Scacchi alla scuola materna

(Rosario Lucio Ragonese)
Da alcuni anni insegno scacchi nella scuola primaria e nella materna dell’Istituto “Pie Venerini” di Velletri (Roma). Bisogna prima sapere che nella mia famiglia ci sono tanti insegnanti: mio padre Giovanni (grande enigmista) era insegnante di scuola elementare, mia sorella Maria Teresa è insegnante di scuola primaria.

Ho fatto questa premessa per far capire che so benissimo cosa significa insegnare, ho vissuto tutta la vita con questo “modus vivendi”. Molto spesso ho visto “corsi per istruttori”, sia FSI sia di enti di promozione sportiva, che non insegnano ad insegnare, che non fanno pedagogia e che non insegnano a gestire una classe. Non è facile insegnare questo e quindi lo si tralascia ed ognuno fa errori su errori prima di capire, forse, la strada giusta.

Anche quest’anno scolastico è iniziato con “Porte aperte agli scacchi”, una sorta di inaugurazione dell’anno scacchistico, quasi una lezione di prova per tutti gli alunni dell’Istituto.
Si proseguirà con coloro che sceglieranno di impegnarsi.
La direttrice, dottoressa Luisa Goretti Nuzzo, ha tenuto a far sapere che i risultati dei “test Invalsi”, tenuti nella Scuola, hanno dato risultati più che positivi forse anche per lo studio degli scacchi, per la concentrazione che i giovani hanno imparato ad allenare, per la motivazione e il conseguimento di obiettivi.

Fare 6 lezioni diverse per 6 ore consecutive a bambini-ragazzi che vanno nella scuola primaria e nell’ultima classe della materna significa adattare il proprio linguaggio all’età e alla attenzione dei piccoli.
Parlare con loro è importante, chiamarli per nome è d’obbligo, e allora sì che si instaura un rapporto che non ha eguali.
Con i ragazzi che già da anni seguono il corso scolastico bisogna trovare nuove cose e nuovi stimoli per non far inaridire quanto fatto fin lì, bisogna alzare l’asticella e proseguire nel cammino che non ha fine, bisogna sempre imparare qualcosa di nuovo e migliorare.

Ma come si fa a far scattare la scintilla, la passione in bambini di 5 anni ?

Allora vi racconto i 40 minuti con gli undici bambini di quasi 5 anni.
Si va nella loro classe, ad ognuno di loro viene scritto in una spilla il nome di battesimo, il maestro non è un mago, e in fila si va nella “mitica” classe di scacchi.
Qui ci si ritrova tanti tavoli, ognuno con la scacchiera e i pezzi, la Lavagna Interattiva Multimediale (LIM) e altro materiale di cui l’istruttore potrebbe aver bisogno.
Si inizia trasmettendo sulla lavagna LIM la canzone “Scacco Matto” dello Zecchino d’Oro 2001 in versione cartone, poi la stessa in versione ufficiale con il bambino che canta, alla fine qualche bambino comincia a canticchiare il ritornello.
Durante la canzone naturalmente i bambini non sono stati fermi e hanno cominciato a spostare i pezzi sulle scacchiere, hanno cominciato a prendere confidenza con questi nuovi oggetti.

Siamo pronti ad accendere le luci e a guardare i nostri pezzi.
L’istruttore fa le costruzioni Torre Bianca – Torre Nera – Torre Bianca – Torre Nera.
Questi per gli insegnanti si chiamano “ritmi”; è bene conoscere il linguaggio del posto dove andate, bisogna parlare il loro linguaggio.
Ricordatevi: gli scacchi possono anche non interessare, ma la cultura, l’educazione, il rispetto, l’apprendimento, SI’.

E adesso bambini facciamo una cosa difficile: mettiamo due cavalli !!
Stupore, ho catturato l’attenzione, ho detto “una cosa difficile” il bambino è pronto alla sfida e il maestro mette i due cavalli insieme su una sola Torre, bisogna mettere i cavalli uno di fronte all’altro insieme e lasciarli insieme bilanciando il peso.
I bambini cominciano a provarci e ogni volta che uno ci riesce abbiamo messo un tassello per instillare passione; ci riescono quasi tutti e poi con grande stupore del maestro si sente “Io ne ho messi quattro”.

Pensavo a due più due in due costruzioni diverse e invece ancora una volta “l’allievo ha superato il maestro”, ne ha messi quattro tutti sulla stessa torre. Bravo !!
Sono sempre contento quando un bambino va oltre! Questo bambino dà prova di andare dritto provando altre soluzioni, oltre a voler essere stimolato vuole provare autonomamente.

Adesso è il momento di fare conoscenza con i pezzi, e allora li ammucchiamo al centro della scacchiera e poi disponiamo i Bianchi in ordine Torre – Cavallo – Alfiere – Regina – Re – Alfiere – Cavallo e Torre, tutti quelli piccoli davanti. Copiate la stessa posizione dall’altra parte con il Nero.
L’esercizio fatto non è affatto banale, il bambino deve capire cosa fare e con che cosa e poi deve eseguire facendo conoscenza con i pezzi degli scacchi che non conosce. Alla fine il bambino ha imparato che deve ascoltare il maestro, cercare di capire o copiare quello che fa il vicino di banco e si ritroverà ad aver eseguito bene il compito che ci eravamo prefissi. Il maestro si mostra contento dell’esercizio svolto e incoraggia gli allievi.

Eccezionale: non perdono l’attenzione e continuano a fare tutto quello che si dice loro.

Come insegnante sono felice di aver provato una gioia inaspettata, con bambini che sarebbero rimasti lì senza stancarsi. Poi il suono della campanella ci risveglia, dobbiamo staccare.
La prossima lezione faranno conoscenza con la scacchiera gigante e con tutto quello che ci si può fare. Aspetto la prossima lezione per vedere cosa imparerò. I bambini imparano da me ed io imparo da loro. Capita spesso che quello che fanno, o le domande poste, siano fonte di nuove inaspettate risorse.


Rosario Lucio Ragonese, iscritto alla Federazione Scacchistica Italiana dal 1972, giocatore, arbitro, istruttore, organizzatore… un factotum degli scacchi. Diffusore ed innovatore si occupa di giovani dal 2001, da allora ha partecipato a tutti i Campionati Italiani Giovanili. Molti i giovani e gli istruttori da lui formati.
Autore dei libri “Laboratorio Scacchistico”, “Scacchi e Enigmistica” e il manuale della Lisciani. Direttore di “Rivista Scacchi”.

One thought on “Scacchi alla scuola materna

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  1. An article that again gives new impulses and ideas, as well as triggers! Thanks for that.

    I will play the song for our Italian speaking children next week. The 132 children in the kindergarten speak 28 languages besides German! To start with a song in their language is a nice idea. Everyone has their own culture and language.

    Un articolo che dà nuovi impulsi e nuove idee, ma anche stimoli! Grazie per questo.

    Suonerò questa canzone per i nostri bambini di lingua italiana la prossima settimana. I 132 bambini della scuola materna parlano 28 lingue oltre al tedesco! Iniziare con una canzone nella loro lingua è una bella idea. Ognuno ha la propria cultura e la propria lingua.

    Sabine

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