I Tornei Internazionali di Scacchi del Banco di Roma: Anatoly Lein
Anatoly Lein (da “L’Italia Scacchista”, luglio 1976)
(Antonio Monteleone)
Siamo all’origine di tutto, al primo Torneo del Banco di Roma disputato dal 24 aprile al 5 maggio 1976. E naturalmente parliamo del primo vincitore di questa serie di tornei, l’apolide Anatoly Lein. Sì, sull’elenco dei partecipanti è scritto proprio così, come possiamo vedere dalla pagina estratta dalla storica rivista italiana “L’Italia Scacchistica” in cui appare anche la genesi di questi tornei che, a seguito dei buoni risultati della squadra di scacchi nei due anni precedenti, spinse il Gruppo Sportivo del Banco di Roma ad organizzare questo primo torneo internazionale di scacchi.

Lein è stato uno scacchista sovietico che emigrò negli Stati Uniti come in tanti fecero in quei periodi e lo fece proprio nel 1976. Non avendo ancora la cittadinanza di questo paese, partecipò al nostro torneo senza una nazionalità.
A questo primo torneo, si presentò come giocatore di esperienza non più nel fiore degli anni ma pur sempre con l’ELO più alto tra i partecipanti. Io non vidi questo primo torneo dal vivo, e a dire il vero neanche quelli immediatamente successivi, perché ancora occupato a giocare con i soldatini e a Subbuteo (!), con gli scacchi ancora lontani dal mio orizzonte.
E qui mi viene in soccorso Riccardo con il suo ricordo di Lein proprio legato al primo Torneo del Banco di Roma, dove lui vide per la prima volta un forte GM sovietico dal vivo e dove lo descrive alla perfezione.
A questo punto, passiamo alle sue partite iniziando con una che nasconde un piccolo “mistero”.
Il Bianco ha tenuto in mano il pallino del gioco a lungo ed è bastato un attimo d’incertezza per rovinare una partita praticamente vinta. Peccato, perché il nostro Toth ha dimostrato in questa partita che valeva sicuramente il titolo di GM che, inspiegabilmente, non riuscì mai a raggiungere. Con il senno del poi, dopo un ottimo torneo con ben cinque vittorie, con il risultato positivo che ci si sarebbe potuto aspettare in questa partita, avrebbe vinto il torneo, ma di se e di ma ne è piena la storia.
Ma qual è, alla fine, questo “mistero”? Esso è racchiuso nell’attribuzione dei colori di questa partita, dove su vari DataBase di Chessbase e tra quelli sul Web di siti specializzati, tutti danno come Bianco Lein, cosa però impossibile visto che la classifica lo vedeva imbattuto. Ma in soccorso ci viene la cara carta stampata, sempre della stessa rivista su citata, che ci mostra chiaramente che il Bianco era di Toth. E qui ci troviamo difronte ai problemi della società moderna, con una “fake news” confezionata in maniera perfetta, anche se in maniera involontaria, che tutti prendono per buona. Quello che impressiona è che, nonostante la mole d’informazioni che il digitale oggi ci dà, per togliere tutti i dubbi si sia dovuto ricorrere al vetusto supporto cartaceo. Occhio ragazzi, occhio!
Nella prossima partita, Lein combatterà contro la Variante Lasker-Pelikan, anche conosciuta come Sveshnikov, della Difesa Siciliana contro il dinamico GM ungherese Istvan Bilek.
Una Variante posizionale contro l’aggressiva Difesa del Nero che ha dato i suoi frutti. In molti ricorderanno l’utilizzo di questa Difesa da parte di Carlsen contro Caruana nel loro Match Mondiale, con il Campione del Mondo che prese il sopravvento, negli spareggi Rapid, proprio contro il seguito visto in questa partita che Caruana scelse con la sua settima mossa di Bianco. È interessante come alcune continuazioni quasi scompaiono dalla prassi agonistica e poi ritornano improvvisamente in auge quando impiegate con convinzione da qualche forte giocatore. Chissà, forse anche gli Scacchi vengono influenzati dalle mode!
Adesso vediamo ciò che per me è stata una sorpresa: il nostro Tatai in “aggressive mode”!
Il Tatai che non ti aspetti. Bel coraggio e gioco abbastanza preciso. Anche Stefano avrebbe meritato il titolo di GM, ma anche lui non riuscì a raggiungere l’ambito titolo.

Lein vinse il torneo in solitaria, dimostrando di avere quel quid in più caratteristico dei giocatori di livello superiore.
E sì, perché non avendo mai raggiunto una grande notorietà, sono convinto che è sconosciuto a molti e soprattutto ai più giovani, è stato uno di quei forti giocatori sovietici che ha conseguito risultati importanti quali, nel suo caso, la vittoria del Campionato di Scacchi di Mosca nel 1971 e vittorie importanti contro giocatori del calibro di Tal, Smyslov, Polugaevsky, Tajmanov e Stein. Insomma, risultati di tutto rispetto per uno dei tanti giocatori di oltre cortina che si trasferirono nello stato delle grandi opportunità tra gli anni Settanta e Ottanta, ma che in questo torneo giocò senza rappresentare alcuna nazione.