Una giornata indimenticabile

(Stefano C.)
Alla domanda su quale sia stata la mia partita più bella non saprei rispondere; alla domanda su quale sia stata la partita della mia vita rispondo senza alcun dubbio: quella giocata a Fiuggi il 21 luglio del 1986. Il 1986 è stato d’altronde il mio anno magico: ho conosciuto mia moglie, ho vinto il concorso per il lavoro che ancora svolgo, sono passato nel giro di tre mesi da seconda nazionale a candidato maestro.

Il 21 luglio mi aspettava il terzo turno del torneo di Fiuggi di prima nazionale ed ero in testa con 2/2. Si giocava nel pomeriggio con sospensione per la cena ed eventuale ripresa notturna (eh già, all’epoca si andava ancora in busta).

La mattina, come al solito, organizzammo una gita nei dintorni con gli amici dello Steinitz che partecipavano al torneo. Quel giorno decidemmo di andare al Santuario di Vallepietra. L’ultimo tratto di strada era sterrato e l’automobile dell’amico Paolo si ruppe: c’era il rischio di non tornare in tempo per l’inizio del turno. Pur non essendo affatto esperto di auto, mi infilai tra i sassi ed il fondo dell’auto e miracolosamente riuscii ad infilare la biella che si era sganciata.

Tornammo giusto in tempo per l’inizio della partita che fu abbastanza equilibrata fino ad un finale di pedoni nel quale commisi un errore al trentanovesima mossa; giunti alla quarantesima andammo in busta. Mentre mangiavamo una pizza analizzammo con gli amici dello Steintz la mia posizione: fu subito chiaro che ero messo male. Il mio avversario veniva al torneo in macchina con il GM Mariotti ed insieme analizzarono il finale. Questo rendeva la situazione ancora più difficile.

Mi presentai alla ripresa del gioco senza un piano preciso, sperando di trovare qualcosa sulla scacchiera. Le mie mosse non furono le migliori, cioè quelle analizzate e previste dal mio avversario con Mariotti. Questo lo confuse e non sfruttò al massimo il vantaggio della sua posizione; la partita si trascinò ancora per ore in un finale di donne aperto a mille scacchi ed un pedone in più per lui che cercava di portarlo a promozione. Si era ormai fatta mezzanotte, eravamo rimasti gli unici a giocare, con tanti spettatori tra cui naturalmente Mariotti. Nel tentativo di promuovere il pedone il mio avversario commise un grave errore, giustificabile dalle 7 ore di gioco e dalla notte incombente. Io invece fui abbastanza lucido da cogliere l’occasione e vinsi la partita.

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Carotenuto-Castelli, Fiuggi 1986.
Il Bianco muove e perde

65. Rc8 ?? Dg8+ 66. Rc7 Dd8#

Il giorno successivo un giocatore del torneo inclassificati mi si avvicinò e mi fece i complimenti per la vittoria, criticando però il mio gesto di esultanza finale, più calcistico che scacchistico. Chi mi conosce sa che sono molto (troppo) misurato: l’esultanza era dovuta più che alla vittoria, alla liberazione dalla tortura di un finale pieno di insidie dove prima o poi uno scacco poteva forzare un cambio delle donne favorevole per il mio avversario. Conclusi il torneo con 6/8 ed ottenni la promozione a Candidato Maestro.

Epilogo: conservo tutte le partite di torneo che ho giocato. Ad un certo punto decisi di raccogliere le mie partite migliori per commentarle e … le persi. Tra tutte, questa era la partita alla quale ero più affezionato e per anni ho cercato di ricostruire a memoria almeno la posizione finale, ma invano, a causa della mia scarsa memoria visiva. Nel 2013 mi sono spostato di ufficio e questo ha comportato un vero e proprio trasloco con la necessità di fare una cernita dei documenti accumulati in oltre 20 anni. Arrivato in fondo alla pila di documenti trovai incredibilmente le partite smarrite. Fu una gioia incredibile ed appena possibile ricostruii finalmente la magica “posizione finale”.

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