Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Un record particolare di sei giocatori

(Mario Spadaro)
Vi sono stati due giocatori che nel periodo della loro massima forza, sono considerati come figure iconiche nella storia degli scacchi: Capablanca e Fischer.
Sugli scacchisti dell’epoca Capablanca ebbe un impatto sbalorditivo e quando vinse a L’Avana nel 1921 l’incontro con Lasker per il titolo mondiale senza perdere una partita (+4 =10 -0), l’ex campione che aveva mantenuto il titolo per ben 27 anni incontrando centinaia di giocatori di ogni parte della terra, scrisse in un telegramma inviato in patria di avere affrontato un «giocatore di una solidità finora sconosciuta».

La quasi invincibilità di Capablanca, è attestata pure dal fatto che rimase per otto anni imbattuto; l’intervallo fu dal 7-2-1916 a New York, Oscar Chajes vs Jose Raul Capablanca, al 22-3-1924 sempre a New York, Richard Reti vs Jose Raul Capablanca.

Se Capablanca fu una muraglia vivente, Robert Fischer fu un rullo compressore, non di quelli compatti che si usano adesso, ma di quelli giganteschi che erano operanti un tempo, gli schiacciasassi.

Basti ricordare il Campionato degli Stati Uniti del 1963-64, in cui vinse tutte le partite col punteggio di 11 su 11, polverizzando gli avversari tra i quali vi erano Evans, Benko, Reshevsky, Bisguier e i due Byrne, e la maniera come trionfò nel Torneo dei Candidati del 1971.

Nel Torneo dei Candidati fece scalpore il 6-0 inflitto a Mark Tajmanov e l’altro 6-0 con cui si sbarazzò di Bent Larsen, ma ancora più impressionante fu il 6½ a 2½ col quale in finale sconfisse l’ex campione mondiale Tigran Petrosjan, vincendo 5 partite di cui 4 consecutive (+5 =3 -1).

Infatti Petrosjan, chiamato Tigran di ferro o la roccia, il quale per la sua difesa quasi impenetrabile, era considerato il giocatore più difficile da battere a quel tempo, arrivò alla sfida mondiale che vinse contro Botvinnik, dopo aver superato le qualificazioni tramite il 28° Campionato USSR valido come Torneo Zonale 1961 (+9 =9 -1) con l’unica sconfitta contro Leonid Stein, il Torneo Interzonale di Stoccolma 1962 (+8 =14 -0) ed il Torneo dei Candidati di Curacao 1962 (+8 =19 -0), col risultato straordinario di complessive 25 vittorie, 42 patte ed una sola sconfitta!

Inoltre, nelle 129 partite giocate alle Olimpiadi di scacchi, Petrosjan fu sconfitto solo una volta, contro Robert Hubner a Skopje nel 1972 (perse col nero per il tempo alla 37a mossa in un finale di torri e pedoni giudicato da tutti patto, e affermò che tra la lancetta dei minuti e quella delle ore c’era ancora “spazio bianco” e pertanto l’orologio doveva essere difettoso, ma l’arbitro non accolse il ricorso e l’indispettito Petrosjan buttò a terra l’orologio).

Orbene, adesso è il turno di scrivere su Maurice Fox, Reuben Fine, Samuel Reshevsky, Erich Eliskases, Paul Keres e Max Euwe, perché questi sei giocatori hanno qualcosa in comune con Capablanca e Fischer.

Sono gli unici giocatori che si sono potuti vantare di aver vinto (considerando modalità di gioco differenti: standard, blitz o simultanea) contro tutti e due (ovviamente quando hanno affrontato Capablanca erano giovani, viceversa quando hanno giocato con l’altro campione, il giovane era Fischer); quindi vincitori sia di Capablanca che di Fischer e questo è un record particolare!


Ora non resta che guardare le 12 partite (le partite in simultanea sono la Capablanca vs Fox e la Capablanca vs Fine, la blitz è la Fine vs Fischer, tutte le altre sono standard ufficiali).

Maurice Fox


Reuben Fine


Samuel Reshevsky


Erich Eliskases


Paul Keres


Max Euwe


Di questi sei giocatori il meno conosciuto (finora, perché ho scritto un ampio e dettagliato articolo su di lui, che verrà prossimamente pubblicato) è Maurice Fox, l’unico a non essere grande maestro (per Edo Historical Chess Ratings aveva la forza di un Maestro FIDE), perché svolgeva la professione di Ingegnere Elettrico e giocava a scacchi per diletto (ma con una certa assiduità e prendendosi diverse soddisfazioni).

Una dimostrazione di come a volte bastano solo due partite, memorabili a causa della loro eccezionale circostanza, per passare alla storia ed entrare nei libri di scacchi!

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