Gli scacchi e il calcio

(Glauco S.)
Durante una chiacchierata telefonica con l’amico Maestro Carlo Alberto Cavazzoni gli ho raccontato della mia cena di Natale quando ho esposto ai miei nipoti di come avessi applicato gli scacchi, nel ruolo di portiere, in una squadra di calcetto. Il loro stupore mi ha sorpreso (ragazzi di 22/25 anni), pensavano che li stessi prendendo in giro.

In realtà giocavo in porta perché ero assai scarso con il pallone tra i piedi ma ero felice di giocare quelle fraterne partite amatoriali del “giovedì” laddove ingegneri, avvocati ed imprenditori si spogliavano delle vesti ufficiali per indossare magliette e pantaloncini. Nella solita squadra avversaria giocava un giovane che aveva certamente doti calcistiche superiori alla nostra media e probabilmente proveniva da una scuola calcio.

Nella concitazione delle partite accadeva spesso che mi tirassero contro dei calci di punizione ed ovviamente il prescelto era il giovanotto di cui sopra; io, posizionata la barriera, mi collocavo volutamente in modo da lasciare parte della porta sguarnita inducendolo a tirare in quella zona, poi durante la sua rincorsa mi spostavo di un paio di passi trovandomi sempre lungo la traiettoria del pallone; alla fine di ogni partita ricevevo i complimenti del giovane che si meravigliava della mia immeritata bravura.

Certamente la mia statura mi aiutava ed anche le ridotte dimensioni delle porte di calcetto, comunque sia lo stupore è stato tutto mio nell’apprendere dal famoso istruttore Cavazzoni, durante la telefonata, che ai giocatori dell’Inter di Moratti sono stati fatti corsi di scacchi.

Era infatti il 2006 quando Milly Moratti viste le contestazioni dei tifosi al marito Massimo ed il pessimo rendimento della squadra pensò, emulando l’Inter scudettata del suocero, di istituire corsi di scacchi per i calciatori nerazzurri al fine di migliorare, durante le partite, la strategia del gioco; il Maestro Cavazzoni si propose ma per i troppi impegni sportivi della squadra l’iniziativa non ebbe seguito.

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Imparare ad usare il cervello, ad avere idee e saperle applicare usando le regole è probabilmente il grande insegnamento che il gioco degli scacchi da millenni ci dona.

Gli istruttori e gli insegnanti del gioco hanno la possibilità, io dico “fortuna”, di migliorare i giovani, attraverso il gioco e lo studio degli scacchi, sviluppando in loro la consapevolezza, in ogni disciplina, delle enormi potenzialità dell’intelletto umano.

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