Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Elogio della Solitudine

Game master (Eva Barro, 2018)

(Fabio Lotti)
Sollecitato dal lettore Michele mi butto in questa impresa…

Fin da ragazzo ho avuto una certa predisposizione verso questa silenziosa amica. Voglio dire che, dopo i vari casini combinati con gli altri compagni in quel di Staggia negli anni Cinquanta-Sessanta durante alcune ore della giornata, ad un certo punto c’era spesso ad aspettarmi la classica soffitta in quella piccola casa in affitto. Talmente piccola che avevo il mio lettino nella camera dei genitori…

La soffitta rappresentava perciò un luogo ideale, un luogo sicuro dove potevo trasformarmi, da ragazzaccio di strada, in un cultore di storie, racconti e poesie. Un isolamento, una Solitudine (come fosse, ripeto, un’amica) che mi permetteva di crescere dal punto di vista delle conoscenze più disparate, dove non mancavano i grandi scrittori e poeti ma anche i gialli. E allora diventavo un vero e proprio declamatore alla Gassman imparando a memoria e poi recitando certi versi che mi colpivano. Oppure entravo nelle vesti di uno Sherlock o Poirot o di un Nero Wolfe cercando di risolvere l’intricato problema dell’assassinio avvenuto, magari, nella classica camera chiusa da tutte le parti. Con certi brividi di paura quando scendeva la sera e qualche ombra si creava nella soffitta…

Ma non mancavano nemmeno gli incredibili fumetti che in quel momento erano di moda, vedi “Tex Willer”, “Blek Macigno”, “Zagor”, “Capitan Miki”, “Nembo Kid” e gli immancabili “Topolino”, “Paperino” insieme a “Cucciolo” e “Tiramolla”. Così all’improvviso mi si aprivano cieli immensi, pianure sterminate, prendevano corpo indiani indiavolati, cowboy dalla pistola facile, rapine alle banche, inseguimenti, sparatorie, Mefisto che appariva e spariva a suo piacimento e un brivido me lo faceva correre lungo la schiena. Oppure immaginavo di essere ricco sfondato e fare il bagno in una vasca piena di soldi come zio Paperone!

Solitudine al mio fianco durante il periodo degli scacchi per corrispondenza quando ancora non c’era il computer. Ore e ore seduto davanti alla scacchiera a immaginare la risposta dell’avversario, spostare i pezzi, almanaccare e analizzare tutto preso dal sacro fuoco della creatività. Che indimenticabili momenti! E, sempre con la mia fedele amica, a buttar giù testi di scacchi e gialletti-scacchetti (li definisco così) in collaborazione con l’amico Maestro Mario Leoncini già citati nel blog.

Se fossi solo io a volerla santificare sarebbe però poca cosa. Tanti grandi scrittori, uomini e donne famosi in diversi campi hanno intessuto il suo elogio o comunque parlato di lei. John Selby ci ha scritto perfino un libro e Fabrizio De Andrè una indimenticabile canzone.

In certi momenti solitari sono riuscito perfino a scrivere anche qualche poesiola che presento ai lettori confidando nella loro benevolenza…

Palio

Turbinio di suoni pluricolori
si addensa
per scoppiare
improvviso
durante la corsa
frenetica
che sfreccia
nei cuori
commossi

Giovani

Penduli
tremano sulle labbra
pensieri d’amore
fremiti di gioia
trascorrono
sui volti leggeri
sguardi innocenti
si posano
sulle cose del mondo

Poesia

Amo la poesia
che ascolta
sommessa e stupita
il suono profondo
dell’animo

Musa

Accoccolato sull’erba alta
ho visto la Musa
lanciare un sorriso
svaporato nell’aria
come un ricordo lontano

Estate

Piove dall’aria appiccicosa
il frinire assordante
delle cicale
tutto è immobile
fissato
con un mastice invisibile

Mare

Il silenzio del mare
respira profondo
la Solitudine stessa
si ferma a guardarlo
stupita

Temporale

Lontano mormorii sommessi
parlottare continuo
di trepide voci
custodi gelose
di un arcano segreto

Frutto maturo

Intacco l’arancia
che sprizza
lacrime di sangue

Contrasti

Nell’azzurro del cielo
si apre
improvviso
fiore maestoso
ondeggia sgargiante
tra petali bianchi
scarlatto
risponde
l’azzurro
del mare

Scacchiera

Sterminata pianura
sospira e geme
tra attacchi furiosi
e scacchi mortali
di menti perverse
votate al martirio

Scacco matto

Trafitto da un raggio di morte
ed è subito notte

Idea ripresa, naturalmente, dalla poesia di Salvatore Quasimodo

Ed è subito sera

Ognuno sta solo sul cuore
della terra
trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera.

Il messaggio del poeta non è propriamente consolatorio ma io esclamo lo stesso “Viva la Solitudine!”

P.S.: Senza esagerare, però, mi raccomando, che, dopo l’isolamento, una giusta compagnia fa sempre bene…


Fabio Lotti è nato a Poggibonsi (Siena) nel 1946. Laureato in Materie Letterarie, è Maestro per corrispondenza e collaboratore di riviste scacchistiche specializzate. Ha pubblicato vari testi teorici, tra i quali “Il Dragone italiano“, “Gambetti per vincere” e “Guida pratica alle aperture“.

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13 pensieri su “Elogio della Solitudine

  1. Sono sempre in ammirazione della altrui capacità di esprimere in versi le proprie idee, sogni e sentimenti. Capacità che vorrei avere ma non ho e tempo non avrò mai complimenti Fabio e abbraccio

  2. Grazie per aver definito con poetica precisione la mente di noi scacchisti: “Menti perverse votate al martirio”. Bellissima frase, mi ricorda due versi di una poesia di Gozzano:
    “L’arte è paga di sé, preclusa ai molti,
    a quegli data che di lei si muore”

  3. Anch’io amo la solitudine,dev essere un prerogativa degli scacchisti.
    Non sapevo avessi uno spirito anche poetico, complimenti Fabio

  4. Sembra che i versi che appaion nell’articolo, certo ben fatti, siano ispirati agli haiku giapponesi (tranne quelli ispirati a Quasimodo, che egli scrisse come “finale” di una poesia più lunga poi eliminata su consiglio di un amico).

  5. Sono sincero. Non pensavo di suscitare tanto interesse e questo mi fa altrettanto piacere. Grazie ancora!

  6. La solitudine come creazione la trovo estremamente interessante.Senza esagerare..che non diventi isolamento! Grazie babbo!!

  7. Mi risuonano le tue poesie,interessante ciò che l’ esterno fa risuonare sempre qualcosa dentro noi! Complimenti babbo!

  8. Vedo con piacere che è venuta a trovarmi con il suo bel sorriso anche Alessandra Buccheri che ha tenuto per molto tempo “The blog around the corner” dedicato alla letteratura gialla al quale ho collaborato con più di 200 pezzi. Ciao, Buccherina!

  9. La solitudine, come la libertà, è un sentimento così soggettivo che è quasi impossibile da descrivere compiutamente. Cercare di trasmetterne le sensazioni con la forza della poesia è un buon modo per farla intuire (di più non si può, a meno che non si sia provata nella stessa identica forma). Ma per riuscirci bisogna essere bravi come te, Fabio.
    P.S.: l’arancia intaccata era sicuramente un Tarocco. Con la Navel non sarebbe mai successo….

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