Islam: it’s ‘also’ our history – Islam: è ‘anche’ la nostra storia

(UnoScacchista)
An interesting exhibition running in Brussels until 21st January 2018 aims at building a bridge between the European and the Islamic cultures. We truly appreciate that the image chosen for promoting it shows two boys looking different and yet enjoying a game of chess together.

Una interessante mostra aperta a Bruxelles fino al 21 Gennaio 2018 si propone di costruire un ponte tra la cultura europea e quella islamica. E fa piacere come l’immagine-simbolo scelta per comunicare questo obiettivo sia quella di due ragazzi, diversi ma accomunati dal piacere di giocare a scacchi.

[Vai al testo in Italiano]

The exhibition is held at Vanderborght building in Rue de l’Ecuyer 50 and is organised with the support of the Culture programme of the European Union and the The Education, Audiovisual and Culture Executive Agency (EACEA).

In current European thought, among both Muslims and non-Muslims, it is generally believed that the Muslim presence on European soil is a more recent phenomenon that coincided with successive waves of immigration in the second half of the 20th century. As a result, another preconceived idea has arisen: that these two civilizations, European and Islamic, are fundamentally foreign to each other and are constrained in an uneasy coexistence by the vicissitudes of history.
The exhibition “Islam it’s also our history!” demonstrates that this is far from true. In fact, from the time it burst onto the world stage until the present day, Islam has always been present on the European continent and involved in its civilization. The Muslims arrived on the Western shores of the Mediterranean in the 8th century at the time of their conquest of the Iberian Peninsula and remained there throughout the following eight centuries. Then, when the fall of Grenada in 1492 put an end to the Muslim presence in Western Europe, the Turks had already been solidly established for over a century in the East, in the Balkans, which they incorporated into a vast empire. As such, in the same way that there is a North-African, Turkish, African, Indo-Pakistani, Arabic or Indonesian Islam, there has always been, and still is, a European Islam.
Which means that these two civilizations are not foreign to each other. They emerged from a common spiritual and intellectual root, hold to a similar Scriptural origin and acknowledge the same philosophical legacy. Their interconnection over thirteen years of secular history has resulted both in times of violence and of peace, but has always been richly influential for both parties. Without this interconnectedness, neither Europe nor Islam would be what they are today.
Breathing deeply as we explore the geographical twists and turns, flux and reflux, the exhibition invites us to revisit this history of which, for better or for worse, we are all participants and heirs.”

(Text from the official brochure)

Definitely an exhibition worth the 90 minutes you would invest in it.

[For a clear example of how much chess owns to the mixture of European and Islamic cultures, please check these two posts by Roberto C. (in italian)]


[Click for the English Version]

La mostra è allestita nel palazzo Vanderborght a Rue de l’Ecuyer 50 ed è patrocinata dal programma CULTURA dalla EACEA, l’Agenzia Europea per l’Educazione, gli Audiovisivi e la Cultura.

“Attualmente in Europa è opinione comune che la presenza dei musulmani nel continente sia un fenomeno recente, collegato alle ondate migratorie della seconda metà del XX secolo. In conseguenza di ciò si sono creati molti pregiudizi: che queste due civiltà, quella europea e quella islamica, siano fondamentalmente estranee tra di loro e che siano costrette a una non facile coesistenza a causa di particolari condizioni storiche.
La mostra “Islam it’s also our history!” dimostra che ciò è molto lontano dalla verità. In effetti, dalla sua prima comparsa sulla scena storica ai nostri giorni, l’Islam è sempre stato presente sul continente europeo e convolto nella sua civiltà. I Musulmani arrivarono sulle coste Occidentali del Mar Mediterraneo nell’8° secolo al tempo della loro conquista della penisola iberica e vi rimasero per i successivi otto secoli. Poi, quando la caduta di Grenada del 1492 mise fine alla presenza musulmana in Europa Occidentale, I Turchi si erano già consolidati da più di un secolo nell’Est, nei Balcani, dove crearono un vasto impero. Si può dire che, allo stesso modo come c’è un Islam Nordafricano, Turco, Africano, Indo-pakistano, Arabo o Indonesiano, c’è sempre stato e ancora c’è un Islam europeo.
Ciò significa che queste due civiltà non sono estranee. Entrambe si sono sviluppate da radici spirituali e intellettuali comuni, sono basate su Scritture simili e condividono le stesse fondamenta filosofiche. Le loro interazioni in tredici secoli di storia hanno prodotto periodi di guerra e di pace, ma hanno sempre creato una reciproca influenza. Senza questi intensi collegamenti, né l’Europa né l’Islam sarebbero ciò che sono oggi.
Respirando profondamente mentre esploriamo le evoluzioni geografiche, le avanzate e le ritirate, la mostra ci invita a rivedere la storia della quale tutti noi, nel bene e nel male, siamo eredi ed attori.”
(Testo tradotto dalla brochure ufficiale)

Sicuramente una mostra che merita i 90 minuti che la sua visita richiede.

[Per un ulteriore esempio di quanto il nostro gioco debba alla commistione tra culture europea e islamica, si vedano questi due post di Roberto C.]

3 thoughts on “Islam: it’s ‘also’ our history – Islam: è ‘anche’ la nostra storia

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  1. L’intolleranza, l’odio, non hanno mai portato buoni frutti. Sono convinta che la reciproca accettazione delle diverse culture, che l’integrazione, quella vera e condivisa, alla lunga, potrà salvare la nostra civiltà ed il nostro mondo. E’ per questo che ritengo la mostra che avrà luogo a Gennaio prossimo a Bruxelles una ulteriore occasione per riflettere sull’integrazione in generale e col mondo islamico in particolare. E se gli scacchi in questo processo possono dare il loro piccolo contributo alla realizzazione di questo processo…beh, non posso esserne che contenta!

  2. Thanks for this interesting article.
    These two boys remind me of some chess games I’ve seen between a boy, born in Congo and a young refugee from Syria, not able to exchange a single word but chess brought them together. They are friends, still!!

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