1982: il futuro dei videogiochi

(UnoScacchista)
Recentemente mi sono imbattuto in una pubblicazione del 1982 che, dopo aver descritto i “Computer Games” dell’epoca, tratteggiava quello che gli autori immaginavano sarebbe stato il futuro dei videogames. Edito con il titolo “Usborne Guide to Computer and Video Games”, il libro propone una visione dei giochi di vent’anni dopo molto azzeccata.

Ecco le due pagine a cui mi riferisco, intitolate “Future Games”.

 

A parte prevedere l’ovvia maggior velocità, capacità di memoria e qualità della grafica dei computer del futuro, gli autori sottolineavano alcune caratteristiche specifiche dei giochi del 21° secolo:

  • Accurate visualizzazioni in formato video, in grado di raccontare storie in maniera realistica (caratteristica immancabile oggi per tutte i videogiochi di fascia alta)
  • Giochi di squadra nei quali il videogiocatore può controllare i singoli giocatori (vedi la serie FIFA per il calcio o F1 per l’automobilismo)
  • Giochi di ruolo con storie e strategie complesse
  • Giochi con più giocatori (che la diffusione di internet ha poi reso indipendente dalle consolle fisiche)
  • Giochi su dispositivi portatili con capacità grafiche simili a quelle televisive (beh, oggi tra smartphones, tablets e consolle dedicate c’è solo l’imbarazzo della scelta)
  • Giochi a distanza, ovvero tra giocatori non fisicamente vicini (qui ovviamente la rete, le connessioni ad alta velocità e internet sono stati gli artefici principali di questa rivoluzione)
  • Giochi “immersivi” iper-realistici (simulatori con dispositivi di controllo realistici e giochi basati sulla realtà aumentata sono ormai abbsastanza diffusi).

Insomma, gli autori di Usborne avevano fatto un bel lavoro, anche nel prevedere le possibili evoluzioni del gioco degli scacchi, come mostrato dal dettaglio qui sotto.

Usborne-computer-games-1982-Future-games-dettaglio

Sembra di vedere una situazione familiare ai giorni nostri, con tablets e smartphones: solo l’evoluzione delle antenne e delle tecnologie di comunicazione wireless sono state sottovalutate, cosa non sorprendente, visto che la guida si occupava di videogames e non di telecomunicazioni.

Oggi, nel 2017, come potremmo immaginare il futuro degli scacchi nel 2035? Esisteranno ancora nella forma che conosciamo oppure l’ubiquità e la pervasività delle soluzioni informatiche li avranno reso di fatto ingiocabili a causa dell’impossibilità di garantire l’indipendenza del giocatore dai computer?

Doc Emmet chessboard
La scacchiera di Doc Emmett Brown, che nel 1955 di “Ritorno al futuro” (film del 1985) immaginava scherzosamente l’evoluzione “elettromeccanica” degli scacchi

Tanto per fare un esempio, sarà molto probabile che avremo dispositivi miniaturizzati di monitoraggio e comunicazione talmente integrati con il nostro corpo, che sarà impossibile evitare il sospetto di un aiuto esterno al giocatore: se oggi combattiamo con i cheaters che sfruttano piccoli dispositivi di comunicazione mascherati da oggetti di uso comune (collane, occhiali, orologi…) o inseriti nell’abbigliamento (in scarpe, cappelli, felpe…) come evitare che questi dispositivi praticamente invisibili non siano fisicamente installati all’interno del corpo umano?  O addirittura essere parte di dispositivi senza i quali alcune attività quotidiane di noi umani saranno di fatto impossibili (qui penso, per esempio, al riconoscimento dell’identità, alle funzioni di micropagamento, al tracciamento della posizione, all’accesso ai dati memorizzati al di fuori del nostro cervello)?

Voi mi direte che queste domande hanno una valenza ben superiore all’impatto di queste tecnologie sugli scacchi, ma io lo chiedo lo stesso: come saranno gli scacchi tra vent’anni?

Star Trek 3D chess game
Data astrale 1533.6: Spock contro Charlie X
Star Trek – The Original Series, Serie 1, Episodio 2 (15/09/1966)

[Le pagine della “Usborne Guide to Computer and Video Games” sono state ottenute dal blog “2 Warps to Neptune“]

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