La grande fotografia di un Maestro FIDE: Claudio Sericano
Autoritratto (Claudio Sericano)
(Riccardo Moneta)
Credo di aver scritto fino ad oggi la bellezza di oltre 700 articoli per UnoScacchista. “Troppi!”, dirà qualcuno… Beh, forse sì, ma è stata e seguiterà ad essere un’esperienza meravigliosa e un appuntamento insostituibile per la mia ormai scolorita tastiera. Tuttavia un libro stampato resta sempre un libro stampato, benché a volte si abbia l’impressione che Internet abbia sostituito la carta definitivamente.
Definitivamente? No, non è proprio così, ed una delle mie più grandi soddisfazioni di scribacchino ex-mediocre-scacchista è stata finora proprio quella di condividere con l’amico Claudio Sericano un libro indimenticabile: “I Luoghi degli Scacchi”.
Pubblicata nel 2015, è stata un’opera di ambizioni quasi enciclopediche, con la descrizione di 221 località (città sedi di tornei) e con ben 550 pagine.
Purtroppo il difetto di ogni enciclopedia è che non può mai essere completamente esaustiva, dal momento che si debbono giocoforza tralasciare personaggi o avvenimenti ritenuti minori oppure, come nel nostro caso, “luoghi” minori e, soprattutto, dal momento che ci si deve fermare ad un certo punto della Storia perché la stessa Storia corre e noi non riusciamo più a rincorrerla. Ma forse arriveranno altre “enciclopedie”, forse qualcuno un giorno ripartirà dal punto in cui noi ci siamo fermati.
Claudio Sericano, Maestro FIDE ed eccellente fotografo noto anche all’estero, è stato in realtà non solo l’ideatore di quella quasi monumentale opera, ma anche, direi, l’attore protagonista. A lui infatti devo riconoscere non solo la gran parte dei meriti del lavoro svolto, ma anche la capacità di aver saputo operare in perfetta sintonia con me, suo non facile collaboratore: mai, nemmeno sul contenuto di un capoverso, è stato necessario un confronto fra noi, talmente ogni “luogo” sembrava uscire dalla penna e dal pensiero di uno stesso autore.
Mi fa piacere tornare a parlare di scacchi con Claudio a distanza di tanti anni, ma soprattutto stavolta a parlare di fotografia, della quale anch’io sono stato da ragazzo un appassionato.
Claudio è nato a La Spezia nel 1963, la stessa città della pluricampionessa italiana Rita Gramignani.

Claudio, tu ti senti più scacchista o fotografo?
Anche se negli ultimi anni ho parzialmente abbandonato l’attività scacchistica, soprattutto il lato agonistico, gli scacchi hanno occupato 48 anni della mia vita, e nulla li può sostituire.
La fotografia è una grande passione che ho fin da piccolo, ho coltivato con interesse negli anni ’80, e poi nell’ultimo decennio con costanza e determinazione.
Partiamo dall’argomento di questa intervista, la fotografia. Raccontaci gli inizi.
Le mie prime fotografie le presi quando non avevo ancora dieci anni, con la macchina fotografica dei miei genitori, durante i numerosi viaggi. Nel 1982 ebbi in regalo la mia prima reflex, una Minolta, alla quale seguì dopo alcuni anni una Nikon. Nel 1989, consigliato da un amico scacchista che era anche fotografo, partecipai ad alcuni concorsi nazionali, ottenendo a sorpresa un primo premio nella sezione stampe a colori, con una foto di paesaggio scattata in Namibia.

In quel periodo giocavi a scacchi?
Certamente. Nella mia città natale, La Spezia, veniva organizzato tutti gli anni un importante festival scacchistico internazionale, e il circolo cittadino era frequentato da giocatori molto forti, uno su tutti quel Marco Albano che pareggiò contro Karpov ai mondiali studenteschi a squadre. Raggiunsi la seconda categoria nazionale quando dovevo ancora compiere quindici anni, nel 1978. Per l’epoca era un risultato notevole, i minorenni di categoria nazionale si contavano sulle dita di una mano. Purtroppo per me, in quegli anni non esistevano tornei nazionali giovanili.
In breve tempo divenni candidato maestro, mentre per il titolo magistrale dovetti aspettare il 1989, quando a Ragusa realizzai la terza norma e sorpassai i 2300 punti ELO, cosa che in seguito mi sarebbe valsa il titolo di “Maestro FIDE”.
Cosa successe negli anni novanta?
Nel 1990, ad Oslo, feci parte della squadra nazionale militare che arrivò terza nel “NATO Chess Championship“, alle spalle di Germania e Norvegia ma davanti a Stati Uniti ed Inghilterra.
Nel 1991 ebbi l’occasione della vita di giocare due tornei in Unione Sovietica, e lì conobbi di persona sia Misha Tal che Mikhail Botvinnik.
Poi la mia vita subì un rapido cambiamento, ottenni un lavoro distante da casa, che mi costrinse a lunghi viaggi in treno, mi sposai (con una scacchista) ed ebbi due figli.
Questa situazione mi portò ad abbandonare sia gli scacchi agonistici sia la fotografia.

Come è proseguito il tuo rapporto con gli scacchi?
Col nuovo millennio mi sono dedicato all’insegnamento e alla storia degli scacchi.
Nel 2009 ho ottenuto il titolo di Maestro FIDE, a cui è seguito quello di FIDE Trainer nel 2013.
Come storico ho pubblicato il libro “Storia degli scacchi a La Spezia” nel 2011, e “I luoghi degli scacchi” in collaborazione con te nel 2015, due volumi nei quali raccontiamo gli eventi più importanti di 150 anni di scacchi, illustrando con immagini d’epoca le località nelle quali si sono tenuti.
Essendomi da anni trasferito a vivere a Marina di Massa, nel 2010 ho fondato assieme ad Adriano Giannetti, che ne è diventato presidente, la “A.S.D. Apuana Soloscacchi“, molto attiva nella organizzazione di tornei e di corsi scolastici.
Come istruttore ho accompagnato i giovani toscani ai Campionati italiani giovanili del 2014 e 2015.
Tra i miei allievi mi piace citare Federico Massazza, al quale ho dato i primi rudimenti del gioco nel 2016, fino a portarlo al titolo di maestro FSI nel 2024, quando era da poco sedicenne.
Torniamo alla fotografia, cosa successe nel 2014?
Nel 2014 viaggiai in Turchia con mia figlia Anita, che era accreditata come fotografa ai campionati mondiali di ginnastica ritmica. Dopo quasi vent’anni di inattività fotografica, nei quali mi ero limitato a documentare qualche vacanza con piccole compatte, ripresi in mano una reflex, questa volta Canon, e la passione tornò subito molto forte.
Negli anni seguenti iniziai a partecipare a concorsi fotografici online, e presto arrivarono dei premi.
Raccontaci gli ultimi anni e i tuoi risultati fotografici.
Amante da sempre della fotografia di viaggio e di paesaggio, nel 2017 ho avuto occasione di scattare molte fotografie di architettura a New York e nel quartiere della Defense di Parigi.
Negli anni seguenti, grazie all’utilizzo di programmi di postproduzione, diedi a queste foto un look fantascientifico.
La cosa piacque molto, e mi portò a vincere un primo premio al “Prix de la Photographie” di Parigi, ed un secondo premio agli “International Photography Awards” di New York, entrambi nel 2021.

Nel 2022 vinsi il “World Masters of Photography” di Vienna, mentre nel 2024 due mie foto finaliste vennero esposte negli Emirati Arabi.
Sempre nel 2024 ho fatto parte della squadra italiana della FIAF (Federazione Italiana Associazioni Fotografiche) che ha partecipato alla Biennale, in pratica un campionato del mondo per nazioni, dove abbiamo ottenuto un buon sesto posto.
Attualmente sono iscritto al “G.F. Il Cupolone” di Firenze, con il quale ho vinto la Coppa Italia e sono giunto quinto in Coppa del Mondo, e frequento anche il “Club Fotografico Apuano“, molto attivo nel mio territorio.

Puoi parlarci in particolare delle tue fotografie di scacchi?
Fotografo scacchi e scacchisti da sempre. Negli anni ’80/’90 spesso portavo le mie reflex in sala gioco. Le mie foto più importanti dell’epoca furono quelle che scattai a Botvinnik, mentre teneva una lezione a Mosca.
Nell’ultimo decennio sono passato dalle foto documentarie di eventi alle foto artistiche.
Nei miei scatti ho cercato di trasmettere le varie emozioni che può provare un giocatore di scacchi.
Nell’ottobre del 2024 ricevetti una telefonata dal maestro Alessandro Patelli, presidente del circolo “Mens Sana Scacchi” di Siena. Lui mi conosceva non solo come scacchista, ma anche come fotografo, infatti aveva visto le mie foto esposte nel 2021 e 2022 in occasione del grande concorso fotografico dei “Siena Awards“. La sua proposta di tenere una mostra personale in occasione dell’importante evento “Siena fa scacco matto“, che stava organizzando, all’inizio mi preoccupò non poco, infatti non era facile avere un consistente corpo di lavori su un tema fotograficamente difficile come gli scacchi.
Alla fine sono stato in grado di esporre ben 22 fotografie, che hanno incontrato un giudizio del pubblico molto favorevole.


Ricordo che una volta mi dicesti che sei un appassionato del “Bianco e Nero”. Del resto, essendo tu uno scacchista, non poteva essere altrimenti! Ma ci puoi mostrare qualcosa di tuo anche a colori?
Volentieri, Riccardo. Ci provo con le prossime tre foto, sempre a tema scacchistico.



Adesso però, dopo aver visto le tue fotografie, vogliamo vedere anche qualche tua combinazione scacchistica!
Va bene, allora vi mostro una mia combinazione del 1988:
Sericano – Sannegger
Oberwart 1988
… e quest’altra breve combinazione del 1987:
Sericano – Carbone
Mendrisio 1987

Prima di salutarti e di ringraziarti, Claudio, vorrei chiederti di rispondere ad un’ultima domanda, probabilmente la più difficile.
Se tu non fossi Claudio Sericano, chi avresti voluto essere fra questi quattro celeberrimi personaggi del mondo degli scacchi o della fotografia: Garry Kasparov, Magnus Carlsen, Sebastião Salgado o Annie Leibovitz? Devi sceglierne uno solo e spiegarci i motivi della tua scelta. Vediamo se io ho indovinato, ma penso di sì.
Questa è una domanda davvero difficile! Stimo moltissimo tutte e quattro le persone che hai nominato. Tra i due scacchisti avrei voluto essere Garry, non solo perché è mio coetaneo, ma perché amo il suo stile così ricco di energia. Comunque sono anche un grande estimatore di Magnus. Il grande fotografo brasiliano ha dedicato la sua lunga vita a documentare il nostro mondo, a testimoniare la vita delle persone più sfortunate e a catturare la bellezza del nostro pianeta. Le sue fotografie di paesaggio, come anche quelle che ritraggono persone dei paesi più poveri, le ritengo straordinarie, e ogni volta che le rivedo mi danno sempre nuove emozioni. Pertanto, tra tutti e quattro i citati, la mia scelta finale è per Sebastião Salgado!