Uno Scacchista

Annotazioni, Spigolature, Punti di vista e altro da un appassionato di cose scacchistiche

Lajos Portisch a Roma nel 1989

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(Claudio Cesetti)
Il 25 aprile 1989 fu un giorno di festa per la Roma scacchistica: grazie all’interessamento dell’Associazione Torre & Cavallo, il Grande Maestro ungherese Lajos Portisch si esibì in due simultanee per la felicità degli appassionati romani.

[Nella foto, da sinistra: Giulio Savelli, Stefano Fabbri, Giovanni Mornati, Lajos Portisch e Claudio Cesetti]

Per i pochi che non sanno chi era Portisch, ecco qualche breve notizia. Nato il 4 aprile 1937, ottenne il titolo di Grande Maestro nel 1961, all’età di 24 anni. Un giocatore che nel 1967 si è permesso di sconfiggere a Mosca l’allora Campione del mondo Petrosian in sole 24 mosse!

Nel 1972 l’ungherese era subito dietro Fischer e Spassky e nel gennaio del 1980, con 2655 punti Elo, raggiunse il suo rating più alto; per lungo tempo occupò la 3ª posizione nella classifica mondiale dietro Karpov e Korcnoj.

Leggiamo cosa scrisse di lui Bruno Manzardo sulla Rivista di Scacchi (n.2 Maggio 1973, p.8):

E proprio alle Olimpiadi, che esprimendo il meglio scacchistico d’un paese, da alcuni anni assistiamo alla sfida orgogliosa del Davide ungherese contro il Golia sovietico. A Skopje l’anno scorso si è sfiorato il miracolo: l’Ungheria ha battuto la Russia nello scontro diretto e per un solo punto e mezzo non ha conquistato il titolo: 42 punti l’URSS contro 40½ l’Ungheria!

Alfiere di questo temibile squadrone è il Grande Maestro Lajos Portisch. Ogni anno una commissione di esperti internazionali assegna l’oscar degli scacchi che per il 1972 è logicamente andato a Bobby Fischer. Nella classifica al secondo troviamo Spassky il cui unico merito è la difesa (si fa per dire) del titolo. Al terzo posto con breve scarto abbiamo Portisch.

Pochi anni dopo, nel 1978, a Buenos Aires (Argentina) avvenne il miracolo: l’Ungheria (Portisch, Ribli, Sax, Adorján, Csom e Vadász) vinse la medaglia d’oro davanti ad una fortissima Unione Sovietica (Spassky, Petrosjan, Polugaevsky, Gulko, Romanishin e Vaganjan).

Dal 1956 al 2000, Portisch prese parte a 20 Olimpiadi, stabilendo il record assoluto di partecipazione. Ed è bene sottolineare come l’otto volte campione ungherese, per ben tre decenni, dagli anni sessanta agli ottanta, sia stato uno dei più forti giocatori non sovietici e uno dei massimi esponenti della scuola “posizionale” (secondo solo al mitico Karpov).

Protagonista fisso, con ben otto partecipazioni, del torneo dei Candidati per il titolo di Campione del mondo; non è mai riuscito a qualificarsi per la finale, trovando sulla sua strada molti dei mostri sacri, entrati nella storia degli scacchi, come Tal, Larsen, Petrosjan, Spassky, Hubner, Korcnoj e Timman.


Ma torniamo a quella giornata trascorsa a Roma, dove, come detto, Portisch fu impegnato in due simultanee.

Portisch (in piedi), in prima scacchiera Savelli, poi Claudio Cesetti

La mattina, nella storica sede del Club Scacchi Cral INPS (via Liszt, 52), si esibì contro 22 giocatori di buon livello. Dopo circa tre ore di gioco, concluse la sua fatica riportando 14 vittorie, 6 pareggi e 2 sconfitte. Fu battuto da Fabrizio Della Manna e dal CM Marco Piancatelli; mentre riuscirono a dividere il punto i Maestri Sandro Falbo e Fabrizio Bellia (oggi Maestro Internazionale), oltre ad Emanuele Battaglia, Claudio Cesetti, Giovanni Di Girolamo e Rondini.

Di seguito la mia partita e la vittoria di Piancatelli.

 

Molto meno impegnativa la simultanea tenuta nel pomeriggio, nei locali dell’A.R.S. Club della Fonte Meravigliosa, dove incontrò i 30 ragazzi che avevano partecipato alla Finale regionale del Campionato italiano giovanile F.S.I. [Leggi le novità su una iniziativa di questi giorni che vuole riprendere da dove l’A.R.S. Club della Fonte Meravigliosa lasciò]


Portisch in Italia ottenne sempre ottimi risultati:

1° all’Open di San Benedetto del Tronto del 1960 con 10 punti su 11 davanti a Canal e Djurasevic (8,5), sconfitto solo da Nestler (5,5).

Classifica finale di San Benedetto del Tronto 1960

2° al torneo di Milano del 1975 dietro a Karpov

2°-3° con Ljubojević nel “World Masters” di Torino del 1982 (vinto alla pari da Karpov e Andersson).

1º al 27º torneo di capodanno di Reggio Emilia 1984/85 e anche al 36º torneo di capodanno di Reggio Emilia 1993/94.


Due mesi prima di queste due simultanee romane aveva giocato, perdendolo 3,5 a 2,5, il match del quarto di finale dei Candidati contro l’olandese Timman che, dopo aver eliminato anche l’inglese Speelman, raggiunse la Finale (il titolo se lo aggiudicò Karpov). Aveva 52 anni e stava sicuramente imboccando il viale del tramonto ma era ancora capace di giocare così:

Nella primavera del 2017, in occasione dei suoi 80 anni, su questo stesso blog Riccardo scrisse così di Portisch: ‘Giocatore e persona dai modi garbati, dallo stile di vita semplice, appassionato di fotografia, di calcio, di opera e di pianoforte’, un vero gentleman del Danubio.


Claudio Cesetti si presenta: “Sono nato a Lanuvio, in provincia di Roma, il 6 gennaio del 1959. Ho scoperto gli scacchi nel 1972, durante la storica sfida tra Spassky e Fischer. Inizialmente, la mia grande passione sono state le gare di soluzione problemistiche, dove sono riuscito a vincere 15 titoli assoluti di Campione italiano. Nell’ultimo trentennio mi sono occupato di scacchi a 360 gradi: facendo il giocatore, l’organizzatore, il dirigente, l’arbitro ed il giornalista. Tutti incarichi che mi hanno dato grandi soddisfazioni, contribuendo a farmi apprezzare ancor più questa fantastica disciplina.”


[NEWS dalla Redazione] Sabato 23 Febbraio 2019 apre un nuovo circolo di scacchi sulle ceneri dell”A.R.S. Club della Fonte Meravigliosa. Presso il ASD Bridge Fonteroma EUR di Via A. Millevoi 65, (Via Ardeatina) dalle ore 10.30 alle 16.00 sarà possibile incontrare Pier Luigi Mangiapane e gli altri appassionati dell’ASD IL DISCOBOLO che stanno dando vita a questa nuova iniziativa in una zona di Roma che da troppo tempo è “scacchisticamente scoperta”. Maggiori informazioni sul nostro post Facebook.

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