdam! Insomma un ragazzo con l’atteggiamento del ribelle che tanto piaceva a noialtri ragazzi, rispetto a molti altri scacchisti più compassati e seriosi …”.
E poi, ammettiamolo: Jan Timman è stato per tanti anni il numero due delle classifiche mondiali. Venne definito comunemente ‘il miglior giocatore dell’Occidente’. Ed è umano, inevitabile, che, tifando costantemente per un ‘numero 2 mondiale’, si finisca con il rammaricarsi molto di non averlo mai potuto vedere con il ‘numero 1’.
Il suo stile? Quando glielo chiedevano, generalmente rispondeva: “Il mio stile è flessibile, cerco di adattarmi al gioco di ogni avversario”. Da ragazzo Jan si era dedicato anche al calcio, arrivando a giocare nella squadra ‘Primavera’ dell’Ajax.

Mi piace riportare per intero oggi anche il necrologio apparso subito sul sito della “European Chess Union”:
“L’Unione Scacchistica Europea (ECU) piange la scomparsa del Grande Maestro Jan Timman, uno dei più celebri scacchisti olandesi e figura di spicco della comunità scacchistica internazionale. Timman, scomparso nel febbraio 2026, lascia un’eredità segnata da genialità, creatività e una dedizione per tutta la vita al gioco.
Nato ad Amsterdam nel 1951, Jan Timman si è affermato come uno dei principali contendenti sulla scena mondiale, ottenendo il titolo di Grande Maestro Internazionale nel 1974. Era rinomato per il suo gioco fantasioso, la profonda comprensione strategica e il suo spirito combattivo alla scacchiera. Timman ha gareggiato ai massimi livelli, inclusi gli incontri dei Candidati e i cicli dei Campionati del Mondo, ed è stato ampiamente considerato il più forte giocatore non sovietico della sua generazione.
Nel corso della sua illustre carriera, Timman non è stato solo un formidabile concorrente, ma anche un autore e un editore influente. I suoi libri e le sue analisi hanno arricchito la letteratura scacchistica, ispirando innumerevoli giocatori in tutta Europa e oltre. Il suo contributo al giornalismo scacchistico e il suo ruolo di direttore della rivista “New In Chess” hanno ulteriormente consolidato il suo impatto sul gioco.
A nome dell’Unione Scacchistica Europea, porgiamo le nostre più sentite condoglianze alla famiglia di Jan Timman, agli amici e all’intera comunità scacchistica olandese. La sua passione per gli scacchi, il suo spirito sportivo e il suo incrollabile impegno per questo sport continueranno a ispirare generazioni. Onoriamo la sua memoria e celebriamo la sua straordinaria vita e i suoi successi. L’eredità di Jan Timman rimarrà per sempre parte della storia degli scacchi europei e mondiali”.

Eh, sì, per sempre. Non mi resta che sperare che da quell’altra parte dell’universo dove è stato deciso il trasferimento di Jan, lui possa finalmente raggiungere quel primo gradino del podio che gli è sempre mancato per il completamento di una meravigliosa carriera.