Carlsen inarrestabile: stravince anche il Grenke

(Uberto D.)
L’incredibile 2019 di Carlsen continua con un’altra vittoria dominante, stavolta in Germania. Con 7,5 punti su 9, 1 punto e mezzo di vantaggio sul secondo arrivato, Fabiano Caruana, e una prestazione da 2990 Elo, il Campione del Mondo ha impressionato soprattutto per la qualità di gioco e la capacità di imporsi sugli avversari, caratteristiche che cominciano a ricordare il miglior Fischer.

[Nella foto di Eric van Reem (dal sito ufficiale), da sinistra Caruana, Carlsen, Naiditsch e Antje Leminsky (CEO dei Grenke AG)]

Carlsen, il dominatore

Ho usato molti aggettivi roboanti per introdurre questo ennesimo trionfo di Carlsen, ma la realtà è che si potrebbe dire ancora di più dell’incredibile risultato del norvegese nell’anno in corso. Riporto in grassetto e metto in evidenza le statistiche calcolate dal giornalista norvegese Tarjei J. Svensen e dal sito 2700.com:

31 partite (14 bianchi e 17 neri)
16 vittorie, 15 patte, nessuna sconfitta
Prestazione nel 2019 pari a Elo 2942
Imbattuto da 59 partite
Punteggio Elo live 2875,2
Vantaggio sul #2 in lista Elo (Caruana) 56,1 punti

Basterebbero questi numeri per definire l’attuale dominio di Carlsen nel panorama scacchistico, ma, come vedremo dopo, la sua vittoria a Karlsruhe/Baden Baden è stata ottenuta giocando altre “perle” in aggiunta a quelle già viste a Shamkir. C’è anche un altro fattore da sottolineare: l’evidente sudditanza psicologica che si è creata nei suoi avversari, che, con l’eccezione di Caruana e Anand (non a caso materiale da Campioni del Mondo…), sembrano non essere in grado di reggere la battaglia prima di tutto mentale sulla scacchiera. Aronian, Svidler e Vachier-Lagrave hanno dato l’impressione di aver perso prima ancora che la posizione lo dimostrasse.

Insomma, l’attuale Campione del Mondo (Classico e FisheRandom) e numero 1 delle tre classifiche (Classica, Rapid e Blitz) ha raggiunto quello stato di grazia che nel 2013/2014 lo portò a vincere praticamente tutto ed arrivare all’Elo 2882 (live 2889,2) che ad oggi è il record storico assoluto. Ebbene, anche se Carlsen ha sempre detto che arrivare ad un Elo di 2900 è impossibile, ieri ha dovuto ammettere che allo stato attuale delle cose è diventato un obiettivo quasi raggiungibile (“half-attainable“) e che “ci farà un pensierino”. E sempre Svensen ha già calcolato che gli “basterà” un 6,5 su 9 al torneo Altibox Norway Chess di Giugno per superare il suo record: per i 2900 sarà un po’ più difficile, ma il Carlsen di questa prima parte dell’anno, finalmente libero dal peso del match mondiale, sembra vincere così in scioltezza e con qualità che è difficile mettergli dei limiti.

La sala di gioco a Baden-Baden

In una intervista data agli organizzatori del Grenke (ottima copertura giornalistica, complimenti sinceri – se avete tempo e voglia, guardate report e interviste filmate sul canale YouTube del torneo), Carlsen ha detto che “tutto scorre facilmente“: in molte discipline sportive e situazioni lavorative ci si riferisce spesso al “flow”, quella particolare condizione nella quale tutto sembra collegarsi senza sforzo e ogni azione trova una naturale prosecuzione nell’azione successiva, come nelle migliori discese in slalom, quelle in cui lo sciatore segue una linea diretta e filante quasi senza sforzo. E’ questo lo stato di grazia, quasi zen, a cui tutti tendono e nel quale evidentemente si trova adesso Carlsen. Vedremo presto, alla tappa Rapid e Blitz del Grand Chess Tour 2019 che si svolgerà ad Abidjan in Costa d’Avorio dal 6 al 13 Maggio (prima apparizione in Africa della manifestazione) se il norvegese rimarrà in questa splendida condizione.

Il torneo

Dopo questa lunga introduzione, passiamo a vedere il tabellone del torneo.

Al di là del risultato finale, la prima metà del torneo non è stata di gran livello per Carlsen, almeno rispetto al livello di gioco mostrato a Shamkir. Le vittorie contro Keymer e Vallejo Pons sono arrivate in finali lunghissimi e dopo partite nelle quali non sempre era stato in vantaggio. Al terzo e al quarto turno le patte con Anand e Caruana sono state un po’ “strette”, nel senso che, in particolare contro Anand, il norvegese è sempre stato dal lato vantaggioso della partita. La patta con Naiditsch non è stata una buona partita, ma a partire dalla vittoria contro Meier (arrivata sempre in un lungo finale) i tasselli sono andati al posto giusto e il filotto finale di tre vittorie contro Aronian, Svidler e Vachier Lagrave non solo ha replicato le tre vittorie finali di Shamkir, ma ha anche mostrato di cosa è capace Carlsen quando è in giornata.

Una partita che ha destato molta impressione, anche perché è difficile trovare miglioramenti per il Nero a partire da una posizione apparentemente senza pretese. La partita del turno successivo ha avuto una conclusione spettacolare, anche se bisogna ammettere che Svidler ha prima “cercato rogne” e poi è crollato sotto la pressione di Carlsen

Ecco la breve clip della conclusione della partita, con i due giocatori che sorridono in previsione del matto e commentano brevemente cosa non aveva visto Svidler.

All’inizio dell’ultimo turno, sulla carta Caruana avrebbe ancora potuto raggiungere Carlsen ed imporre lo spareggio rapid (da molti desiderato come “rivincita” del mondiale) a patto che Vachier-Lagrave battesse Carlsen e Caruana battesse Aronian. Questi ultimi due hanno però rapidamente sviluppato sulla scacchiera una variante super-analizzata del Marshall, chiudendo con una rapida patta.
A quel punto però Vachier-Lagrave aveva già sacrificato un pedone apparentemente senza compenso e Carlsen, pur senza esibire una tecnica perfetta, ha vinto anche l’ultima partita, suggellando una vittoria mai in discussione.

Cosa rimane di altro da dire sul torneo? Citato di nuovo il secondo posto di Caruana con un +3 che in altre edizioni sarebbe stato sufficiente per vincere, merita un applauso Arkady Naiditsch che, dopo una brutta partenza, ha giocato con forza e metodo, battendo Anand e superando per spareggio tecnico (maggior numero di vittorie) un bravo ma non brillante Vachier-Lagrave.

Svidler, Anand e Aronian, tutti con un risultato del 50%, hanno offerto qualche sprazzo di classe ma anche subito dei brutti passaggi a vuoto che sono costati sconfitte decisive per il risultato finale. Stesso commento vale anche per Vallejo Pons, che ha raccolto meno di quanto ha costruito.

I due tedeschi sono giunti in fondo alla classifica, ma con sensazioni decisamente diverse. Se Meier ha assaporato la gioia di battere un ex-Campione del Mondo (Anand al 7° turno), Vincent Keymer ha toccato con mano la dura realtà degli scacchi giocati nei supertornei: partite lunghe e difficili, dove gli errori vengono di regola puniti. Le sei sconfitte subite non sono però state debacle: il ragazzo ha giocato molto bene, raggiungendo posizioni di mediogioco molto promettenti. Frutto in parte del suo talento e in parte della collaborazione con Peter Leko, il torneo è sicuramente il primo di una lunga serie che vedrà Keymer protagonista. Per ora deve ancora lavorare per ottenere il titolo di GM, ma il gioco sicuramente c’è. Ed è con la breve clip del sorriso da quattordicenne che vince la sua prima partita in un super torneo che voglio chiudere questa sezione sul GRENKE Classic:

Il GRENKE Open

Non posso chiudere questo post senza citare anche il GRENKE Open, il mega torneo che si è svolto a Karlsruhe in paralleo ai primi 4 turni del GRENKE Classic. Sabine ci ha fatto vivere l’atmosfera dei due tornei, giocato in una sala impressionante per capienza e per numero di giocatori ospitati.

La sala di gioco a Karlsruhe

Alla fine di un torneo molto equilibrato ha vinto il GM tedesco Daniel Fridman, che quindi giocherà il GRENKE Classic 2020. La vittoria è arrivata per spareggio tecnico, davanti all’ucraino Korobov, ai tedeschi Heimann, Bluebaum e Donchenko, all’armeno Ter-Sahakyan, all’ungherese Banusz e al giovanissimo indiano Gukesh, tutti a 7,5 su 9.

Il podio del GRENKE Open 2019

Va citata l’ottima prestazione del nostro GM Pier Luigi Basso, arrivato nel folto gruppo a 7 su 9. Molto bravi anche Artem Gilevych (che ha ottenuto 6 punti e mezzo) e il gruppo arrivato a 6 punti (Sonis, Seresin, Lodici, Barp e Sbarra).

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