Uno Scacchista

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Braslav Rabar, l’unico croato ad aver vinto un oro olimpico

(Riccardo Moneta)
Non tutti sanno che poco mancò affinché il punteggio che esprime il valore dei giocatori di scacchi si chiamasse “Sistema Rabar”, come il Maestro Internazionale Braslav Rabar, anziché “Sistema Elo”. Accadde che la FIDE preferì il sistema elaborato dall’americano Arpad Elo anziché quello proposto dal croato Rabar.

Non tutti sanno, ancora, che Rabar fu il co-inventore del sistema di classificazione delle aperture che fu adottato da “Chess Informator”, “L’Informatore Scacchistico”, quei volumi editi a Belgrado che sono i libri di scacchi più venduti nella storia.

E infine non tutti sanno che Rabar (Zagabria 27.9.1919-Zagabria 6.12.1973) resta fino ad oggi l’unico scacchista croato ad aver vinto una medaglia d’oro olimpica.

Era un giornalista, Rabar, un giocatore dilettante, ma ugualmente seppe raggiungere nel triennio 1950-52 un livello da primi 20 o 30 scacchisti al mondo. Basti pensare ai risultati da lui ottenuti nelle Olimpiadi del 1950 a Dubrovnik (quarta scacchiera) e in quelle del 1952 ad Helsinki (seconda scacchiera): 13 partite vinte, 8 patte ed una persa, un 17 su 22 che ai nostri tempi sarebbe largamente sufficiente per assicurarsi il titolo di Grande Maestro. Rabar a Dubrovnik fu medaglia d’oro individuale e medaglia d’oro a squadre con la squadra jugoslava forse più forte di sempre, con Gligoric, Pirc, Trifunovic e, appunto, Rabar.

Tuttavia per il Maestro Internazionale Braslav Rabar negli anni ’50 il successo e la stima non erano tanto facili da conquistare. E poi l’eco del secondo conflitto mondiale si faceva enormemente sentire e a Rabar molti non perdonavano la partecipazione a tornei organizzati dal regime nazista, segnatamente a quelli di Monaco di Baviera nel 1941 e 1942.

Gli ultimi squilli agonistici di Rabar appartengono al 1954 (dopodiché giocò raramente) quando, qualificatosi all’interzonale di Goteborg, giunse a metà classifica ma riuscendo a sconfiggere Najdorf e Geller. Viceversa fu assai deludente alle Olimpiadi di Amsterdam. In quegli anni, dopo essere stato redattore di una rivista croata, il “Sahovsky Viesnik”, era anche direttore dello “Zagreb Chess Herald”, il più importante giornale di scacchi della Yugoslavia.

Qualche tempo fa, in un blog croato, gli ha prestato omaggio l’anziano GM, suo connazionale, Vlatko Kovacevic, con queste parole: “Gli appassionati di scacchi ricordano Rabar soprattutto come uno straordinario commentatore radiofonico e televisivo, che ha svelato a tutti le bellezze e la profondità del gioco grazie ai suoi eccellenti commenti e alla forza magnetica della sua espressione. Rabar ha saputo dare un contributo incommensurabile alla divulgazione e allo sviluppo degli scacchi. E noi gli siamo particolarmente grati per aver conquistato lo spazio dei media radiofonici, segnatamente al tempo del match tra Fischer e Spassky”.

Nel suo migliore periodo Rabar seppe ottenere un grosso risultato vincendo a sorpresa il settimo campionato jugoslavo, disputato a Sarajevo nel dicembre del 1951. Il grande favorito, Gligoric, giunse quella volta soltanto settimo, altri GM “nazionali” quali Matanovic, Puc e Milic li troviamo oltre il decimo posto. Avversari principali di Rabar furono nell’occasione “il re delle patte”, ovvero Trifunovic, che dovette accontentarsi del secondo posto pur perdendo una sola partita, e un giovane asso ventenne semisconosciuto, un certo Fuderer, che salì incredibilmente sul podio. Di Fuderer abbiamo già parlato qui sul Blog.

Da Sarajevo ‘51 vi presento due rapide vittorie di Rabar, quella contro il conterraneo e futuro maestro internazionale Mario Bertok (1929-2008) e quella contro lo sloveno Ivo Bajec (1932-2018).

Braslav Rabar – Mario Bertok
Sarajevo 1951
Difesa Indiana di Re

L’abbandono non è prematuro, considerata l’inarrestabilità dell’attacco del Bianco e le sue troppe minacce.


Braslav Rabar – Ivo Bajec
Sarajevo 1951
Partita Ortodossa


Due parole, con l’occasione, anche sul nome e cognome ‘Braslav Rabar’, piuttosto particolare. Il cognome è una parola palindroma ed è già una rarità. Pure una rarità è il nome Braslav, di origine sconosciuta e presente quasi esclusivamente in Croazia e a volte in Serbia e addirittura in Svezia e Brasile. In Lettonia invece, e più di rado in Russia, Braslav lo si trova come cognome. Una rarità sono anche i post su Braslav Rabar. Da oggi un po’ meno.

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2 pensieri su “Braslav Rabar, l’unico croato ad aver vinto un oro olimpico

  1. Eccellente e interessantissimo il post su Rabar. Ci sono capitato quasi per caso stamane: la giornata è dunque cominciata bene. Grazie! (da una persona che ha riscoperto anche lui gli scacchi dopo essere andato in pensione)

    1. Grazie a te, Fabio. Ora che hai riscoperto gli scacchi (e che hai più tempo a disposizione), continua a leggerci! Ciao.

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