Franz Kafka (3.7.1883 – 3.6.1924)
(Adolivio Capece)
Fra i tanti scrittori importanti appassionati di scacchi, come per esempio Tolstoj, Nabokov, Dickens, Beckett, Lewis Carroll, va annoverato anche Franz Kafka, di cui oggi, 3 giugno 2024, il mondo letterario celebra i cento anni dalla scomparsa.
Innegabilmente Kafka si dedicò assai poco agli scacchi e ovviamente non vi si dedicò mai a livello agonistico.
Tuttavia va ricordato perché nell’ottobre del 1911 giocò contro Capablanca, che si esibiva a Praga in simultanea contro 25 avversari.
Che Kafka fosse tra i giocatori è documentato dalle fotografie dell’evento.
Va ricordato che Capablanca, che aveva 22 anni (era nato all’Avana il 19 novembre 1888), aveva attraversato l’Atlantico per la prima volta all’inizio di quell’anno per andare a giocare il grande torneo di San Sebastiano in Spagna (19 febbraio-17 marzo). A sorpresa aveva vinto il torneo ed era stato invitato a Praga sull’onda del clamore suscitato dalla sua vittoria.
Ci si potrebbe chiedere come mai Kafka, che allora aveva 28 anni (era nato a Praga il 3.7.1883) e sicuramente non era conosciuto come scacchista, anche se ogni tanto disputava qualche partita al Cafè Louvre di Praga, sia stato invitato a giocare: la sua partecipazione fu dovuta al fatto che in queste esibizioni si schieravano, oltre ai migliori giocatori, anche le persone più in vista della città e Kafka era un importante funzionario assicurativo (lavorava presso l’Istituto di assicurazioni contro gli infortuni del Regno di Boemia e in poco tempo aveva fatto una notevole carriera) e inoltre faceva parte di una delle famiglie ebree più importanti della città.

Comunque Kafka sapeva giocare: aveva imparato negli anni in cui aveva frequentato l’Università, dopo che dal 1889 al 1893 aveva frequentato la Deutsche Knabenschule, la scuola elementare maschile tedesca, presso il Masnýtrh/Fleischmarkt (mercato della carne), ora conosciuto come Strada Masná.
Terminata la scuola elementare nel 1893, Kafka fu ammesso al rigoroso liceo classico Altstädter Deutsches Gymnasium, situato all’interno del Palazzo Kinsky.
Il tedesco era la lingua delle lezioni, ma Kafka parlava e scriveva anche in ceco, che studiò al Gymnasium per otto anni con buon profitto.
La sua educazione ebraica si concluse all’età di 13 anni, ma non dimostrò mai interesse per la pratica religiosa, tanto che in sinagoga si recava, con il padre, solo per le quattro principali festività dell’anno.
Nel 1901 completò gli esami di maturità e nello stesso anno fu ammesso all’Università tedesca di Praga: iniziò a studiare chimica, ma dopo due settimane passò a giurisprudenza.
Il cambio di facoltà per avere più tempo per dedicarsi alla scrittura, ma fu anche l’occasione per imparare a giocare a scacchi, che in quegli anni conobbero un periodo aureo soprattutto per l’eco dei successi di Akiba Rubinstein, che tra l’altro era anche lui ebreo.
Ricordiamo che Rubinstein in quegli anni era in grande ascesa, ascesa che culminò con la vittoria nei tornei di Ostenda (alla pari con Bernstein) e di Karlsbad nel 1907, di Lodz nel 1908, di Leningrado nel 1909 (alla pari con l’allora campione del mondo Lasker).
Per di più nel grande torneo di San Sebastiano del 1911 era giunto secondo, ma terminando imbattuto, dietro a Capablanca, che sconfisse nell’incontro diretto. Avrebbe dovuto anche battersi per il titolo mondiale, ma fu bloccato dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Quanto a Kafka non è improbabile che abbia studiato anche un po’ di teoria, dato che nella sua biblioteca sono stati trovati alcuni testi scacchistici, ovvero “Il Manuale degli scacchi” di Bilguer (8ª edizione, revisionata da Carl Schlechter), “Il finale nel gioco degli scacchi” di Hans Fahrni, “300 finali” di Henri Rinck e anche “15 partite selezionate del torneo Karschau 1918” a cura di Jacques Mieses a testimonianza di un interesse non sopito per il gioco.

Tuttavia, poichè nei ‘Diari’ non parla mai di scacchi, è stato messo in dubbio che sapesse giocare: ma va tenuto presente che i ‘Diari’ coprono anni successivi a quelli in cui si dedicò un po’ al gioco, in particolare il 1911: infatti i Diari vanno dal 1912 al 1920.
Nell’opera di Kafka è stato trovato un solo riferimento agli scacchi, all’interno del genere epistolare. In “Letters to Milena” (Schocken Books, New York, 1990), il paragrafo seguente, per molti versi poco chiaro, fa parte di una delle lettere:
“L’unica cosa che temo – e lo temo con gli occhi ben aperti, sto affogando in questa paura, impotente (se potessi dormire così profondamente mentre sprofondo nella paura non sarei più vivo) – è questa cospirazione interiore contro me stesso (….), che si basa sul fatto che io, che non sono nemmeno il pedone di un pedone nella grande partita a scacchi, tutt’altro, ora voglio prendere il posto della regina, contro tutte le regole e nella confusione del gioco – io, pedone di un pedone, un pezzo che non esiste nemmeno, che non è nemmeno nel gioco – e poi potrei voler prendere anche il posto del re o addirittura l’intera scacchiera. Inoltre, se questo fosse ciò che realmente volessi, dovrebbe accadere in qualche altro modo, ancora più disumano”.
Bene, a questo punto è ora di vedere la partita.
Possiamo dire che Kafka, che giocò la Difesa Siciliana, riuscì a tenere per una quindicina di mosse (anche se già dopo otto stava peggio), poi prese matto alla 24a.
José Raúl Capablanca – Franz Kafka
Praga 1911
Concludiamo con una curiosità.
Su diversi database si trovano partite del campionato di scacchi disputato a Praga nel 1921 e giocate da Fr.Kafka, partite che sono state attribuite allo scrittore.
In realtà si tratta di un omonimo: è stato infatti appurato che il Fr.Kafka che prese parte al torneo era in realtà Frantisek Kafka (1894-1941), un medico, psichiatra, insegnante alla Charles University di Praga, iscritto al circolo locale e buon giocatore, che si piazzò al nono posto con 5 punti.
Purtroppo durante la Seconda Guerra Mondiale il dottor Frantisek Kafka fu arrestato e ucciso dalla Gestapo.
1 ha pensato a “Franz Kafka (3.7.1883 – 3.6.1924)”