Gli scacchi premiati in Botswana

(Roberto C.)
Lo sapevate che gli scacchi in Botswana hanno recentemente vinto tre premi prestigiosi?
Vi chiedete dove si trova questo Paese africano? E’ nel sud del continente, più o meno all’altezza del Madagascar, confina con Sudafrica, Namibia e Zimbabwe e non ha sbocchi sul mare.

Ho anche letto che è una Repubblica con un territorio vasto quasi il doppio dell’Italia, nel quale vivono circa un milione e mezzo di persone con una densità inferiore a 3 abitanti per km² (qui da noi è circa 200), e che la lingua ufficiale è l’inglese.

Ma torniamo al nostro gioco ed ai loro premi. Sul sito della FIDE questa notizia è presente da quasi quattro mesi e non ve la diamo, qualora vi fosse sfuggita, soltanto come informazione a sé stante; il perché lo capirete proseguendo la lettura ma intanto sappiate che sono in tanti ad averne scritto, ad esempio il Chess Daily News di Susan Polgar.

Il 7 ottobre 2017 si è svolta in Botswana la 37ª edizione del National Sports Commission Awards, un evento di grande successo principalmente per la comunità scacchistica locale perché gli scacchi dopo aver ricevuto cinque nomination hanno ottenuto ben tre premi! Siete sorpresi? Anch’io, mentre per loro non è stata affatto una sorpresa poiché in tre degli ultimi cinque anni il premio per l’etica sportiva è stato vinto dagli scacchi!

L’anno scorso gli scacchi del Botswana hanno vinto questi prestigiosi premi:

1) Sports Code of the year
Per gli organizzatori la Federazione di scacchi del Botswana (BCF) ha stravinto il premio per il livello di serietà e di organizzazione messa in campo.

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Miglior Amministratore 2017: Tshenolo Maruatona

2) Administrator of the year
Tshenolo Maruatona, nato nel 1980, giocatore senza Elo FIDE, negli ultimi sei anni Presidente della BCF, ha raccontato che quando ha assunto l’incarico aveva la preoccupazione che gli scacchi non venissero giocati nelle scuole pubbliche. Oggi, dopo l’impegno a potenziare i formatori e la distribuzione di attrezzature a varie scuole, può orgogliosamente affermare che “E’ un dato di fatto che tutti i forti giocatori di scacchi sono bambini prodigio o lo sono stati quando erano a scuola. Nella storia del Botswana Chess, non c’è stato mai un giocatore di scacchi che sia entrato nella squadra nazionale senza essere stato un studente di prima categoria. Mai.” spingendosi anche a dire “Ditemi il nome di un forte scacchista che conoscete in Botswana e che non è stato un ottimo studente! Vi do dei soldi se siete in grado di farlo!“.

E’ con queste ‘credenziali’ che nell’ultimo quadriennio la FBC è riuscita a raccogliere in sponsorizzazioni oltre 250000 Pula, l’equivalente di circa 21000 €, con una media annua di oltre 5000 €.

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Miglior Donna sportiva 2017: WIM Onkemetse Francis

3) Sports Woman of the year
Onkemetse Francis, giocatrice ventiseienne in possesso del titolo di WIM, è la Donna sportiva dell’anno. Ed ha anche vinto il relativo premio in denaro di 40000 Pula, equivalenti a circa 3365 €, che non sono affatto pochi in questo paese dove circa la metà della sua popolazione vive con meno di 2 dollari statunitensi al giorno; questo stesso premio fu vinto anche nel 2014 da Keenese Katisenge (nata nel 1985, giocatrice, senza Elo Fide, Istruttrice ed Arbitro), all’epoca direttore delle pubbliche relazioni per gli scacchi.

La Debswana, azienda attiva nel settore minerario e dedita all’estrazione di diamanti e carbone, per la prima volta sponsor nel 2017, ha deciso sostenere le donne all’interno e all’esterno dell’organizzazione in settori quali sport, imprenditorialità e mondo accademico.

Una bella notizia dall’alto valore etico e sociale, indipendentemente dal fatto che sia qualcuno del mondo degli scacchi ad aver vinto tale premio.

Notizia che mi ha ricordato ‘La regina di Katwe’, film prodotto dalla Disney, ispirato dal libro scritto da Tim Crothers ‘La regina bambina’ (Edizioni Piemme, 2013), sulla storia vera di Phiona Mutesi (classe stimata 1993, sua madre dice 1996). Phiona nata in uno degli slum più poveri di Kampala, in Uganda, e cresciuta in assoluta povertà, dopo aver dovuto lasciare prestissimo la scuola per poter aiutare la madre rimasta vedova con una numerosa famiglia scopre, seguendo uno dei fratellini che andava a giocare a scacchi nella baraccopoli, quel suo talento naturale che nel 2012 la portò ad ottenere, insieme ad Ivy Amoko, il titolo di candidata Maestro FIDE Femminile per l’ottenimento del 50% dei punti richiesto per le nove partite della 40ª Olimpiade degli scacchi di Istanbul (Turchia).

Per certi versi ricorda anche il film ‘The Dark Horse’, sempre tratto da una storia vera, dove con pochissime risorse sono riusciti a tenere vivo un club di scacchi nell’estrema periferia di Gisborne, nel nord della Nuova Zelanda, con il principale obiettivo del recupero sociale di un gruppetto di bambini e adolescenti a rischio, insegnando loro il gioco degli scacchi con l’obiettivo di non farli diventare dei delinquenti di strada.

Tornando al Botswana, il trentasettenne Tshepo Sitale, giocatore anch’esso senza Elo FIDE, già Presidente della FBC dal giugno 2008 al maggio 2013, è stato recentemente eletto Vice Presidente Senior del Comitato olimpico nazionale del Botswana (BNOC), l’equivalente del nostro CONI.

Non sarebbe bello che qualcuno dello scacchismo italiano diventi Vice Presidente del CONI?

[Immagini  tratte dal sito della FIDE]

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