Francobolli: Scacchi & Automi prima del computer

(Roberto C.)
Il gioco degli scacchi accompagna lo sviluppo culturale dell’uomo da circa millecinquecento anni e non esiste altro gioco al mondo altrettanto studiato ed elevato da secoli al rango di scienza e che ha sempre affascinato l’intelletto umano al punto che, appena ha potuto farlo, ha costruito delle “macchine” in grado di giocarli o, come minimo, di dare l’impressione che giocassero.

Il turco


Slovacchia 1994
Francobollo emesso dalla Slovacchia il 12/12/1994

La storia degli scacchi è ricca di leggende, aneddoti e curiosità ma quelle che più contano, si sa, sono le certezze e, tra queste, una delle più famose è stata sicuramente l’Automa, la “macchina” costruita nel 1769 dal fisico ungherese Wolfang von Kempelen (23/1/1734 – 26/3/1804) presentata per la prima volta alla corte di Maria Teresa, Imperatrice d’Austria e Ungheria, per stupire la sua corte nobiliare.

Paraguay 1985
Francobollo emesso dal Paraguay il 9/8/1985

Costituita essenzialmente da un mobile di legno con sportelli avanti e dietro e con sopra il Turco, un pupazzo vestito di stoffa, raffigurante un turco in abiti orientali e turbante, non era esattamente una “macchina” perché al suo interno, per i particolari e funzionali scomparti, permetteva di nascondere un uomo di piccola statura, solitamente un buon giocatore di scacchi come ad esempio il polacco Worowski, il francese Mouret (concedeva all’avversario un pedone di vantaggio e il diritto alla prima mossa vincendo oltre il 99% delle partite giocate) e, soprattutto, Schumberger, un giovane alsaziano che dal 1826 diede grande fama al ‘giocatore orientale’.

Nicaragua 1976
Francobollo emesso dal Nicaragua l’8/1/1976

Il Turco giocò e vinse con l’Imperatore d’Austria Giuseppe II (Vienna, 13/3/1741 – Vienna, 20/2/1790), lo scienziato e politico statunitense Benjamin Franklin (Boston, 17/1/1706 – Filadelfia, 17/4/1790) e nel 1809 con Napoleone Bonaparte I (Ajaccio, 15/8/1769 – Isola di Sant’Elena, 5/5/1821) nel Castello di Schonbrunn, la famosa reggia imperiale di Vienna; l’Imperatore di Francia, dopo essere stato sonoramente battuto dall’Automa manovrato dal Maestro Johann Allgaier – si dice – gettò tutti i pezzi a terra e andò via molto arrabbiato. Non proprio un bell’esempio di sportività perché è buona educazione, qualunque sia il risultato finale, dare sempre un’amichevole stretta di mano.

Alla morte del suo costruttore, il Turco venne acquistato da Johann Maelzel, l’inventore del metronomo che lo portò nelle principali capitali europee (Vienna, Londra, Parigi, ecc.) e, dal 1825, anche in molte città americane (Baltimora, Broadway, Boston, New York, Philadelphia, Pittsburg, Richmond e Washington), diventando così inizialmente un fortunato fenomeno da baraccone con grande partecipazione di pubblico pagante, poi gli affari non gli andarono più bene al punto che non trovo più un giocatore disponibile ed il Turco venne venduto all’asta ad un certo Ohl, uno dei principali creditori di Maelzel, che dopo averlo esposto in vari musei del mondo ed averlo abbandonato prima in casa Bonaparte a Milano e poi nel Palazzo di Monaco lo vendette all’ultimo acquirente Wilson Peale, per essere esposto nel Museo Cinese di Philadelphia dove rimase esposto per 14 anni senza mai più giocare una partita di scacchi, fino all’incendio che lo distrusse nel 1854.

Da Torrès-Quevedo ad Alan Turing


winter18
Capablanca contro la macchina di Torrès-Quevedo nel 1911 (da Chess Notes di Edward Winter)

Successivamente al Turco vennero costruite altre simili “macchine”; tra le più importanti:

Aheeb” costruita da Charles Arthur Hopper nel 1865 e presentata a Londra nel 1868, vinse anche contro il futuro ventiseiesimo presidente statunitense Theodore Roosevelt, primo eletto del XX secolo, e col grande illusionista Harry Houdini; per un breve periodo fu fatta funzionare dall’ex Campione di scacchi degli Stati Uniti Albert Hodges (1861-1944) nascosto al suo interno;

Mephisto” costruita da Gumpel nel 1876, venne presentata a Londra nel 1879. Non aveva un operatore nascosto ed era comandato a distanza con mezzi elettromeccanici da Isidor Gunsberg che negli ultimi anni del XIX secolo era considerato uno dei più forti giocatori al mondo: nel 1886 vinse un match contro Blackburne (+5 -2 =6) e contro Henry Bird (+5 -1 =3) e nel 1890, dopo aver pareggiato il match con Mikhail Chigorin (+9 -9 =5), sfidò addirittura il campione del mondo Wilhelm Steinitz col titolo in palio al meglio delle venti partite giocate: Gunsberg, a New York nei locali del Manhattan Chess Club oppose una resistenza superiore alle aspettative ma alla fine Steinitz vinse (+6 =9 -4). Indubbiamente un forte giocatore; il prof. Arpad Elo gli assegnò per i suoi migliori cinque anni il punteggio medio di 2560 punti, cioè GM). (approfondimenti)

Spagna 1955
Francobollo emesso dalla Spagna il 6/9/1955

Per vedere la prima “macchina elettromeccanica semovente”, che ‘gioca’ da sola a scacchi ed annuncia le proprie mosse giocate con il sonoro, bisogna aspettare lo spagnolo Leonardo Torrès-Quevedo (Santa Cruz de Iguña, 28/12/1852 – Madrid, 18/12/1936), un pioniere della cibernetica che, nel 1911, presentò una “macchina” totalmente automatica che era in grado di vincere, giocando per prima, il finale elementare di Re e Torre contro Re. E’ ancora oggi funzionante al Museo Politecnico di Madrid e “sa giocare a scacchi da sola” ma, precisiamo, soltanto partendo da una posizione predeterminata e soltanto con questi tre pezzi…

Ecco un breve filmato (in francese) che mostra la macchina di Torrés-Quevedo in funzione:

E anche se potrà sembrare facile anche ad un principiante alle prime armi ‘saper vincere questo finale elementare’, si può senz’altro affermare che questi pseudo-automi costituirono un ottimo veicolo propagandistico per il gioco degli scacchi.

St.Helena 2005 turing04
Francobollo emesso dall’Isola di Sant’Elena il 23/7/2005

Bisogna arrivare al 1948 perché un altro studioso di cibernetica Norbert Wiener descrivesse come un programma di scacchi poteva essere sviluppato utilizzando una ricerca minimax a profondità limitata con una funzione di valutazione; nel 1950 il matematico inglese Claude Shannon scrisse come doveva essere programmato un calcolatore per giocare a scacchi (“Phil. Mag. 41”, 1950 pagine 256-275) e nel 1948 Alan Turing, lo scienziato inglese che sconfisse la macchina tedesca ‘Enigma, ideò, insieme al matematico David Champernowne, un programma di scacchi (chiamato “Turochamp”) in grado di giocare a scacchi un’intera partita e che, proprio per la mancanza di un vero computer da programmare, venne gestito con carta e matita. Nel 1952, Turing utilizzò il “Turochamp” per giocare questa partita, dal notevole interesse storico, contro il collega Alick Glennie:

Alan Turing (“Turochamp”) – Alick Glennie 0-1
Partita amichevole del 1952
1. e4 e5 2. Cc3 Cf6 3. d4 Ab4 4. Cf3 d6 5. Ad2 Cc6 6. d5 Cd4 7. h4 Ag4 8. a4 C:f3 9. g:f3 Ah5 10. Ab5 c6 11. d:c6 O-O 12. cxb7 Tb8 13. Aa6 Da5 14. De2 Cd7 15. Tg1 Cc5 16. Tg5 Ag6 17. Ab5 C:b7 18. O-O-O Cc5 19. Ac6 Tfc8 20. Ad5 A:c3 21. A:c3 D:a4 22. Rd2 Ce6 23. Tg4 Cd4 24. Dd3 Cb5 25. Ab3 Da6 26. Ac4 Ah5 27. Tg3 Da4 28. A:b5 D:b5 29. Dd6 Td8 30.Abbandona

GB 2012 turing07
Francobollo emesso dal Regno Unito il 23/2/2012

Il “Turochamp” avrebbe poi vissuto un momento di gloria mediatica nel 2012 quando, durante la Conferenza per il centenario della nascita di Turing che si svolse a Manchester, Kasparov lo affrontò in una partita dimostrativa con 5 secondi per mossa come cadenza di riflessione. Il campione vinse facilmente, anche perchè la macchina fu fatta giocare ad un livello di calcolo di sole due semimosse per motivi di tempo, ma nulla si può togliere alla genialità di chi ideò un algoritmo per un gioco tutt’altro che semplice come gli scacchi prima ancora che fosse inventato il computer.

3 thoughts on “Francobolli: Scacchi & Automi prima del computer

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  1. Grazie Fabrizio, grazie Erminio. Iscrivetevi al blog e non perderete nessun articolo né di storia, filatelia, attualità, ecc.

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