Candidati 2024: assalto alla diligenza (mentre la FIDE guarda altrove)
(Uberto Delprato)
“Che se ne parli male purché se ne parli” sembra essere la strategia della FIDE degli ultimi tempi. E’ da tempo che assistiamo a una serie di decisioni che definire infelici è riduttivo. Davvero mi viene da pensare che l’unico motivo per (vado in ordine sparso) modificare la regole del limite ai mandati come presidente, annunciare una modifica significativa del meccanismo di ranking Elo e poi comunicarla così tardi da doverne posticipare l’applicazione, multare il giocatore più rappresentativo al mondo per una formalità e non per la sostanza di ciò che ha detto o fatto, consentire ai giocatori russi di giocare in Cina con la bandiera russa in spregio al divieto del Comitato Olimpico, pubblicare regole confuse sull’abbigliamento dei giocatori al Mondiale Rapid & Blitz che comincia tra pochi giorni come se fosse la cosa più importante e soprattutto, consentire di forzare le regole (per altro mal pensate e mal scritte) sulla qualificazione al Torneo dei Candidati 2024… insomma posso solo pensare che tutto ciò non possa che essere l’applicazione di una strategia voluta e non un susseguirsi casuale di autodanneggiamenti tipici di un “cupio dissolvi” da manuale.
Non vorrei scrivere un post oltremodo polemico con l’operato recente della FIDE, ma è difficile rimanere spettatori silenziosi di così tante forzature, interpretazioni di parte delle regole e insipienza nel difendere addirittura l’organizzazione del ciclo mondiale, il vero fiore all’occhiello della Federazione Internazionale.
Alcune delle azioni che ho citato nell’introduzione sono state decise durante l’ultimo Consiglio della FIDE e l’ultima Assemblea Generale della FIDE, altre sono notizie di cronaca, altre sono conseguenze logiche di errori fatti in passato. Qui voglio in particolare riflettere su quello che è successo e sta succedendo nelle ultime settimane nella corsa agli ultimi due posti del Torneo di Candidati del 2024.
Come scrivevo non più tardi di 3 settimane fa, ci sono ancora due posti da assegnare: al giocatore che sarà il primo (non qualificato in altro modo) nella classifica Elo del 1° gennaio 2024 e al giocatore che arriverà primo (tra i non già qualificati) nel FIDE Circuit.
La situazione nel FIDE Circuit: l’India fa la sua mossa
Visto che il tentativo di Gukesh di racimolare i punti necessari a superare l’attuale qualificato dal FIDE Circuit (Anish Giri) al London Chess Classic 2023 è fallito, a Chennai è stato organizzato in fretta e furia un torneo ad inviti al quale hanno partecipato, tra gli altri, Gukesh, Erigaisi e Maghsoodloo.

Perché cito questi 3 giocatori? Perché i due indiani, vincendo il torneo, avrebbe potuto scavalcare Giri e mettersi al secondo posto del FIDE Circuit (Caruana lo ha già vinto, ma lui è già qualificato grazie al risultato ottenuto alla FIDE Chess World Cup). L’iraniano Maghsoodloo avrebbe potuto invece guadagnare punti Elo sufficienti per rientrare nella competizione per l’altro posto.
Ecco la classifica finale, che premia proprio i due ragazzi indiani.

Vediamo come questo risultati, scaturiti da un torneo che non era in calendario ad inizio dicembre, hanno contirbuito ad aggiornare la classifica del FIDE Circuit:
- Fabiano Caruana 118.61 (5 tornei) – già qualificato
- Gukesh D 87.36 (5 tornei)
- Anish Giri 84.31 (5 tornei)
- Wesley So 83.40 (5 tornei)
- Erigaisi Arjun 81.24 (5 tornei)
- Magnus Carlsen 64.61 (3 tornei) – già qualificato
- Hikaru Nakamura 59.25 (3 tornei) – già qualificato
- Tabatabaei M.Amin 56.14 (5 tornei)
Gukesh è ora al secondo posto e quindi è qualificato per Toronto a meno che Giri o Erigaisi ottengano risultati eclatanti nei Campionati del Mondo Rapid & Blitz che iniziano martedì prossimo. È già fuori da questa lotta Wesley So, che non partecipa ai due mondiali.

Senza voler togliere nulla al risultato di Gukesh, è moralmente giusto che una federazione organizzi in pochi giorni un torneo tale da poter essere considerato per il FIDE Circuit? E che lo faccia invitando, comprensibilmente, alcuni giocatori e non altri? “Non c’è nulla di illegale” si potrebbe obiettare ed è vero, ma qui stiamo parlando di altro, in particolare di un regolamento, stilato dalla FIDE, che consente che ciò accada, senza prevedere l’obbligo di annunciare i tornei del circuito entro una certa data.
La situazione per il punteggio Elo: la Francia fa la sua mossa
La situazione è ancora più paradossale (e, onestamente, deplorevole) per la qualificazione via punteggio Elo. Dopo la Sinquefield Cup avevo ipotizzato che Dominguez (solo di un punto dietro a Wesley So) avrebbe cercato di partecipare a un torneo fuori dagli USA (a causa del “chiarimento” tardivo pubblicato dalla FIDE) citando il Sunway Chess Festival di Sitges o un torneo “di comodo” che una federazione amica avrebbe organizzato (pensavo a Cuba).

E in effetti, questo è successo: Leinier è volato in Spagna per giocare il Sitges, ma senza fortuna. L’ex-cubano si è ritirato dopo 5 turni quando, dopo due patte con giocatori con Elo più basso ma abituati a giocare i tornei Open, stava perdendo 4.7 punti, mettendo a rischio futuri inviti a tornei. Su questo ci sarebbe molto da dire, ma rimaniamo ai fatti: Dominguez ha giocato le sue carte in un torneo in calendario da tempo e il tentativo è fallito. Succede.
Ben più grave quello che ha deciso di fare la federazione francese, ovvero organizzare un fantomatico evento denominato (senza vergogna) “Race to Candidates 2023” (Corsa verso i Candidati 2023) e che ha visto Alireza Firouzja giocare a Chartres 3 mini-match di due partite con 3 giocatori di forza nettamente inferiore: il belga Alexandre Dgebuadze (2439), il francese (naturalizzato) Andrei Shchekachev (2506) e l’ucraino Sergey Fedorchuk (2546). Un totale di 6 vittorie avrebbe permesso a Firouzja di superare l’attuale punteggio Elo di So, qualificandosi in questo modo per Toronto.

Di nuovo: è moralmente accettabile questo tipo di tentativi perfettamente leciti dal punto di vista formale ma estremamente fastidiosi da quello sportivo? In molti, i francesi per primi, hanno citato il precedente della federazione cinese, che nel 2022 organizzò una serie di improbabili tornei e match per far giocare a Ding Liren il numero di minimo di partite necessario per poter essere selezionato come sostituto dello squalificato Karjakin per il Torneo dei Candidati di Madrid (operazione coronata da un clamoroso successo, visto che ora Ding Liren è Campione del Mondo).

Il sempre spiritoso (ma stavolta sarcastico) Giri ha chiesto se avrebbe potuto organizzare un match con la moglie Sopiko Guramishvili (2383) per raggranellare punti Elo e, purtroppo, la sua idea per quanto paradossale sarebbe tanto lecita quanto quella applicata dai francesi.
Ad oggi Firouzja ha ottenuto solo 5,5 su 6 e quindi è ancora un punto Elo dietro So (e non voglio entrare qui nella facile polemica sulla qualità di gioco e sulle posizioni in cui i suoi avversari hanno abbandonato o accettato la patta), ma nulla impedisce ai francesi di organizzare un altro mini-match di due partite o, continuando nel teatro dell’assurdo, a Wesley So di organizzare un qualsiasi match negli USA con uno dei tanti GM “comodi” locali (tanto più che, non giocando a Samarcanda i mondiali Rapid e Blitz potrebbe giocare fino al 31 dicembre se fosse necessario)!

Insomma un caos a cui si è aggiunto l’improvvido comunicato della FIDE che “si riserva il diritto di non ratificare un torneo come valido per l’Elo” prima ancora che qualcuno sollevasse la questione (cosa poi fatta dalla federazione USA con una nota ufficiale). Uno spettacolo avvilente, tutto figlio dell’incapacità della FIDE di prevedere gli effetti delle regole che essa stessa ha definito.
La miopia della FIDE
Dopo gli anni della “wildcard” e della qualifcazioni compensatorie (leggi Radjabov), la FIDE è riuscita a definire per ben tre cicli mondiali regole di qualificazioni chiaramente inadeguate a garantire la credibilità del Torneo dei Candidati.
La scelta della qualificazione tramite punteggio Elo sembra rispondere ad una logica meritocratica, ma con l’attuale abbondanza di tornei e la mancanza di un limite temporale alla loro organizzazione, abbiamo assistito più volte ad atteggiamenti antisportivi ma perfettamente logici e legali: prima Anish Giri che nel 2019 ha praticamente smesso di giocare per mantenere l’Elo medio annuale raggiunto, poi Ding Liren con la sua maratona artificiale per raggiungere il numero minimo di partite nel periodo 2021-22, ed oggi ad Alireza Firouzja che gioca un torneo di comodo dell’ultim’ora per gonfiare il suo punteggio del 1° gennaio 2024.
Era evidente a tutti che passare dalla media Elo annuale al punteggio Elo di uno specifico mese non avrebbe fatto altro che creare i presupposti per questo tipo di tentativi artificiali. La colpa non può essere data ai giocatori o alle federazioni, secondo me: ognuno fa i propri interessi e, pur se sono certo che partecipare ad eventi tipo quello di Chartres farà perdere tifosi a Firouzja, è stata la FIDE a non considerare il danno che consentire (e, in un certo senso, invogliare) tali azioni avrebbe apportato a quella che è forse la manifestazione individuale più importante che porta il suo marchio: il ciclo per il titolo mondiale.
Ormai il vaso di Pandora è stato aperto e nella prossima settimana potrebbe succedere letteralmente di tutto, con una sola conclusione certa: la svalutazione del Torneo dei Candidati e dell’importanza dei risultati sportivi di So, Giri, Gukesh e Firouzja.
Un tale disastro che, come dicevo all’inizio, non può che essere voluto dai vertici della FIDE. Vertici che, in particolare per il presidente Djorkovic, potrebbero anche rimanere in carica a lungo nonostante questo scempio, visto il grande risultato di aver ottenuto l’approvazione dell’Assemblea Generale della proposta di eliminare il termine massimo di due mandati. Come ha detto senza tanti giri di parole Aronian “Tutto ciò è imbarazzante e (…) distruggerà la FIDE agli occhi dei giocatori professionisti”
