Robert Hübner – Un altro pezzo di storia degli scacchi se n’è andato
Hübner a Tilburg, 1987 (R. Croes)
(UnoScacchista)
La prima domenica del 2025 ci ha portato la triste notizia della morte di Robert Hübner a Colonia (Germania). Questo nome può non dire molto ai giocatori di questo secolo, ma Hübner è stato uno dei più forti giocatori al mondo nel periodo tra il 1970 e il 1990. Fu quattro volte Candidato al titolo mondiale, raggiungendo la finale nel 1981, quando perse in circostanze drammatiche il match contro Korchnoi a Merano.
Di Hübner abbiamo due ricordi personali, scritti da Alessandro Rizzacasa (“Hübner l’anti-eroe“) e Mario Spadaro (“Un pomeriggio con il GM Robert Hübner“) ma ancora molto ci sarebbe da dire su uno dei più colti, introversi, e originali giocatori di scacchi del dopoguerra.

Grande Maestro dal 1971, Hübner fu un illustre papirologo, si divise tra studi e scacchi, raggiungendo l’eccellenza in entrambi. Anche guardando solamente alla sua carriera scacchistica, non si limitò ad arrivare al terzo posto della classifica Elo mondiale nel 1980, ma contribuì con molti libri, tutti caratterizzati dal profondo rigore analitico che era un suo inconfondibile tratto. Un ricerca della perfezione che fece scrivere a Bill Hartston che “Il suo approccio perfezionista e piuttosto pessimista (…) gli ha impedito di raggiungere la vetta.”
“Those who say they understand chess, understand nothing.”
(Robert Hübner)
“Chi dice di capire gli scacchi, non ha capito nulla”
Il giudizio di Hartston sembra confermato dalla sua tormentata partecipazione ai Tornei dei Candidati, a cominciare da quella del 1971. Dopo essersi qualificato nell’Interzonale di Las Palmas del 1970, Hübner affrontò Petrosian a Siviglia. La sede di gioco era molto rumorosa e il tedesco si lamentò più volte (al contrario di Petrosian che, avendo difficoltà di udito, si limitava a … spegnere gli auricolari). Il culmine dei problemi fu la settima partita (si giocava al meglio delle 10 partite e il match era in parità) nella quale Hübner, in una posizione pari, lasciò un pezzo in presa in Zeitnot dopo essere stato in vantaggio (tanto che rifiutò una proposta di patta). Visto che gli organizzatori non avevano e non avrebbero fatto nulla per migliorare le condizioni di gioco, Hübner abbandonò il match.

Hübner si qualificò di nuovo per il Torneo dei Candidati nel 1979, giungendo terzo nell’interzonale di Rio de Janeiro. Questa volta il tedesco vinse i match contro Adorjan e Portisch (ad Abano Terme), raggiungendo la finale contro Korchnoi, che venne giocata a Merano a cavallo tra il 1980 e il 1981. Dopo un’alternanza di vittorie, Hübner andò in vantaggio ma perse con una svista clamorosa la settima partita. Dopo aver perso anche l’ottava partita e sospeso la nona e la decima, il tedesco semplicemente annunciò per lettera all’arbitro il suo ritiro dal match. In una lunga e bella intervista a “Der Spiegel” dal titolo “Nicht wie ein Affe im Zoo” (“Non come una scimmia nello zoo”), Hübner spiegò i motivi di tale gesto, che furono riassunti con questa affermazione “Non mi sentivo in grado di giocare a scacchi con l’impegno e al livello che pretendo da me stesso“. Era evidente come la pressione di quanto succedeva “attorno” al match (e non “nel” match, tanto che Hübner non accusò Korchnoi o gli organizzatori di nulla) risultò impossibile da sostenere per il riflessivo e rigoroso professore.

La terza possibilità di provare ad arrivare al titolo mondiale fu due anni dopo, quando, qualificato di diritto in quanto finalista del ciclo precedente, si trovò ad affrontare nei quarti di finale del Torneo dei Candidati l’ex-Campione del Mondo Smyslov. Il match si svolse a Velden, in Austria, e terminò in parità 7 a 7, con una vittoria per parte. Senza una regola prevista per risolvere la parità (ah, benedetta FIDE…) fu stabilito che il vincitore del match venisse deciso … alla roulette del locale casinò! Se fosse uscito un numero nero sarebbe andato in semifinale Hübner, se fosse uscito un numero rosso avrebbe proseguito il torneo Smyslov. Il lancio della pallina avvenne con Hübner già tornato a casa e l’esito fu… lo zero!!! Il secondo giro di roulette sancì la vittoria per il sovietico: se mai un giocatore può lamentarsi della sfortuna negli scacchi, questo doveva essere certamente Hübner.

Hübner riusci a qualificarsi di nuovo al Torneo dei Candidati nel 1990 a Manila, dove per la prima volta l’Interzonale venne giocato col formato italo-svizzero tra 64 giocatori. Negli ottavi di finale il tedesco affrontò nel 1991 a Sarajevo l’olandese Jan Timman, perdendo 2,5 a 4,5 senza neanche una vittoria.
Hübner fu comunque un giocatore di grandi successi, vincendo, tra gli altri i tornei di Houston nel 1974, Monaco di Baviera nel 1979, Chicago nel 1982, Biel nel 1984, Linares nel 1985 e Tilburg (Interpolis) 1985. Famosa, in quest’ultimo torneo che vinse assieme a Miles e Korchnoi, la patta proprio con Miles. Una patta concordata, con l’assenso dell’arbitro, perché il tedesco non se la sentiva di giocare contro un avversario al quale, per forti dolori alla schiena, era stato consentito di giocare sdraiato su un lettino da massaggio. Non concordata però nelle mosse, scelte in maniera provocatoria (1. d4 e5 2. dxe5 Qh4 3. Nf3 Qa4 4. Nc3 Qa5 5. e4 Patta), con i commentatori che gridarono allo scandalo, senza per altro che ci fossero conseguenze pratiche.

Anni dopo, nel 1999 Hübner vinceva ancora il campionato tedesco (dopo averlo vinto per la prima volta nel 1967!) e vinse anche la medaglia d’argento con la Germania nelle Olimpiadi di Istanbul del 2000. Il tedesco, per altro, ha avuto ottimi risultati nelle 11 Olimpiadi giocate tra il 1968 e il 2000 (spiccano il 15 su 18 a Skopje 1972 e il 7 su 10 a Novi Sad 1990), con un risultato complessivo di 80,5 punti in 122 partite. Quella di Istanbul fu la sua ultima Olimpiade, dato che annunciò che non avrebbe più partecipato dopo che vennero introdotti i test anti-doping; li riteneva infatti solamente un prova di forza della FIDE sui giocatori poiché era certo che nessun doping potesse migliorare le prestazioni negli scacchi. Sicuramente un uomo di princìpi e non “una scimmia nello zoo”.

Volendo segnalare una sua sconfitta particolare, si potrebbe citare quella in … tribunale, quando nel 1994 il Bundestag respinse la sua richiesta di attribuire il copyright alle partite di scacchi (non il primo nè l’ultimo tentativo nella storia degli scacchi: anche Fischer tentò questa strada). Da notare che il consulente legale della Federazione tedesca fu Wolfgang Unzicker.

Una grave malattia che covava da più di due anni ce lo ha portato via nelle prime ore del 5 gennaio 2025. Con lui se ne va un altro componente di una storica “vecchia guardia” che ci ha accompagnato nelle ultime decadi del secolo scorso, una “vecchia guardia” che ha fatto da eccellente contorno all’ascesa di giocatori come Kasparov, Short e Anand e che merita di non essere dimenticata dalle giovani generazioni.
E’ come se con la scomparsa di Robert Huebner il mondo (non solo quello scacchistico) sia diventato un po’ meno intelligente, curioso, avido di sapere e di comprendere.
Sapeva esprimersi eloquentemente su tanti argomenti in svariate lingue (fra cui l’italiano), ma per condividere con noi una minima parte delle sue conoscenze aveva scelto un linguaggio talmente ricco da non avere bisogno di parole, quello degli scacchi.
Arrivederci Maestro, le prometto che prima o poi andrò a riprendere una delle sue profondissime analisi sull’Informatore e cercherò di capirne almeno una piccola parte, ormai non più per mio beneficio ma come omaggio al tempo che lei aveva voluto dedicarci.