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Ivanchuk: “Carlsen? Un grandissimo, ma non un genio”

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(UnoScacchista)
“Chucky” è un personaggio molto amato per la sua assoluta passione per il gioco, la sua imprevedibilità nel trovare risorse nascoste nelle posizioni e per la sua trasparenza nell’esporre le proprie idee. Ieri è cominciato il torneo “Chess24 Legend of Chess“, dove Ivanchuk giocherà contro campioni di oggi come Carlsen, Ding Liren, Nepomniachtchi, Giri e grandi giocatori del presente e recente passato: Anand, Kramnik, Gelfand, Leko, e Svidler (oltre a Ivanchuk).

[Nella foto di apertura, Ivanchuk ritratto da David Llada]

Prima del torneo, Ivanchuk ha risposto a molte domande degli appassionati in un’intervista di circa un’ora e mezza condotta da Tania Sachdev. Il video completo dell’intervista è disponibile sul sito Chess24.com.

Dal video si può apprezzare la franchezza del GM ucraino nel rispondere a domande talvolta difficili e, soprattutto, la sua serietà nel considerare qualunque curiosità degli appassionati. Ho deciso di offrirvi qualche breve frammento, a beneficio soprattutto di coloro che possono avere difficoltà a seguire l’intervista in inglese.

La migliore partita

Molti ricordano la splendida vittoria di Ivanchuk contro Kasparov a Linares nel 1991, ma Vassily cita subito la sua vittoria contro Bu Xiangzhi a Nanchino nel 2008. Ricorda bene la Viennese nella quale prima sacrificò un alfiere lasciandolo in presa e poi chiuse, complice un errore del cinese, con un attacco fulmineo contro il Re. Ecco la partita:

Il commento finale di Ivanchuk è però una bella testimonianza della sua non sopita passione per gli scacchi: “Spero che la mia migliore partita sia ancora da giocare!” Può sembrare una frase fatta, ma io credo che l’abbia detta con sincerità.

La passione per il gioco

Non credo di essere oggi uno dei migliori giocatori al mondo, ma ho ancora la passione per gli scacchi e la volontà e la curiosità di esplorare, imparare e capire quale sia la mossa migliore in una posizione e perché“. Questa sua filosofia viene ripetuta anche quando gli viene chiesto quale sia il segreto per migliorarsi e come ci si debba regolare per cercare di migliorare: passione e curiosità, voglia di creare e, soprattutto, voglia di divertirsi, queste le poche regole a cui ispirarsi. “Bisogna sempre amare gli scacchi e avere la voglia di migliorarsi, anche se si è Campioni del Mondo“.

Più avanti, riferendosi a ciò che tenta di insegnare ai suoi studenti, “Chucky” spiega che “Il segreto del successo sta nel fare ciò che si ama e nell’amare ciò che si sta facendo. Sono un giocatore professionista da molti anni ma non ricordo neanche un momento in cui abbia considerato gli scacchi come un lavoro, una professione“.

Nessun rimpianto

Nonostante Ivanchuk abbia vinto molto, non è mai riuscito a conquistare il titolo di Campione del Mondo, andandoci vicinissimo nel 2002, quando perse in maniera sciagurata e imprevedibile la finale del Mondiale FIDE contro il 18enne Ruslan Ponomariov. “Non ci sono giocatori che non sbagliano mai. Questo l’ho capito bene e adesso non ci soffro più” (facendo però capire che in passato ne ha sofferto molto, invece).

La passione per la dama

Per Vasily la dama è molto interessante perché può scoprire più facilmente idee nuove, non essendo un giocatore di alto livello. Gli piace molto l’armonia dell’essere un professionista degli scacchi e un dilettante della dama, perché “i dilettanti di solito amano il gioco”.

Lo stile di gioco

Ivanchuk si descrive come un giocatore “universale”, che non ha paura di giocare nessun tipo di posizione e che può giocare partite di attacco ma anche affrontare finali tecnici: “Tutto serve a migliorarsi, a capire la psicologia dell’avversario e scoprire come giocarci contro“.

Similitudini e differenze

Molto interessanti le sue risposte alla domanda su quale dei giocatori di oggi gli sia più simile e chi gli sia più distante come stile di gioco. Ivanchuk risponde immediatamente Carlsen (“Ha il mio stesso stile universale e spesso gioca anche i miei impianti di apertura“) e, dopo qualche secondo di riflessione, Caruana (“Per me è molto difficile capire quali mosse giocherà Caruana, mentre mi è molto più facile guardando le partite di Carlsen“). [NdA: mi fa molto piacere quello che pensa Ivanchuk, perché, nel mio piccolo, a me capita la stessa cosa!]

Tania Sachdev, che si dice divertita da questo commento così diverso sui giocatori numero 1 e numero 2 al mondo, suggerisce che lo stile di Dubov le sembra anche molto simile al suo, ma Ivanchuk non è d’accordo: “Secondo me lo stile di Daniil, sempre alla ricerca di idee originali, è molto più simile a quello di Bronstein, di Morozevich, di Yanofsky che al mio.

Il match mondiale che vorrebbe vedere

Molto meglio Nepomniachtchi-Carlsen che Vachier Lagrave-Carlsen, perché Ian è molto più imprevedibile!” Più avanti, ad una domanda sulle cadenze di gioco, Ivanchuk dirà anche che può accettare quasi tutto, specialmente per il gioco online, ma non gli spareggi Armageddon: “Qualsiasi cosa ma non l’Armageddon!

Fischer o Kasparov?

A questa domanda, che di tanto in tanto riecheggia tra gli appassionati, Ivanchuk non ha una risposta precisa, pur fornendo qualche spunto da esperto: “Nella tecnica dei finali Fischer era probabilmente migliore, ma Kasparov è stato più forte nel riconoscere le potenzialità dinamiche in ogni fase della partita.” Il commento conclusivo è comunque che ognuno dei due, come tutti i grandi della storia degli scacchi, è stato il migliore della sua epoca e poco altro si può aggiungere per un confronto diretto.

Ma insomma, Carlsen è un genio?

Ed ecco la domanda che ho ripreso per il titolo di questo post. Nel 2009 Ivanchuk aveva detto che Carlsen era sì un fortissimo giocatore, ma non un genio alla stregua di Fischer, Kasparov, Capablanca e Alekhine; uno degli appassionati ha pensato bene di chiedergli se, dopo 11 anni e i molti successi di Carlsen, avesse cambiato idea.

La risposta è stata sofferta con molti “Non lo so“, ma alla fine Ivanchuk è rimasto del suo parere: “Non cambio idea sul fatto che Fischer, Kasparov, Capablanca e Alekhine siano stati dei geni, mentre Carlsen è sì un fortissimo giocatore, uno sportivo, un combattente, un giocatore carismatico… ma non un genio.” Trincerandosi dietro un “Almeno io non lo vedo come tale, altri lo possono giudicare un genio“, Ivanchuk ha poi raccontato uno strano paragone, citando un suo allenatore del passato “Quasi nessuno legge le poesie di Pushkin, perché tutti hanno scritto che è un genio. Ecco forse non considero Carlsen un genio per reazione a tutti coloro che dicono lo sia“.


Sabato 25 luglio si giocherà il match Carlsen-Ivanchuk: e chi se lo perde?

PS: nel frattempo, ieri Ivanchuk ha battuto Leko nella 4ª partita del loro match giocando il Gambetto di Re (“Fantastico” ha commentato Carlsen), per poi perdere malamente un finale di pedoni patto nello spareggio… Armageddon (già, proprio così).

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