#GrandChessTour – Al giro di boa, in 5 in testa alla Sinquefield Cup

(Uberto D.)
A Saint Louis c’è una bella ressa in testa alla Sinquefield Cup 2018: ben 5 giocatori sono appaiati al primo posto, con una vittoria ciascuno. L’immagine di apertura (di Willum Morsch, che ormai dovreste aver imparato a riconoscere), rappresenta sinteticamente la situazione. Più curiosità che brillantezze, quest’anno, anche se sembra che la spinta in h4 da parte del Bianco stia diventando di moda…

Andiamo con ordine, ovvero dalla conferenza stampa di apertura. “Ma come , non sono sempre noiosissime?” direte voi. E infatti anche questa non è stata da meno, a parte per uno scambio di battute divertenti tra Caruana e Carlsen.

Sinquefield Cup 2018 – Cerimonia di apertura (Foto di Austin Fuller)

La domanda, abbastanza innocua, posta ai due prossimi protagonisti del match mondiale era “Quanto è importante per te vincere qui a Saint Louis in ottica Londra?

Fabiano ha risposto in maniera neutra che “La vittoria significherebbe molto” ma che non crede sia importante per il match, perché “quando saremo di fronte dimenticheremo il passato e ci concentreremo sull’incontro“.

Magnus, forse distratto, ha replicato che per lui non ha importanza, ma che “Fabiano deve vincere qui per andare a Londra“. Non l’avesse mai detto: risate e commenti salaci, interpretando quella di Carlsen come una battuta per far innervosire lo sfidante! Nonostante si sia corretto subito spiegando che intendeva con “Londra” la finale del Grand Chess Tour (Caruana deve effettivamente vincere la Sinquefield Cup per avere speranze di qualificazione) e non il match mondiale.

Stuzzicato, Caruana ha replicato sorridendo che negli ultimi mesi “ho vinto tornei in cui ha giocato Carlsen” (riferendosi a Altibox Norway Chess e Grenke), di nuovo tra urla di sorpresa divertita da parte del pubblico, che evidentemente non aspettava altro che queste schermaglie verbali.

Carlsen ha tentato di chiarire di nuovo che aveva solo affermato un fatto (Caruana deve vincere per qualificarsi alla finale del GCT) e non fare una battuta sul mondiale, confermando che è ovvio che Caruana abbia dimostrato di saper vincere tornei anche quando gioca lui.

Va bene, siparietto divertente, soprattutto perché i due giocatori hanno riso entrambi e non hanno fatto un caso di quella che effettivamente poteva sembrare una provocazione.


Passando al torneo giocato, il primo turno si è fatto notare per la vittoria di Mamedyarov su Wesley So, vittoria che lo ha portato al secondo posto nella classiifca Elo live, scavalcando Caruana. Questo fatto ha creato una situazione paradossale per Grischuk, che, avendo giocato con il n.2 in classifica (Caruana) al primo turno, ha poi giocato con il n.2 (di nuovo, ma stavolta Mamedyarov) al secondo turno. C’è chi ha fatto notare che se il torneo avesse preso una certa piega, avrebbe potuto anche giocare di nuovo contro il n.2 (Carlsen) al 6° turno! Per come è andato il torneo questa possibilità non si è materializzata, ma sarebbe stato forse un record.

Da segnalare, nella Caruana-Grischuk una combinazione alla 12ª mossa che sembra vincente per il Bianco, ma che in realtà è “sbagliata”. Vediamola:

Molto interessante osservare la partita, sempre del primo turno, tra Vachier-Lagrave e Carlsen.

Dopo le due vittorie al primo turno (Mamedyarov e Aronian) i turni si sono susseguiti con una vittoria per turno (Carlsen, Grischuk e Caruana) fino al 5° turno, che si è concluso con 5 patte. Non è che manchi la combattività, ma 5 vittorie su 25 partite non può essere una statistica soddisfacente per un torneo come la Sinquefield Cup!

Questa la classifica alla giornata di riposo:

Ovviamente delusi Karjakin e Nakamura. Quest’ultimo non ha nascosto il suo disappunto per la conclusione della partita con Mamedyarov.

Il motivo sta nella combinazione conclusiva: Naka credeva di aver guadagnato un pedone, senza accorgersi di un particolare…

Non si direbbe la faccia di uno che si avvia a pattare, vero?

Ma le stranezze sulle patte a Saint Louis non sono finite. Verso la fine della partita Nakamura-Anand del primo turno, in una posizione con Donne e 5 pedoni per parte, i giocatori (che non potevano accordasi sulla patta perché ancora non avevano raggiunto il numero minimo di 50 mosse che prevede il regolamento) anziché trovare il modo di organizzare una ripetizione, si sono rivolti all’arbitro chiedendo se era lecito giudicare la posizione come “patta oggettiva”. L’arbitro, non certo un super-GM, ha acconsentito. Aronian e Carlsen hanno poi obiettato che la posizione non poteva ancora definirsi patta “senza storia” e quindi l’arbitro, prima del 2° turno, ha tenuto a precisare ai giocatori che non avrebbe più deciso su quel tipo di richieste.

Poi, al quinto turno, dopo una partita abbastanza interessante, Carlsen e So hanno ripetuto 3 volte la posizione. Essendo d’accordo per la patta So ha steso la mano, Carlsen anche ma… “Dobbiamo forse prima chiamare l’arbitro?” Insomma guardate sotto la buffa pantomima prima di siglare la patta.

Certo, se in un post di cronaca devo parlare di queste cose vuol dire che sulla scacchiera si è visto poco. Citando, di passaggio, che abbiamo scoperto che Mamedyarov è anche un campione di domino (ha detto di aver vinto un campionato giovanile in Azerbaijan), la posizione più pericolosa che si è vista è quella di questo temerario pedone nero, finito sull’orlo dell’abisso…

Oggi riprende il torneo, ma la partita da tutti attesa sarà sabato, quando Carlsen affronterà (con il Bianco) Caruana: chissà cosa si inventeranno i due per non scoprire le proprie carte in apertura…

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Powered by WordPress.com.

Up ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: