“Secondo Tartakower”, ovvero Tre Misteri Scacchistici (2)

(Marco B.)
Il mistero numero 2 è una partita giocata in Italia nel 1972 e riportata in tutti i libri e siti dedicati alla tattica. La partita è la Moresi – Ferrarini. La posizione chiave è quella mostrata nel diagramma di apertura.

La soluzione brillante è

1. Ad5+ Cb7 (ovviamente 1…Cc6? 2.Axc6 Txc6 3. Dxc6#) 2. Db8+! Txb8 3. Txa7+! Axa7 4. Cc7#

Bello, vero? Wow… e io ci devo credere?

Non vi insospettisce il matto in una del nero, imparabile a meno di continuare a dare scacco? A me fa venire in mente le composizioni tipiche del settecento e primo ottocento, il matto in una del nero serviva a evitare complicazioni al compositore, se il bianco si ferma becca matto. Hmm, fra l’altro ho come l’impressione di ricordare qualcosa del genere di Stamma.

Ah ah, ma io ho il database di Harold van der Heijden, fammi controllare un po’ …

stamma
Philipp Stamma
Essai sur le jeu des échecs. 1737

Quando si dice la combinazione! Il secondo mistero è quindi se questi Moresi e Ferrarini erano dei veri giocatori autori di una burla (non sarebbe la prima volta), o è qualche rivista che ha fatto un pesce d’aprile, ma soprattutto non è possibile che sia solo io a conoscere Stamma, ‘ndemm su, bagaj, chi è che prende in giro chi?

E prima che qualcuno proponga coincidenze astrali, potrei arrivare a pensare ai pezzi bianchi più o meno nella stessa posizione e che il bianco abbia trovato (o ricordato) la combinazione, ma nessuno mi convincerà mai che il caso ha voluto che ci fosse pure la Donna nera in h3 e un pedone nero in f3 pronti a dare matto.


L’ultimo “Mistero” sarà pubblicato venerdì prossimo

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